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mercoledì 26 luglio 2017

Odio. Come ti privatizzo anche la censura

La senatrice del PD Filippin, con il concorso entusiasta di berlusconiani e centristi, ha presentato una legge per rimuovere le notizie scomode. Se la legge passasse, qualsiasi potente e prepotente di turno potrebbe rivolgersi al Garante della Privacy, che in cinque giorni cancellerebbe dalla rete e da qualsiasi altro luogo quella notizia, quel commento. Così anche la censura verrebbe privatizzata, come tutto il resto, e avremmo un funzionario del governo, questo in realtà è il Garante, che amministrerebbe la libertà di opinione per conto dei poteri forti.

L’avesse fatto il governo venezuelano sentireste che indignazione da parte dei professionisti dei diritti umani altrui. Invece da noi questa legge liberticida va avanti senza particolare scandalo, avvalendosi della copertura della Presidente della Camera e di tutta la compagnia degli indignati contro “l’odio”.

L’on. Boldrini da tempo ha richiesto misure contro le Fake News in rete, con uno strabismo da far invidia ad una ambasciatrice USA degli anni 50.

Così in un paese dove il 98% della stampa è in mano a gruppi di potere industriali e finanziari e dove abbiamo misurato con il referendum costituzionale il pluralismo reale delle tv. In un paese dove il pensiero unico, i suoi dogmi, le sue bugie sono presentati come verità assoluta dai mass media. In un paese dove basterebbe una settimana di verità su giornali e tv per far saltare il palazzo, in questo paese al novantesimo posto nel mondo per la libertà d’informazione, la presidente della Camera e il PD se la pigliano con la rete. Nella quale si annidano certo anche bufale e posizioni ignobili, ma che resta comunque la principale fonte di delegittimazione delle falsità e delle ipocrisie del potere. Che per questo vuole la censura.

Ora vengono messi in campo addirittura i sentimenti, una commissione parlamentare dedicata alla deputata laburista Jo Cox assassinata durante la Brexit, ha chiesto misure contro ogni forma di odio.

Gli odiatori dell’odio partono da veri fatti orribili, persecuzioni, violenze omicidi. Oppure da manifestazioni odiose di sessismo, razzismo e fascismo. Però si fa finta di dimenticare che le leggi per colpire questi reati ci sono tutte e se questo non avviene è per colpa di governi, autorità ed istituzioni, non della carenza legislativa.

Inventarsi ora il generico reato d’odio significherebbe affidare al potere il diritto di giudicare i sentimenti. Perché allora non obbligare per legge all’amore? Io che odio il capitalismo e gli sfruttatori, che faccio mie le parole del grande Edoardo Sanguineti, che scrisse che i poveri dovrebbero tornare all’odio di classe, perché i potenti comunque li odiano; io che odio il potere ingiusto sarò fuorilegge?

Mentre nei luoghi di lavoro i diritti fondamentali delle persone sono cancellati nel nome del mercato, mentre le leggi Minniti colpiscono le opposizioni e le lotte sociali, ora la censura sulle notizie e il reato d’odio dovrebbero anche disciplinare le coscienze.

Scriveva Primo Levi che il fascismo si ripresenta sempre, ma mai allo stesso modo. Sarà per questo che la Presidente della Camera ha accolto con tutti gli onori ed i consensi il presidente del cosiddetto parlamento ucraino, senza riconoscere in lui il fondatore di un partito neonazista. Si vede che, come tutti i potenti, era riuscito a mascherare il suo odio con ipocrisia e malafede.

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