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23/03/2017

A proposito di fake news: lo strano attentato terroristico di Londra

Mi sono posto un problema: se fossi il direttore di un grande quotidiano, come titolerei la notizia dell’attentato londinese?

Ci ho pensato un po’, perché nel titolo deve esserci la notizia e qui la notizia quale è? Si un uomo ha ammazzato e ferito delle persone investendole con la sua auto, poi si è avventato con un coltello su dei poliziotti uccidendone uno ed è stato a sua volta ucciso. E tutto questo è avvenuto ai piedi di Westminster. Va bene, ma di che si tratta? Chi è l’uomo?


Dunque, dell’uomo sappiamo poco, anzi niente. Sembrava si trattasse di un noto telepredicatore islamico, ma è stato smentito. La polizia lo avrebbe identificato ma non ne dice il nome per non danneggiare le indagini che si indirizzano verso la pista del radicalismo islamico. Ma su che si fonda questa idea? Sappiamo almeno di che nazionalità è l’uomo? No, però abbiamo un particolare risolutivo: il volto ha tratti asiatici.

Oddio, considerate le dimensione dell’Asia ed il numero di popoli che la abitano, per nulla simili fra loro (un giapponese somiglia a un turco? Ed un siberiano cosa ha in comune con un bengalese? O un coreano con un iraniano?), direi che è un indizio un po’ generico. Ma, soprattutto, cosa ci dice che è islamico? Ammesso e non concesso che se ne conosca il nome, magari perché dopo sofisticate indagini si è scoperto che aveva addosso la patente di guida, lì mica c’è scritto di che religione è il personaggio. Magari è davvero un cittadino centro asiatico, e se poi viene fuori che è un caldeo? Un taoista? Un testimone di Geova? Ci sono anche i convertiti, sapete! Che facciamo, impiantiamo una ricerca sul radicalismo taoista? Cosa c’è che ci dice che il colpo venga dal mondo della Jihad?

Ma, direte, ieri era l’anniversario della strage di Bruxelles. Va bene, ed un altro giorno poteva essere l’anniversario dell’attentati di Parigi, di Madrid, della metropolitana di Londra, di Istanbul, di Nizza, di Heluan, di Bali, di Tunisi, di Djakarta, di New York, di Smirne, ecc ecc. Ormai di giorni liberi sul calendario ce ne sono pochini e, comunque, se non un attentato, qualche altra cosa la si trova. Però l’aviazione inglese ha bombardato Mossul. Va bene, e allora? Cosa ci dice che le cose siano in relazione?

Ma, soprattutto, che razza di attentato è? Sembrava che gli attentatori fossero due, poi è stato smentito: era solo. Ma quale organizzazione terroristica, per quanto sgangherata, può fare un attentato così scombinato, per di più scegliendo come scenario il Parlamento di Londra che avrebbe assicurato una risonanza mondiale, per far vedere cosa? Un ubriaco al volante che poi si avventa con un coltello su dei poliziotti e viene ucciso. Forse la polizia inglese (che una volta era una cosa seria) avrà in mano cose che noi non sappiamo.

Può darsi, tutto è possibile, ma per ora questo “attentato” somiglia ad una azione terroristica come un canguro somiglia ad una stampante: l’attentatore non aveva alcuna arma letale come un kalashnikov o una cintura esplosiva, nessuno (per quel che si sa) lo ha udito gridare “Allah Albar”, nella macchina non pare sia stato trovato un drappo dell’Isis o cose del genere, l’indice di pericolosità era oggettivamente basso, l’attentatore non si è scagliato contro un parlamentare (e da quelle parti stava passando il ministro degli esteri che ha coraggiosamente soccorso un poliziotto ferito).

Insomma, nemmeno le giovani marmotte potevano fare una azione politicamente più irrilevante di questa.

Posso capire l’immediata reazione di portare via il più velocemente possibile la signora May e di blindare il Parlamento ed i deputati: sul momento non puoi sapere quale sia la dimensione dell’attacco che, peraltro, può essere anche un diversivo per colpire un obiettivo ben più importante. Dunque, sul momento la reazione è stata giusta. Ma una volta conclusa l’azione, perché insistere in questa cosa che non sta in piedi?

Semmai, questa azione mi richiama quel gruppo di episodi simili di qualche tempo fa in Germania, dove venne fuori che si trattava di squilibrati influenzati dalla predicazione jihadista e che si muovevano per sindrome imitativa.

Abbiamo fatto un capolavoro abbassando le prestazioni dei servizi di igiene mentale ed il disagio psichiatrico si manifesta anche (ma non solo) sotto questa forma. Può esserci un nesso con il terrorismo? Si, nel senso che questa è una sorta di sciame sismico che segue la scossa principale e trascina con sé i detriti di una società che produce disagio mentale. E comunque sarebbe cosa da dimostrare.

Ed allora, pensandoci, quale è la notizia da sparare nel titolo?
Ho pensato:
“SCOTLAND YARD DICE FRESCACCE!”
Sottotitolo: “E voi mi venite a parlare di fake news e post verità sul web? Ma fateci il piacere!”

Fonte

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