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sabato 27 maggio 2017

Roma. Decimazione di posti di lavoro nella Capitale. Il lungo sonno di Raggi e Zingaretti

L’ultima della serie è la Esso ad annunciare lo spostamento a Genova della sede della Magliana, con circa 200 lavoratori coinvolti. Le penultime erano state Sky e Mediaset che hanno deciso di spostarsi a Milano. Prima ancora Alitalia e Almaviva. Ma ci sono anche Trony e Carrefour nel settore della grande distribuzione. Ed inconbono anche i rischi di licenziamento su Aci informatica e Multiservizi.

I licenziamenti nella Capitale coinvolgono ormai decine di migliaia di persone, spingendo così migliaia di famiglie dentro il rischio povertà rispetto alla quale gli ammortizzatori sociali stanno diventando poco o niente. E mentre i posti di lavoro cancellati o a rischio aumentano, le amministrazioni locali tacciono. Il Sindaco Raggi e il governatore Zingaretti sembrano quasi non accorgersi che gli stanno svuotando di risorse e presenze produttive la Capitale, magari perchè i grandi gruppi finanziari e un settore dell’establishment guarda ormai senza inibizioni ad uno spostamento della Capitale da Roma a Milano. Anche per questo, a partire dalla vicenda Alitalia, oggi pomeriggio l’Usb tornerà a far sentire la propria voce, insieme ad altre organizzazioni sindacali e sociali, con una manifestazione convocata al Colosseo (ore 16.00) che si concluderà in piazza SS. Apostoli.

“Ogni giorno si segnalano aziende che spostano la loro attività al nord o che semplicemente chiudono i battenti – dichiara Guido Lutrario della Federazione romana USB – e le istituzioni locali stanno a guardare. La Regione sembra impegnata esclusivamente a ragionare di ammortizzatori, senza alcuna politica industriale capace di invertire la rotta della deindustrializzazione della regione. Il Comune invece è completamente silente, come se il lavoro fosse l’ultimo dei problemi”. “Sembra un piano orchestrato nell’ombra – continua Lutrario – quello di trasferire direzioni aziendali fuori da Roma, come a certificare una perdita di interesse e di rilevanza della città. Il dato preoccupante però è che questo non può non produrre i suoi effetti sull’occupazione e l’economia della Capitale e dell’intera regione”.

“Da tempo abbiamo avanzato una proposta di rilancio dell’occupazione a Roma e nel Lazio che parte dai buchi di organico di Roma Capitale (almeno 8mila) per allargarsi al mondo delle Partecipate fino a investire la Regione Lazio. Invece di continuare a buttare i Fondi Europei in “politiche attive”, cioè fondi alle imprese senza alcun ritorno in termini di nuova occupazione stabile, occorre un Piano vero di rilancio occupazionale in tutte quelle attività di interesse collettivo, dai servizi alla persona, allo smaltimento dei rifiuti, ai trasporti, alla manutenzione e salvaguardia del territorio”.

“Oggi saremo in piazza con i lavoratori Alitalia e con tante altre delegazioni di lavoratori di altre aziende in crisi per denunciare questa logica di abbandono del paese nelle mani della speculazione privata. E’ ora che chi ha la responsabilità di governo utilizzi le risorse di cui dispone non per sostenere banche e aziende private ma per un rilancio vero del sistema economico della nostra città”.

Leggi l’inchiesta di Contropiano sul progetto di spostamento della Capitale da Roma a Milano.
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