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giovedì 8 giugno 2017

La sinistra parla a pochi e non al Sud. Non si costruisce così l’alternativa

Stefano Fassina in un articolo molto bello titolato “Il teatro dell’assurdo” a commento del convegno dell’Mdp di Milano pubblicato il 22 maggio su Huffington post, dichiara tra l’altro:
“È urgente, in vista delle imminenti elezioni politiche, avviare un percorso per una lista unitaria e alternativa al Pd, a partire dalle città dove da tempo, in particolare dalle elezioni amministrative di giugno 2016 per arrivare a oggi, sono operative esperienze politiche unitarie e portatrici di un valore aggiunto rispetto alle consumate energie dei partiti della sinistra storica. Soltanto con radicali discontinuità di forme della politica, di programma e di classi dirigenti si può arginare e recuperare lo smottamento di popolo verso proposte regressive”.
Sono dichiarazioni chiare, incisive e totalmente condivisibili.

L’iniziativa, invece, che parte dalla “Rete delle Città in Comune” che si rivolge ad associazioni, a movimenti, a forze sindacali per condividere tempi e modi per l’avvio di un percorso partecipato nelle città è apprezzabile ma appare ancora insufficiente e chiusa dentro un perimetro ristretto.

Un percorso, che parta dalle città, per essere efficace e credibile deve essere il più ampio e partecipato possibile, coinvolgendo una pluralità di liste, di esperienze di civismo organizzato e di movimenti che non si esauriscono nella “Rete delle città in Comune”, ma vivono, per fortuna, con grande ricchezza e varietà di contenuti nelle nostre città, esprimendo esigenze, sensibilità e bisogni differenti.

E’ un cammino che deve avere non solo l’obiettivo immediato di comporre una lista unitaria, ma anche quello di costruire per il futuro un progetto con ambizioni più alte che raggiungere la soglia di sbarramento imposta dalla nuova legge elettorale, un progetto che punti davvero a presentarsi nel paese come alternativa coerente ed affidabile.

Bisogna partire, sull’esempio di Podemos in Spagna, dalle nostre Barcellona e Madrid, dalle città, che esprimono la ricchezza delle spinte sociali e dei movimenti; bisogna partire da Luigi de Magistris a Napoli, da Renato Accorinti a Messina, da Leoluca Orlando a Palermo che si appresta a vincere di nuovo, e dalle “nuove amministrazioni del Mezzogiorno”.

Nel paese avanza una domanda prepotente di discontinuità col sistema politico attuale ed una richiesta di radicalità nei contenuti, è una domanda che al Centro Nord si è tradotta quasi sempre nella vittoria alle amministrative della Lega di Salvini e del Movimento 5 stelle, anche in quelle città che erano una volta le storiche roccaforti della Sinistra.

E’ tempo, quindi, che la Sinistra riconosca che la novità della sua proposta politica oggi parte indubbiamente dal Sud, sono Napoli, Palermo, Messina, molti comuni della Calabria e tante altre amministrazioni del Mezzogiorno, a costituire il maggior punto di resistenza alle politiche ed alle logiche neoliberiste; in questi territori, nelle lotte ambientali, negli spazi liberati, nella politica dei beni comuni, nel protagonismo civico, in un moderno meridionalismo identitario ma senza barriere, sta già crescendo la classe dirigente del futuro.

Le lezioni di solidarietà, di accoglienza, di partecipazione e democrazia arrivano da qui, basti pensare alle politiche verso i migranti, a quello striscione Welcome Refugees, una delle cose più belle di questi ultimi anni, basti pensare all’intuizione geniale di Terroni Uniti a quel concerto a Pontida che ha messo in crisi la Lega a casa sua, e ancora alla scritta comparsa nella manifestazione contro il G7 a Taormina: “Sicilia in marcia contro i potenti della terra”.

L’epoca del triangolo industriale è conclusa, bisogna saperlo capire, aggiornare un’analisi ormai datata, superare l’autoreferenzialità perché l’alternativa, con noi o senza, è cominciata; il Mezzogiorno in Italia manda segnali potenti come del resto accade anche in Europa, ma la Sinistra appare ancora, come sempre, incapace di leggerli.

PIIGS nel nostro paese sono Napoli, Palermo, Messina, la Calabria, il Mezzogiorno tutto, è da qui che si può rilanciare il futuro.

A firma di :

Napoli Bene Comune: Melinda Di Matteo, Pino De Stasio consigliere II Municipalità , Emanuele Lieto consigliere IV Municipalità

Messina Bene Comune: Domenico Midili

Palermo Bene Comune: Tommaso Lima

Sicilia Bene Comune : Maurizio Rella consigliere comunale a Messina

Firmano ancora: Teresa Amato avvocato penalista, Gianfranco Amodeo, Manuela Arduino scenografa, Vittorio Balestrieri del Comitato Casa, Gabriele Bonomo stilista, Andrea Calderini amministratore di cooperativa sociale, Agostino Carbone psicoterapeuta, Nancy Carbone ballerina classica, Oriana Cerbone Associazione Nazionale Archeologi, Stefania Colizzi Associazione MIA, Emilio Coppola avvocato penalista, Pasquale Coppola imprenditore, Ciro Discolo attore, Donatella Ercolini insegnante, Umberto Liberti architetto, Paola Paradisi attrice, Rita Riccio operatrice sociale, Roberto Strati cancelliere, Massimo Torre scrittore.

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