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lunedì 15 maggio 2017

Gli Stati Uniti confermano il sostegno alla Turchia nella lotta contro il PKK

Un funzionario statunitense giovedì ha dichiarato alla Reuters che gli USA stanno cercando di rafforzare la cooperazione di intelligence con la Turchia per sostenere la sua lotta contro il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK).

Il funzionario ha riferito che il segretario alla Difesa Jim Mattis ha dichiarato al primo ministro turco Binali Yildirim che Washington è impegnata a proteggere il suo alleato della NATO, anche contro minacce come il PKK.

Lo sforzo potrebbe essere un tentativo di lenire la disapprovazione della Turchia per la fornitura di armamenti da parte degli Stati Uniti alle forze curde in Siria nella lotta contro lo Stato Islamico (IS).

Lunedì il presidente Donald Trump ha approvato un piano del Pentagono per fornire armi e munizioni alle Unità di Protezione del Popolo (YPG) per aiutarle nella loro lotta per riprendere la città di Raqqa, capitale de facto dell'ISIS. Tuttavia, la Turchia vede la YPG come un’estensione del fuorilegge PKK, che dal 1984 combatte nel sud-est della Turchia.

Tuttavia, gli Stati Uniti ha annunciato di voler aumentare le capacità di ciò che è noto come un “centro di fusione di intelligence” ad Ankara per aiutare i funzionari turchi a meglio identificare e tracciare i combattenti del PKK. Secondo il funzionario degli Stati Uniti, il piano potrebbe finire per raddoppiare la capacità del centro di intelligence con l’aggiunta di ulteriori risorse degli Stati Uniti, come droni e altre funzionalità.

La condivisione estesa delle informazioni offrirà un’importante incremento della sicurezza nazionale per la Turchia.

Gli Stati Uniti non riconoscono pubblicamente la relazione tra i vari gruppi curdi. Gli Stati Uniti guardano alle YPG come un partner efficace e prezioso nella lotta contro i militanti di ISIS nel nord della Siria.

Mercoledì scorso, Mattis ha espresso fiducia in merito al fatto che Stati Uniti sarebbero in grado di risolvere le tensioni con la Turchia per quanto riguarda la decisione di armare i curdi, affermando: “Lavoreremo su qualsiasi delle preoccupazioni.” Il 16 maggio è previsto che la Casa Bianca ospiterà il presidente Recep Tayyip Erdogan.

La visita, secondo la Casa Bianca, permetterebbe ai due leader di rafforzare le loro relazioni bilaterali e approfondire ulteriormente la cooperazione per affrontare il terrorismo in tutte le sue forme.

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