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venerdì 3 febbraio 2017

Yemen - Guerra civile e bombardamenti sauditi non fermano i migranti dal Corno d'Africa

di Federica Iezzi

Nonostante la guerra civile e i bombardamenti della coalizione a guida saudita che hanno gettato lo Yemen in una profonda crisi umanitaria, migranti dal Corno d’Africa continuano a riversarsi nel Paese a tassi sempre più crescenti.

Le agenzie di monitoraggio delle migrazioni parlano di più di 111.500 migranti sbarcati sulle coste dello Yemen lo scorso anno e circa 100.000 nel 2015. Di questi, circa il 20% sono minori non accompagnati. Secondo gli ultimi dati divulgati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, circa 12.000 migranti ogni mese, sono arrivati sulle coste yemenite come punto di passaggio per l’Arabia Saudita.

A partire dallo scorso novembre, riferisce l’UNHCR, sono sbarcati in Yemen 105.971 migranti provenienti dal Corno d’Africa, per lo più da Etiopia (88.667) e Somalia (17.293).

Yemen che già conta più di due milioni di sfollati a causa del conflitto in corso e della crisi umanitaria che ne risulta. 
Le rotte della migrazione dal Corno d’Africa (mappa di Human Rights Watch)
Ancora centinaia di migranti provenienti da Paesi dell’Africa orientale sono in arrivo nel governatorato di al-Hudaydah. Si aggiungono alle migliaia di rifugiati e richiedenti asilo vulnerabili e bloccati in Yemen, a causa di un conflitto che inizia a colpire anche le vie di passaggio utilizzate fino ad ora per raggiungere i Paesi del Golfo.

La via dei rifugiati inizia nei porti somali di Berbera e Lughaya, nella regione autonoma del Somaliland, o nel porto di Bossaso, nel Puntland, e nella città portuale di Obock in Gibuti. Prosegue tra Mar Rosso e Golfo di Aden, nello stretto di Bab al-Mandeb. E approda nei porti yemeniti di Hodeidah, al-Mokha, a ovest di Taiz, al-Mukalla, nel governatorato di Hadhramaut, e nella provincia di Shabwa, sulla costa meridionale dello Yemen. I migranti africani vengono feriti o uccisi a fianco degli yemeniti, mentre il conflitto entra nel suo terzo anno.

Allo sbarco in Yemen, molti migranti entrano in reti di contrabbando. Violenze, soprusi, torture, esose richieste di riscatto in denaro, accompagnano spesso il loro viaggio fino al Golfo. Nel solo mese di dicembre si contano 25 migranti morti in mare, durante deportazioni forzate dallo Yemen all’Arabia Saudita, attraverso rotte sul Mar Rosso. Almeno in 150 stipati su piccole imbarcazioni guidate dai contrabbandieri, seguono la ‘tratta’.

Nel 2016 l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha evacuato 2.562 migranti coinvolti nel conflitto yemenita e supportato più di 21.000 migranti vulnerabili in diversi governatorati. Team sanitari mobili operano in 18 dei 22 governatorati del Paese, continuando a fornire assistenza sanitaria di base e supporto psico-sociale per i traumi legati alla guerra.

Il destino dei migranti in Yemen resta un buco nero. Non si hanno numeri dettagliati di quanti siano rimasti intrappolati nel Paese, di quanti abbiano subito abusi, di quanti siano riusciti a raggiungere effettivamente i Paesi del Golfo, di quanti siano stati reclutati da una delle parti in conflitto in Yemen. Ad oggi, si stima che almeno 9.000 migranti siano detenuti nelle carceri yemenite, sia da gruppi governativi sia da fazioni opposte.

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