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mercoledì 21 giugno 2017

Il “compagno” Damiano si unisce alla canea contro il diritto di sciopero

Leggiamo con molta rabbia ma senza più stupore l’intervista di Cesare Damiano, PD, ex Ministro del Lavoro e dirigente Cgil sino al 2001, attuale Presidente della Commissione Lavoro della Camera, sul diritto di sciopero. In Damiano traspare in modo plateale la voglia di comprimere e reprimere l’esercizio del diritto di sciopero, ma solo se proclamato da sindacati che non siano Cgil, Cisl e Uil, dimenticando che l’esercizio dello sciopero è un diritto, costituzionalmente previsto, del singolo lavoratore.

Le origini Cgil dell’esponente PD emergono in modo esasperato in una fase nella quale i “sindacati collaborazionisti”, così come l’altro ex Ministro del lavoro, Sacconi, aveva definito Cgil, Cisl e Uil, non se la passano molto bene e sarebbero danneggiati dai piccoli sindacati il cui obiettivo, a suo dire, sarebbe quello della “...pratica del dumping sociale ai danni degli accordi di Cgil, Cisl e Uil, e Confindustria. Giocano al ribasso sui compensi e le tutele dei lavoratori...”. Quindi sarebbero proprio insensati quei lavoratori che scioperano con questi piccoli soggetti sindacali, poco rappresentativi e che firmano accordi peggiori di Cgil, Cisl e Uil. Veramente singolare come tesi.

Se poi è da attribuire realmente a Damiano l’affermazione riportata dall’articolo de la Repubblica per la quale “Nessuno vuole toccare i diritti ma ora i Cobas vanno fermati”, dove evidentemente per Cobas si intende tutto ciò che non è “sindacato collaborazionista”, allora il cerchio si chiude ed è evidente che la mano tesa di Damiano e del PD nei confronti di Cgil, Cisl e Uil serve a puntellare un sistema sindacale che fa ormai acqua da tutte le parti e che viene abbandonato ogni giorno da centinaia e centinaia di iscritti.

Onorevole Cesare Damiano, crediamo che la prioritaria funzione di un Presidente della Commissione Lavoro della Camera sia quello di tutelare il lavoro e non quello di decidere quali siano i sindacati da “fermare” e quelli da tutelare.

C’è aria di regime in questo paese e lo si vede da come si reprime continuamente il dissenso sociale, da come i lavoratori che scioperano sono trattati come un problema di ordine pubblico, da come si perdono pezzi di industria e migliaia di posti di lavoro mentre si discute di quanti miliardi si devono elargire alle banche.

Onorevole Cesare Damiano, Usb non è un Cobas, è un sindacato confederale, di massa e indipendente, un sindacato con una forte rappresentatività in tutti i settori produttivi del paese. Per questo motivo è al centro di molteplici “attenzioni” da parte delle istituzioni e delle aziende che colpiscono senza sosta i nostri delegati. Ma il diritto di sciopero, se lo ficchi bene in testa, è un diritto dei lavoratori e non certo suo o dei sindacati.

La misura è colma e tirare troppo la corda non fa bene a chi lavora. Chi è preposto alla tutela del lavoro, soprattutto se riveste una carica istituzionale così importante come la sua, dovrebbe scendere dal piedistallo e confrontarsi seriamente e senza minacciare il sindacato e chi lo rappresenta, oppure dovrebbe avere la decenza di tacere su certi argomenti.

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