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martedì 13 giugno 2017

Per un polo informativo nazionale professionale e credibile

Nel suo solito stile urticante – ma proprio per questo utile e chiarificatore – Stefano G. Azzarà mette i piedi nel piatto della conclamata pochezza dell’informazione “alternativa” o “antagonista” che dir si voglia. Un microuniverso popolato di centinaia di blog, quasi-giornali, organi di propaganda di se stessi e poco altro, il cui ambito di influenza va poco al di là degli autori.

Come sempre accade, la limitatezza delle ambizioni abbassa fino al pavimento il punto di osservazione del mondo, soffocando sul nascere ogni potenzialità informativa dei contenuti comunque prodotti.

Una condizione che, per quanto riguarda questo giornale, viviamo con una certa sofferenza, perché vediamo quante potenzialità esisterebbero per arrivare ad una cooperazione “virtuosa”, efficace, almeno semi-professionale, in grado di contrastare l’informazione mainstream, peraltro in caduta verticale di credibilità.

Pubblicando questo intervento-sfogo, speriamo di iniziare a ragionare collettivamente sul superamento della fase artigianal-individualista.

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Necessità di un portale informativo e culturale nazionale serio. Necessità di chiudere contestualmente tutti i blog e i siti autoprodotti


E’ incredibile: gli Stati Uniti controllano e ricattano mezzo mondo, il Montenegro viene cooptato nella NATO, però è la Russia che minaccia la guerra e il Mondo Libero.

E’ solo uno dei tanti esempi possibili di fake news quotidiane e di quella manipolazione capillare che istante per istante viene prodotta dall’industria della comunicazione integrata nella catena di comando delle classi dominanti. Un altro esempio è la sconcertante idiozia su “Marx Saviano del XIX secolo” che ho citato più sotto.

In entrambi i casi, si tratta della costruzione di una realtà funzionale agli interessi prevalenti e in entrambi i casi non abbiamo nessuno strumento per contrastare queste sciocchezze che chiamare bufale è fargli un onore.

Proprio per questo, assai più che le elezioni, le alleanze, le coalizioni, le frasi roboanti, c’è una cosa fondamentale della quale abbiamo bisogno al più presto: un portale informativo nazionale professionale e credibile.

L’attuale proliferare di blog e piccoli siti autoprodotti, che potrebbe sembrare un segno di fermento culturale – il pluralismo, la contaminazione, i Cento Fiori e bla bla vari... – è in realtà una catastrofe (e questo a cominciare dal mio).

Conseguenza della rivoluzione tecnologica (che ingranando con un percorso di resistenza ha avviato una fase neo-artigianale di spontaneismo postmoderno nella quale tutti siamo potenzialmente piccoli produttori “indipendenti”), ha assecondato lo sviluppo di forme di coscienza solipsistiche, narcisistiche, “desideranti”, anarchicheggianti e ultra-individualistiche. Che di tanto in tanto vengono persino messe a valore dall’industria giornalistica o televisiva, a partire dalla loro sostanziale innocuità “anticonformistica” e dalla loro ben più reale sintonia con lo spirito dei tempi.

Abbiamo avuto perciò pochissime cose interessanti, e una pletora di esperienze dilettantistiche, confusionarie e controproducenti, che hanno spacciato complottismo a-storico e narcisismo.

Faremo un passo avanti quando tutte queste esperienze, che pure hanno avuto significato in una certa fase, verranno chiuse. E quando sarà possibile ricostruire un progetto politico e culturale condiviso, a partire da pochissimi punti fondamentali (difesa del lavoro dipendente, contrasto all’imperialismo, autonomia politica assoluta, modernismo culturale), che ci metta in condizioni di contrastare le idee dominanti e la dominante e condivisa percezione del mondo, dal Giornale a Repubblica al Manifesto.

Gli orgogliosi e permalosi gestori di questa frantumazione – a partire da me – dovrebbero riflettere. Ma è soprattutto responsabilità di chi ha un ruolo politico di direzione agire da catalizzatore. Si mettano a disposizione di questa esigenza e facciano un soldo di bene, almeno una volta nella loro vita.

Un ricco furbastro solo apparentemente bizzarro come Grillo è riuscito a acchiappare miriadi di allocchi con un’operazione scopertamente priva di credibilità e persino assai proficua sul piano economico. Non ci sono persone serie e competenti tra di noi? Non ci sono persone capaci di raccogliere le energie e soprattutto le risorse intellettuali e economiche necessarie?

Personalmente, vista anzitutto la vana fatica quotidiana, io il mio blog lo chiuderei anche ieri, dedicandomi solo alla rivista. E se il progetto è verosimile, è probabile che molte persone – disgustate dall’informazione che la sinistra riesce a non dare – ci metterebbero anche un po’ di soldi. Certamente, chi si intesta questo progetto deve essere credibile altrimenti meglio non cominciare nemmeno.

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