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sabato 6 maggio 2017

Elogio della mendicanza, nel Niger e dintorni

Niamey – Assieme al pellegrinaggio e altre pratiche, l’elemosina è uno dei pilastri riconosciuti dell’Islam. Come in altre credenze religiose essa è un segno che i beni sono precari e che, in definitiva, solo esistono per essere condivisi. Ci sono le elargizioni volontarie e quelle obbligatorie chiamate zakat. Quest’ultima forma il terzo pilastro dell’Islam. Per facilitare le operazioni di salvezza, specie di venerdì, i poveri appaiono con maggiore insistenza e solennità. I piccoli scolari delle innumerevoli scuole coraniche, i ciechi guidati da bambine lungo i crocicchi delle strade, i sordomuti, i pazzi e alcune vecchie signore col neonato in braccio. All’ora della preghiera solenne i poveri stazionano di fianco alla moschea, sotto il sole implacabile di maggio. Sono facilitatori di paradiso, esperti passeurs di buone opere per la remissione, parziale o totale dei peccati di avarizia. La mendicanza è una dimensione insostituibile dell’umano e i mendicanti sono tra i benefattori dell’umanità più ricercati. Chiedetelo al mondo umanitario, assiepato ad Agadez e in altri luoghi privilegiati. A Niamey la presenza delle sedi delle agenzie è incalcolabile. Come la cifra d’affari molto umanitari.

Il governo del Niger, sulla stessa linea, chiede aiuto ai partner del Paese, sempre presenti nei tempi difficili, per aiutare la transizione della stagione. In gergo locale si chiama soudure, saldatura tra la stagione della raccolta e quella della semine quando le piogge saranno di ritorno. In effetti, il coordinatore della cellula di crisi alimentare ha rivelato che il fabbisogno alimentare gira attorno a 200 milioni di euro. I ministri competenti sollecitano l’applicazione immediata del piano di mendicanza sopracitata. Dalla loro parte batte il cuore umanitario ma il prodotto finale non cambia. La cronica difficoltà a gestire le crisi cicliche delle carestie nel Paese rivela una volta di più l’inconsistenza delle politiche agricole e alimentari del paese. Le tre ENNE che hanno caratterizzato l’avvento messianico della Settima Republica, e cioè i Nigerini che Nutrono i Nigerini, fanno da tempo la coda davanti agli uffici dei procacciatori di fondi. La vendita delle frontiere e dei migranti all’Unione Europea non sono stati sufficienti a colmare quanto sparisce o quantomeno dirottato altrove. Si tratta del governo della mendicanza e della mendicanza come forma di governo.

La mendicanza è un sintomo, una strategia, un modo di vivere, un’opzione, una filosofia, una religione e una politica. Plasma le relazioni sociali, orienta le politiche e arrangia i matrimoni. Imprime accelerazioni alla vita quotidiana e soprattutto applica con coerenza ciò che tutti desiderano. Che nulla cambi del mondo così come si presenta agli occhi dei potenti. A questo servono le elemosine, i mendicanti e le agenzie di collocamento caritativo. Persino entità sinistre come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale che , assieme alle armi, sono la rovina del mondo, diventano senza colpo ferire Agenzie Caritative Globali. L’ambito della sicurezza interiore è una delle priorità anche dell’Unione Europea. I gruppi armati sono intanto disarmati, localizzati, riciclati, combattuti e utilizzati per ottenere altri aiuti. Il progetto europeo ha mobilizzato qualcosa come 31 milioni di euro. Le mendicanze ufficiali sono proporzionali all’importanza dell’elemosina. Anche in questo settore arriverà la salvezza, precaria, della carità. Quanto alla Giustizia nel Paese, coinvolta anch’essa nel citato progetto, solo vive dell’elemosina del potere.

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