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venerdì 12 maggio 2017

Bernard Henry Levy. Ancora torte in faccia al filosofo delle guerre “umanitarie”

Chi semina odio raccoglie tempesta. In questo caso però la tempesta ha solo la cremosità di una torta in faccia. Il filosofo francese Bernard-Henri Levy, noto sostenitore di ogni guerra di aggressione della Nato, è stato duramente contestato a Belgrado, la capitale di uno dei paesi vittima delle campagne di odio di Levy e dei conseguenti bombardamenti della Nato.

Alcuni giovani attivisti di sinistra lo hanno accusato per le sue posizioni guerrafondaie e slavofobe. La contestazione, materializzatasi con una torta in faccia e striscioni di accusa, è avvenuta al termine della proiezione del suo film 'Peshmerga' presentato nell'ambito del Festival del film documentario in corso a Belgrado.

Appena Levy ha preso la parola in sala tre militanti della gioventù comunista gli hanno urlato “Assassino vai via da Belgrado” e “Questo bastardo era favorevole a bombardare la Jugoslavia otto anni prima dei raid della Nato”, prima di lanciargli una torta in faccia. Un altro attivista è salito sul palco srotolando uno striscione con la scritta in inglese “Bernard Levy appoggia gli omicidi imperialistici”.

Non è la prima volta che Bernard Henry Levy viene colpito da torte in faccia. Era accaduto in Belgio esattamente due anni fa e nella stessa Francia. Una contestazione “mirata”, che evita di farne un martire ma segnala clamorosamente le sue responsabilità ideologiche nelle pagine più nere scritte dal neoimperialismo europeo in questi ultimi venticinque anni.

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