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venerdì 26 maggio 2017

Ci riprovano con i voucher, ma per ora si menano tra loro

Il Pd è la Peggiore Destra di questo paese. Un termometro di questa fetenzia è la vicenda dei voucher, quei “buoni lavoro” che dovevano servire – nella teoria e soprattutto nella propaganda spicciola – a retribuire lavoretti occasionali e/o stagionali; ma ben presto utilizzati dalle imprese al posto dei contratti legali (e dire che ne hanno una quarantina a disposizione!), risparmiando così anche su contributi e tasse...

Ricapitoliamo frettolosamente:

– durante il governi Renzi (poi fotocopiato da Gentiloni) il fenomeno esplode: 400 milioni in 4 anni; diventa evidente che servono a mascherare un rapporto di dipendenza continuativa;

– la CGIL che pure in alcune sedi li ha usati per retribuire i propri “collaboratori”, raccoglie circa 3 milioni di firme per indire un referendum e abolirli;

– per alcune settimane il governo prende tempo sull’indizione del referendum cercando una via di fuga che salvi capra e cavoli, non ci riesce;

– ancora fresca di batosta referendaria del 4 dicembre, la maggioranza governativa a guida PD decide di abolire totalmente i voucher; niente referendum, festeggiamenti frettolosi nel fronte abolizionista;

– una volta decaduto il referendum, il PD prova la fregatura epocale, presentando un emendamento alla “manovrina correttiva”che reintroduce i voucher dalla finestra.

Una vera e propria “riforma costituzionale”, neanche scritta, con cui affrontare tutti i referendum futuri (abolire la norma contestata, far passare qualche mese e poi riapprovarla), senza più quella spada di Damocle del giudizio popolare che ti vincola per dieci anni a non riprovarci. Quanto basta per qualificare quella banda come truffatori professionisti, senza vergogna e senza onore.

Ma non basta, invece. Gentiloni e gli altri piddini “non propriamente renziani al 100%” storcono il naso, fiutando la figura oscena che dovrebbe fare soprattutto il presidente del consiglio davanti a milioni di (prossimi) elettori.

A quel punto diventa quasi fisico il sospetto che si tratti, sì, di una bastardata contro i lavoratori giovani e meno giovani che tornerebbero vittime di questo sistema (di peggio c’è solo “il pagamento a scontrini”), ma soprattutto contro il governo. In molti pensano che Renzi, insomma sia pronto a sparare a zero sull’esecutivo per questo o qualsiasi altro motivo, pur di accelerare lo scioglimento delle Camere e il ritorno alle urne. Una bella figura di merda di Palazzo Chigi sarebbe stata dunque un’ottima occasione per far dimenticare, fra l’altro, che i voucher li aveva introdotti proprio lui. E di non far pensare che li reintrodurrebbe in un attimo una volta ritornato in sella. E quindi fa presentare ai suoi l’emendamento killer di cui incolpare, poi, Gentiloni & friends.

L’aria si fa subito pesante e dalle parti di Palazzo Chigi ci si ricorda dello “stai sereno” che – cambiano un po’ le parole – ogni giorno Renzi pronuncia. Questo no... Esce una nota in cui vengono smentiti “i fantasiosi retroscena apparsi oggi su un quotidiano e ogni riferimento a dubbi del Presidente del Consiglio circa la proposta di buoni lavoro per le prestazioni occasionali delle famiglie e delle imprese. Si tratta di strumenti indispensabili per evitare che tali prestazioni si svolgano in nero. Non è certo la reintroduzione dei voucher che il governo aveva abrogato. E’ diverso lo strumento, è del tutto diversa la platea”.

Insomma, il tema circola, qualcosa che ci somiglia era in ballo, ma non dovrà essere identico a quanto cancellato...

A questo punto il renzianissimo capogruppo dem, Ettore Rosato, viene incaricato di coprirsi fino in fondo di ridicolo, ufficializzando il ritiro dell’emendamento con accompagnamento di giuramenti di fedeltà al governo: “Leggo ricostruzioni assurde sul PD che vuole utilizzare la questione voucher per mettere in difficoltà Gentiloni. Noi difendiamo il nostro premier e abbiamo sempre concordato la linea da seguire. Siamo pronti tuttavia a ritirarlo se questo è il volere del Governo. Non cerchiamo nessun incidente parlamentare avendo sempre parlato il linguaggio della chiarezza. Adesso aspettiamo indicazioni da Palazzo Chigi”.

La Peggiore Destra storica, quella berlusconiana, non era arrivata a tanto... E il fondo, per questa banda, non esiste...

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