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giovedì 11 maggio 2017

Una idea intelligente di Grillo: l’età del voto a 16 anni

Grillo ha proposto sul suo blog di abbassare l’età del voto a 16 anni, anche per stimolare la partecipazione elettorale che va facendosi un po’ troppo rada. Trovo l’idea assolutamente condivisibile e per diversi ordini di motivi:

a. per effetto del crollo della natalità da un lato e l’allungamento dell’aspettativa di vita media dall’altro, il corpo elettorale italiano è decisamente invecchiato. Gli ultrasessantenni pesano troppo e questo ha effetti distorsivi non più sopportabili, accentuando le spinte conservatrici. Dare il diritto di voto ai sedicenni attenuerebbe questo squilibrio della base demografica dell’elettorato. Io ricordo ancora la spinta che, nel 1974, seguì alla concessione di voto ai 18enni e l’effetto salutare che ne derivò;

b. socializzare il prima possibile i giovani alla politica è un fatto salutare che può correggere la fuga verso l’astensionismo. In particolare, il rafforzamento della componente giovanile dell’elettorato potrebbe richiamare i troppi 18-25enni che non votano;

c. sin qui fra gli studenti delle medie superiori vota una sola classe di età: i 18-19enni e questo ha auto l’effetto di rendere praticamente ininfluente il voto degli studenti medi sul totale e, di conseguenza, accentuare il sostanziale disinteresse verso la scuola dei governi che non intervengono o, quando lo fanno, fanno disastri come la “buona scuola”. Un’ iniezione di circa 1 milione di voti avrebbe l’effetto di rendere appetibile questa fascia elettorale e sensibilizzare questa senescente classe politica ai problemi dei giovani in genere e della scuola in particolare;

d. da ultimo, una scelta simile avrebbe il senso di riconoscere uno stato di fatto, cioè che gli attuali sedicenni sono più maturi di quanto non lo fossero quelli di 10 e 20 anni fa, anche per effetto dei processi culturali, degli sviluppi della tecnologia eccetera, e, nello stesso tempo, solleciterebbe i sedicenni a responsabilizzarsi con un po’ d’anticipo.

E, insomma, cari amici, si accetta che votino vecchi semi rimbambiti come il sottoscritto o ancora più decotti, e non vogliamo far votare i ragazzi che pagheranno più avanti le tante fesserie che stiamo facendo?

Dunque nessun dubbio sull’opportunità di varare questa riforma, l’unico dubbio è di carattere tecnico sul come fare: l’articolo 48 della Costituzione dice che sono elettori quanti abbiano raggiunto la maggiore età che, attualmente, è a 18 anni. Per cui, non è possibile concedere il voto ai 16enni perché questo richiederebbe un lunghissimo procedimento di revisione costituzionale che andrebbe alla prossima legislatura.

L’unico modo per risolvere il problema è quello (come si fece del 1974) di abbassare a 16 anni il raggiungimento della maggiore età. Cosa che credo gradirebbero molto anche i sedicenni. Dunque io presenterei subito una proposta di legge in questo senso e che gli altri si assumano la responsabilità di dire di no.

Fonte

Questione interessante.
La maggior parte degli spunti di Giannuli sono condivisibili, ho tuttavia delle riserve circa la presunta superiore maturità dei 16enni odierni, sia per esperienza personale, sia perchè un'affermazione del genere andrebbe oggettivata meglio, soprattutto circa il presunto effetto propulsivo che avrebbe avuto la tecnologia in questa maturazione.

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