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martedì 27 giugno 2017

Dopo il regalo ad Intesa, quello alle assicurazioni. Sempre a spese nostre

E’ una linea precisa, quella del governo e del Pd: le società finanziarie vanno favorite senza riserve. Con soldi pubblici, se serve, o aiutandole ad aumentare i ricavi da rapina nei confronti dei cittadini.

Neanche il tempo di analizzare il “decreto salvabanche” per i due istituti veneti (con 4,7 miliardi cash versati a BancaIntesa che si fa carico peraltro solo delle attività in positivo), ed ecco spuntare un emendamento presentato dalla parlamentare Pd Laura Puppato, subito approvato dalla Commissione attività produttive, che abolisce il divieto di “tacito rinnovo” per le assicurazioni auto.

Un’articolata analisi fatta da Francesco Cancellato su Linkiesta spiega nei dettagli come funzione il trucco, che in pratica ripristina le vecchie regole capestro, antecedenti ai decreti di Mario Monti sullo “sblocca Italia” (incredibilmente c’era persino una cosa buona!).

Il “tacito rinnovo” presuppone che sia il cliente a disdire il contratto con una raccomandata spedita 15 giorni prima della scadenza. Ovvio che la stragrande maggioranza dei milioni di proprietari di un’auto – tra le tante altre scadenze che devono tenere a mente – se ne dimenticava e quindi si ritrovava a dover accettare senza difese l’aumento (immancabile!) rifilatogli dall’assicurazione. Con questo meccanismo, infatti le tariffe erano aumentate costantemente negli anni, anche del 200% e più, in barba ad ogni legge economica sulla “libera concorrenza”. Di fatto il mercato delle assicurazioni auto funzionava in regime di quasi monopolio. Non a caso le assicurazioni auto italiane sono da decenni le più care d’Europa.

L’abolizione del “tacito rinnovo”, dal 2012, ha rovesciato il meccanismo. L’automobilista, a fine contratto, è libero di cercarsi – online o tramite gli sportelli – una nuova polizza, costringendo così tutte le società a offrire tariffe più basse. Questo sì, in obbedienza alle regole della “libera concorrenza”.

E infatti in quattro anni le tariffe medie sono scese del 18,3%. Un calo ancora largamente insufficiente a ripristinare un equilibrio con le tariffe di altri paesi confinanti, ma che ha dato almeno un po’ di tregua a portafogli sempre più vuoti.

L’emendamento della Puppato si limita a ritornare al recente passato, caratterizzato dal dominio assoluto delle società rispetto ai clienti. Dunque serve solo a porre le basi per un rialzo veloce delle tariffe assicurative (poverette, devono recuperare in tempi rapidi quel 18%...).

La domanda che ci frulla nella testa è semplice: la Puppato ha avuto questa idea da sola oppure ha ricevuto qualche “pressante sollecitazione” dalle assicurazioni riunite? E il resto della Commissione attività produttive, ha accettato questa idea perché l’ha trovata brillante oppure perché ben remunerata?

Non è una malignità. Il libero mercato, in fondo, funziona da sempre anche in questo modo...

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