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mercoledì 8 febbraio 2017

Genova. AMIU rimane pubblica, vincono i lavoratori

Il colpo di scena che non ti aspetti arriva alle sette di sera di una giornata convulsa e infinita. Fin dal mattino i lavoratori AMIU sono scesi in corteo bloccando la città in più punti. Tra fumogeni e petardi, tutti i cori sono contro il Sindaco Doria, il PD e il sindacato Cgil che ha deciso di abbandonare i lavoratori accettando la delibera che privatizza AMIU per regalarla a IREN. La delibera era già stata bloccata la settimana scorsa ma la Giunta ha deciso di ripresentarla tale e quale. Nel frattempo la Cgil ha deciso che le mobilitazioni potevano cessare e che l'accordo non era poi così male facendosi superare a sinistra anche da Cisl e Uil. Per rincarare la dose il Sindaco aveva lasciato che le forze dell'ordine si presentassero da un lavoratore USB molto attivo nelle lotte per consegnargli una denuncia per oltraggio. Il lavoratore aveva usato un termine molto forte contro il Sindaco durante un battibecco in aula e aveva avuto il coraggio di ribadire ai giornali il proprio pensiero. Nei cori dei lavoratori, per più volte veniva ribadita la solidarietà con Emanuele e spiccava uno striscione che esprimeva la solidarietà al compagno di lavoro.

Nel pomeriggio andava in onda lo sfacelo della Giunta. Dopo aver perso due consiglieri di maggioranza (che per una volta avevano deciso di disobbedire) la maggioranza cominciava a capire che il centrodestra (pur favorevole alle privatizzazioni) avrebbe potuto votare contro. Senza il sostegno della destra il PD e il Sindaco non avevano la maggioranza che invano hanno cercato nei consiglieri di centro che alla fine si sono astenuti decretando la bocciatura della privatizzazione di AMIU.

Più che una vittoria dei gruppi politici che hanno votato contro, quella di ieri è stata una grandissima vittoria dei lavoratori che da due mesi non hanno smesso per un secondo di lottare, prima bocciando il contratto nazionale dei confederali poi imponendo in assemblea la loro linea contro la privatizzazione. Al loro fianco alcuni comitati, i due consiglieri di sinistra, il 5 stelle e la sinistra di classe.

Dall'altra parte una giunta che ha nuovamente perso la faccia vedendosi bocciare per l'ennesima volta quella politica di privatizzazione dei servizi che ha pervicacemente sostenuto fin dal suo insediamento.

Dopo la sonora bocciatura, accolta con gioia dai lavoratori che avevano resistito in piazza davanti alle transenne della polizia schierata, il Sindaco e la giunta si sono chiusi in una stanza annunciando conferenze stampa per i prossimi giorni.

Che si dimettano o meno, quella di ieri sembra proprio l'ultimo atto di una giunta e di un sindaco che sono riusciti nell'intento di far rimpiangere i loro pessimi predecessori. La giunta arancione sembra quindi definitivamente arrivata al capolinea. Sullo sfondo rimane un vuoto che potrebbe essere riempito dal 5 stelle o da quella destra che, grazie alle politiche del centrosinistra, rischia di essere scambiata per amica dei lavoratori. A meno che non siano loro stessi a scendere in campo in prima persona nella ricostruzione di una sinistra di classe di cui tutta la città ha bisogno.

Per il momento la città intera li può ringraziare. Se le partecipate sono ancora nostre e non di banche o padroni privati il merito è tutto loro.

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