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lunedì 22 maggio 2017

Libia. Sanguinosi scontri tra milizie dei governi rivali. 140 morti

Giovedì scorso, decine di combattenti sono rimasti uccisi negli scontri a Brak al –Shati, nel Sud della Libia tra le forze del generale Khalifa Haftar, l’uomo forte del “governo di Tobruk”, e le milizie di Misurata, fedeli invece al “governo di Tripoli” del premier Fayez al Sarraj. Secondo un nuovo bilancio di cui riferisce la Bbc, nell’attacco alla base aerea Brak al-Shati in Libia ci sarebbero stati quasi 140 morti, compresi i civili.

L’agenzia Askanews, secondo una ricostruzione delle notizie, riferisce che i miliziani di Misurata della Terza Forza, insieme alle Brigate di Difesa di Bengasi, hanno conquistato il controllo della base aerea Brak Al-Shati, situata 60 chilometri a nord di Sebha, al termine di violenti scontri con i miliziani di Haftar. Il ministero della Difesa del governo libico del premier Fayez al Sarraj ha diffuso ieri un comunicato per precisare di “non aver dato alcun ordine di avanzare o di attaccare la base di Brak al-Shati”, nel Sud della Libia, dove giovedì si sono scontrati i combattenti di Misurata, ufficialmente fedeli all’esecutivo di Tripoli, e quelli del generale Khalifa Haftar, legato al governo di Tobruk. Secondo la ricostruzione dei media libici, sarebbero stati gli uomini della Terza Forza di Misurata, sostenuti dalle Brigate di Difesa di Bengasi, ad attaccare le unità di Haftar presenti nella base.

Nel comunicato, il ministero della Difesa di Tripoli condanna “l’aggressione che ha causato la morte e il ferimento di civili e forze dell’esercito”, sottolineando che “l’esercito libico nel Sud, come ad Est e Ovest, è uno solo, e l’attacco a uno è un attacco a tutti”. Nella nota si invita quindi “alla calma, all’autocontrollo e al rispetto del cessate il fuoco”, annunciando l’avvio di un’indagine. Il presidente del parlamento di Tobruk, Aquilah Saleh, ha annunciato tre giorni di lutto per “le vittime del massacro di Brak al-Shati”.

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