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lunedì 22 maggio 2017

Trump in città, Roma vietata a tutti

Chissà cosa diranno, i giornali “benpensanti”, davanti al blocco totale della capitale deciso dal governo in occasione dell’ormai prossima visita di Donald Trump...

Noi ricordiamo gli alti lai scritti o urlati in occasione del 25 marzo, per la manifestazione nazionale promossa da Eurostop, quando venne inaugurato il “nuovo modello” di blindatura delle città poi diventato legge con il decreto Minniti. Anche allora il centro cittadino romano venne trasformato in una zona deserta, proibita alla circolazione di auto e moto e persino dei normali cittadini a piedi. E i “disagi per i cittadini” vennero innalzati a valori assoluti, tali che – secondo molti dei peggiori aizzatori d’odio – avrebbero motivato largamente il divieto di ogni manifestazione futura.

Ora arriva il presidente Usa, e nessuno fiata. Quegli stessi giornali si limitano a descrivere la lista delle strade chiuse, secondo una lunga lista di “zone rosse” che però vengono furbescamente “colorate” in molti modi diversi. La Roma vietata sarà anzi molto più grande, perché comprenderà in pratica anche tutta la zona dei Parioli, ribattezza “Zona Verde”.

La ‘Green Zone’ verrà chiusa infatti al transito dei veicoli e dei pedoni dalle 7 di domani, 23 maggio. Viale Rossini, via Bertoloni da piazza Pitagora a viale Rossini, via Aldrovandi da via Mangili a viale Rossini, via delle Tre Madonne e via Paisiello, da via Carissini a viale Rossini.

Chissà per quale ragione, invece, dalle 7 di martedì – per due giorni consecutivi – sarà vietata al transito anche via Liguria, tra via Veneto e via Emilia.

Stravolta ovviamente anche tutta la programmazione del trasporto pubblico (altro classico argomento usato per demonizzare manifestazioni e scioperi), che coinvolgerà decine di linee (i tram 3 e 19, le linee 52, 168, 223, 910, n10 e n11). Addirittura, dalle 7 di martedì sarà vietato il passaggio delle linee di trasporto pubblico su viale Rossini, ma sarà consentito il transito dei tram da trenta minuti dopo la mezzanotte al momento del rientro in rimessa e poi per la ripresa del servizio, alle 4,30. Quindi senza passeggeri a bordo. Una “innovazione” eccezionale, di cui saranno certamente grati i cittadini, quotidianamente costretti a viaggiare su mezzi strapieni...

Il 23 e 24 maggio si potrà accedere a questa zona solo attraverso otto varchi presidiati dalla polizia locale: due saranno solo pedonali, in viale Rossini all’altezza di via Paisiello e via de Cavalieri, gli altri sei invece saranno aperti anche ai veicoli.

Siccome Trump andrà a trovare il papa, la zona di sicurezza esterna al Vaticano sarà delimitata da via della Conciliazione, piazza Pio XII, largo degli Alicorni, via Paolo VI, largo e via di Porta Cavalleggeri, la galleria Pasa e i tratti iniziali di via Aurelia, via delle Fornaci e via della Stazione Vaticana. Anche qui, la zona più vicina al Vaticano sarà chiusa al traffico persino pedonale e transennata.

La terza zona rossa riguarda invece l’area attorno al Quirinale, dove la mattina del 24 maggio Trump farà visita a Mattarella. Anche in questo caso, zona blindata e varchi di accesso. Per i pedoni in via Ventiquattro Maggio/piazza del Quirinale, via del Quirinale/via Ferrara, via della Dataria/salita di Montecavallo e vicolo Mazzarino/via della Consulta. Altri nove saranno i varchi carrabili. Maxi impegno militare, ovviamente, intorno all’ambasciata di via Veneto, via Boncompagni, via Lucullo, via Sallustiana, via Bissolati.

In più, il 23 e il 24 maggio sarà in vigore anche una seconda ‘Green Zone’ nel centro cittadino da piazza della Repubblica fino al quartiere Parioli, comprendendo anche Villa Borghese e proseguendo per viale delle Belle Arti sino al lungotevere, il centro storico propriamente detto, il Circo Massimo, Colosseo e Fori Imperiali. Naturalmente vietato anche il parcheggio a partire da stasera.

Al contrario di quanto fatto per il 25 marzo, finora la questura non ha fornito ai media le “mappe” delle zone vietate /vedi sotto, per ricordare), ma solo l’elenco delle strade. Non sia mai che qualcuno si metta a guardare quanto grande è la parte di città vietata a chi la abita e ci lavora...

Parafrasando la pubblicistica di regime: è ora di vietare le visite dei capi di stato “alleati”! O di abolire il decreto Minniti...

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