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giovedì 1 giugno 2017

Alternanza Scuola-Lavoro. Una “inutilità” che a qualcuno torna comoda

Intervista a Daniele, uno studente romano già alla sua terza “attività” di scuola-lavoro. Si parte bene affiancando le lezioni in una scuola materna, poi c’è il passaggio della “motivazione sociale” alla mensa della Caritas. Infine arriva il vero e proprio lavoro di supporto manuale ad un evento fieristico. E’ una gradualità che arriva dove vuole e deve arrivare, facendo tutti gli step ideologici e motivazionali necessari a legittimare l’idea del lavoro gratuito. Uno studente di quarta superiore ci racconta la sua esperienza, i suoi lati positivi e soprattutto quelli negativi, quelli che ti fanno dire che questa cosa non solo è inutile, anzi dannosa, ma che alla fine torna comoda a chi guarda al “capitale umano” solo come risorsa di risparmio e non di investimento sul futuro.

Quale anno di scuola superiore stai frequentando?

Frequento il quarto anno di un liceo delle scienze umane e, fin dall’inizio dello scorso anno, ho iniziato le attività previste di alternanza scuola-lavoro per il raggiungimento del totale di 200 ore obbligatorie per l’ammissione all’esame di maturità.

Quindi quante ore di alternanza scuola-lavoro devi fare?

Essendo una novità sia per i professori che per noi, è stato complesso inserire le ore di alternanza all’interno dell’orario scolastico, con conseguenti problematiche inerenti la didattica ed il completamento del programma, il quale ha richiesto uno sforzo finale per esser completato.

Da quanto tempo avete iniziato a “lavorare”?

Nonostante io reputi l’alternanza scuola-lavoro qualcosa di inutile per la didattica odierna, le prime attività proposte sono state molto interessanti e, perché no, divertenti: ci è stato infatti proposto di presenziare e partecipare a delle lezioni ordinarie di una scuola elementare/materna per qualche giorno.

Che ripercussioni ci sono secondo te sulla attività dedicata allo studio?

La situazione è andata peggiorando durante il quarto liceo, quando siamo stati assorbiti all’interno del progetto di volontariato del centro Caritas di Colle Oppio.

Cosa ti fanno fare?

Per quanto l’osservare le condizioni disagiate di queste persone possa essere utile a livello etico ed individuale, si tratta comunque di qualcosa che io faccio involontariamente, obbligato e, di conseguenza, malvolentieri. Riempire brocche d’acqua, pulire tavoli e servire sale e peperoncino non è qualificante come vogliono farci credere. Non c’è assolutamente nessun apprendimento in tali attività, se non quello di esser abituati a pulire per terra gratuitamente. Ma, ovviamente, non c’è limite al peggio.

Dove stai facendo attualmente alternanza scuola-lavoro?

L’ultima attività di alternanza scuola-lavoro ha visto il nostro impiego come membri dello Staff del Festival del Verde e del Paesaggio, all’Auditorium.

Che giudizio ti sei fatto di questa esperienza? E’ utile, è una stupidaggine, è negativa?

Superficialmente sembrerebbe qualcosa di interessante, quando in realtà si è rivelato essere un triste sfruttamento della classe come tuttofare: dal trasportare carrelli all’accogliere le persone, ovviamente tutto sotto il cocente sole per un massimo di 9 ore al giorno. Questo è qualificante? E’ utile? No, ma fa comodo. E mentre noi perdiamo ore e ci affatichiamo per nulla, c’è gente che grazie alle nostre braccia ed alle nostre teste risparmia e guadagna soldi.

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