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venerdì 5 maggio 2017

La polemica sui salvataggi

Dico subito che questa polemica sulle Ong dedite ai salvataggi non mi piace nemmeno un po’ e non mi piace da tutti due i lati, dalla parte di chi (da Salvini a Di Maio) difende il magistrato ed attacca le Ong a testa bassa e neppure di chi (soprattutto Saviano, ma anche Bruti Liberati) scomunica il magistrato ed è pronto a mettere la mano sul fuoco sul fatto che le Ong siano fatte solo da eroi che rischiano la vita per salvare quella altrui. Non sappiamo cosa ha o non ha in mano il magistrato, si parla di un dossier dei servizi di cui nessuno conosce il contenuto e non si ha neppure prova certa che esista, si sa pochissimo sulla Ong al centro dell’inchiesta, ma tutti hanno già un colpevole da impiccare prima ancora di sapere niente.

Mi sembra un esempio perfetto del modo barbaro di discutere che ormai ha messo radici: per partito preso, senza lo straccio di una prova, solo sul sentito dire, ma nella certezza che quel che accade non può che confermare il proprio pregiudizio.

A me hanno insegnato che prima della sentenza viene il dibattimento, nel quale l’accusato può difendersi e, prima del dibattimento viene l’istruttoria in cui l’accusa raccoglie le prove su cui chiederà il rinvio a giudizio. Se ho capito bene, qui non siamo neppure a metà dell’istruttoria ed il magistrato farebbe bene a tenere chiuso il becco (maledetto vizio dei magistrati italiani di fare Sanremo prima di fare le inchieste!) e fare bene il suo lavoro. Però, anche gli altri, come fanno a giurare che il magistrato è un bieco persecutore di nobili compagnie di angeli? Siamo seri: i magistrati spesso fanno fesserie (e non credo d’essere stato mai tenero con la categoria), però come si fa a giurare che tutte, dico proprio tutte, le Ong profumino di bucato? Al posto di Saviano (già strenuo difensore della magistratura) io ci andrei piano a mettere la mano sul fuoco perché potrei bruciarmela. Sono convinto che ci siano anche Ong che siano quel che dichiarano di essere: sodalizi filantropici che svolgono una meritoria attività di salvataggio, così come penso che la gran parte dei volontari addetti ai recuperi in mare sia in perfetta buona fede (però, vorrei sapere se la parola volontario esclude un pagamento o è compatibile con esso, e quanto, perché qualche differenza la fa). Però, come faccio ad escludere che fra 100 Ong non ce ne siano tre che, o sono maschere di organizzazioni criminali, o hanno dietro organizzazioni terroristiche o servizi segreti che mescolano ai profughi propri uomini, o sono ispirate da gruppi di affaristi che speculano sia sul salvataggio che, poi, su un qualche centro di accoglienza? Io so che per armare una imbarcazione adatta a quel tipo di operazioni, equipaggiare, nutrire e forse retribuito i volontari e parte del personale di bordo, ci vogliono soldi e non pochi. Mi direte che ci sono le donazioni e sono d’accordo, però, siccome sono diffidente per natura, tutti questi generosi donatori che danno tanti soldi mi lasciano un po’ perplesso. E so anche che l’immigrazione, fra soldi dati dagli immigrati a quelle canaglie degli scafisti, soldi dati dallo stato a centri d’accoglienza e pensioni (i famosi 35 euro al giorno per ogni immigrato) e maneggi vari, è diventato un lucroso businnes che fa gola a tanti. Ed allora, dovrei meravigliarmi che qualcuno possa armare un bel traffico per mangiarci su? E perché? Dove sta scritto che ogni preteso volontario sia un angelo del Signore? La verità è che qui vengono fuori due schieramenti uno più indecente dell’altro: da una parte i forcaioli, del tutto indifferenti alla morte di centinaia di loro simili in mare – compresi bambini di pochi anni – ai quali interessa solo cavalcare la paura irrazionale di chi guarda ai profughi come “invasori” per mietere consensi.

Dall’altra, i buonisti della domenica, che sotto una patina nauseabonda di buoni sentimenti, nasconde la difesa degli interessi di tante Ong che di tutto profumano men che di bucato, o che difendono un ruolo, una immagine televisiva ed ai quali di quei poveri disgraziati non importa assolutamente nulla.

Fateci un piacere: vergognatevi tutti e due, chiudete il becco anche voi ed aspettiamo di capire, carte alla mano, cosa c’è o non c’è in questa inchiesta.

Ma soprattutto, cerchiamo di capire davvero cosa è il fenomeno immigrazione e come gestirlo.

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