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giovedì 7 settembre 2017

Roma. Con i fascisti è competizione frontale sui territori

L’ultima notizia è che è stata vietata dal questore di Roma la “passeggiata per la sicurezza” annunciata dai fascisti di Forza Nuova – dietro la sigla ‘Roma ai romani’ – per venerdì sera nelle strade del quartiere Tiburtino III, alla periferia est della Capitale. Secondo quanto si è appreso, la decisione della Questura è stata presa considerando le “condizioni di ordine pubblico e la concomitanza con altri eventi,” ossia la manifestazione concomitante sulla Tiburtina dei movimenti sociali in ricordo di Fabrizio Ceruso, ucciso l’8 settembre del 1974 durante gli scontri per lo sgombero delle case occupate a San Basilio.

Insomma il territorio della Tiburtina è ormai da mesi al centro di uno scontro tra il tentativo dei vari gruppi fascisti – Casa Pound soprattutto e poi Forza Nuova che gli fa concorrenza – di insediarsi in una vasta zona operaia e popolare della periferia est e le realtà politiche e sociali della sinistra e dell’antagonismo di non cedere il passo sui territori. In questi anni il braccio di ferro è iniziato prima a Casalbertone (dove Casa Pound ha aperto il suo circolo “Futurista”), poi si è spostato a Tiburtino III dove i fascisti soffiano sul fuoco contro gli immigrati ospitati in un centro di accoglienza. C’è stato un tentativo di penetrazione a San Basilio (respinto rapidamente e decisamente).

Situazioni analoghe si vivono in altre zone della periferia come Tor Bella Monaca e Torre Angela. Anche qui a inizio estate c’è stato un affrontamento diretto con gli attivisti della sinistra popolare, che ha bloccato il tentativo di Forza Nuova di occupare un locale e insediarsi nel quartiere. Più successi i fascisti li hanno raccolti nella periferia sud-ovest. Prima con l’incidente degli scontri a Magliana, che ha portato vantaggio ai fascisti, e poi con la penetrazione di Forza Nuova nelle borgate di Montecucco e Trullo, che finora non ha incontrato una reazione adeguata.

Ad un osservatore esterno o prevenuto, sembrerebbe solo una incomprensibile partita a Risiko sui quartieri della periferia della Capitale. In realtà è qualcosa di più.

In primo luogo, i fatti e i soggetti visti all’opera a Tor Bella Monaca come a Tiburtino III, hanno confermato visibilmente l’intreccio tra fascisti e spacciatori nei quartieri in questione. Le relazioni tra fascisti e malavitosi (piccoli o grandi che siano) si materializzano quasi naturalmente. La forza d’urto dei gruppi di destra nei territori è questa, altro che le “famiglie italiane”.

In secondo luogo, la relazione annuale dei servizi segreti al Parlamento, non sottovaluta questa acutizzazione dello scontro tra fascisti e antifascisti nel territorio, cioè sul versante “sociale” più che ideologico, soprattutto nelle periferie. Da almeno tre anni i servizi di intelligence segnalano che “Sul piano previsionale, si ritiene, infine, che continueranno a verificarsi episodi di contrapposizione (provocazioni, aggressio­ni e danneggiamenti di sedi) con frange dell’estrema sinistra, per effetto sia della mobilitazione concorrenziale su tematiche sociali, da parte di entrambi gli schieramen­ti, sia delle visioni contrapposte in tema di immigrazione”. (1)

Insomma diventa evidente questa connessione tra fascisti-spaccio-malavita nei quartieri e la “previsione” dei servizi segreti che tale connessione andrà a contrapporsi con l’estrema sinistra, soprattutto sul piano della questione sociale. Quello che stiamo vedendo nei quartieri popolari della periferia romana, potrebbe dunque non essere una eccezione, ma una strategia. E’ tempo di comprenderlo e di adottare le adeguate contromisure.

Note
(1) Relazione sulla politica dell’informazione sulla sicurezza 2016

Fonte

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