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lunedì 6 febbraio 2017

La manovra non manovra...

Non avete la sensazione di essere pesantemente presi in giro? Non vi sembra che questa aria soft intorno alla “lettera non lettera” del governo italiano alla Commissione Europea sulla richiesta di rientro dello 0,2 del deficit nazionale sia artificiale e nasconda la verità? La Commissione europea, che monitora e decide sui conti dei Paesi aderenti all’Unione Europea, che comanda insomma, ha inviato un diktat niente affatto blando: o rientrate dallo sforamento del debito pubblico con una manovra di 3,4 miliardi di euro oppure incapperete anche voi nella “procedura di Infrazione”, il che significa né più né meno subire il trattamento che ha messo in ginocchio la Grecia obbligandola a tagliare pensioni e salari, a ridurre i lavoratori pubblici, a svendere ai privati infrastrutture strategiche come i porti e gli aeroporti e via demolendo...

Nella lettera non lettera di risposta alla Commissione il “nuovo” Governo, figlio del tentativo del PD di fare melina dopo la sberla referendaria, si dice disponibile, con il Documento di Economia e Finanza che di norma si vara ad Aprile, a prendere qualche provvedimento qua e là senza dire di che provvedimenti si tratterà. Qualche intervento sulle accise... cioè sulle TASSE, qualche intervento un pochettino più determinato sull’evasione fiscale, ovviamente presentando la lotta all’evasione come evento straordinario nel Paese dove la sottrazione di risorse assurge a livelli da record mondiale, e facendo capire che non ci saranno interventi rilevanti.

Siamo abituati a questa melina tra i governi italiani e la Commissione Europea, una volta fa la voce grossa uno la settimana dopo l’altro, ma alla fine la soluzione si trova sempre ed è sempre, senza ombra dubbio, uno scarico sui salari e sulle famiglie. Non facciamoci illusioni, o si mette in campo un forte movimento che dica NO all’euro e NO all’Unione Europea e che ci difenda dai venti di guerra con il NO alla NATO oppure saremo di nuovo travolti dalle politiche antipopolari e antioperaie, quale che sia il governo non governo italiano.

Abbiamo un’occasione importante per far sentire forte e chiara la nostra voce sulle politiche dell’Unione Europea proprio a ridosso della scadenza di Aprile. Il 24/25/26 marzo Roma ospiterà le celebrazioni (sic!) della firma dei trattati di Roma che 60 anni fa aprirono la strada alla costituzione dell’Unione Europea. Saranno presenti capi di Stato, la Commissione Europea, i sindacati complici aderenti alla CES (Confederazione Europea dei Sindacati) e tutto il Gotha filo UE. Dobbiamo esserci anche noi.

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