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11/06/2026

Allarme “false flag” in Colombia, mentre la disinformazione parla di sospensione di Petro

A meno di due settimane dal decisivo ballottaggio presidenziale del 21 giugno, lo scontro politico in Colombia è sempre più polarizzato, in un paese che potrebbe vivere anche momenti di pericolosa escalation interna. Lunedì il candidato del Pacto Histórico, Iván Cepeda, ha diffuso un comunicato nel quale mette in guardia da un presunto piano “false flag” pensato dal suo rivale, Abelardo de la Espriella, per influenzare i risultati delle urne.

Cepeda ha affermato che la destra starebbe preparando un falso attentato contro i suoi candidati, per manipolare l’opinione pubblica sul tema della sicurezza, che è stato al centro della campagna elettorale di de la Espriella. Il candidato della sinistra presenterà tutte le prove alla Procura Generale del paese, ma anche all’Unità Nazionale di Protezione (UNP), ribadendo che va garantita l’incolumità di tutti i partecipanti alla tornata elettorale.

Dall’altro lato della barricata, de la Espriella ha respinto sdegnosamente le accuse di Cepeda, denunciando a sua volta di essere bersaglio di costanti minacce di morte che lo costringono a tenere i propri comizi protetto da spessi pannelli blindati. Il leader dell’estrema destra ha anche commentato la fuga di notizie relativa alla sospensione che avrebbe riguardato il presidente uscente Gustavo Petro, rincarando le critiche rivolte a ques’ultimo.

Infatti, era stato fatto trapelare un documento della Commissione per le accuse della Camera dei deputati, che nella seduta di ieri avrebbe disposto la sospensione di Petro dal suo incarico presidenziale, con la motivazione che avrebbe violato i divieti costituzionali sull’attività dei funzionari pubblici, ai quali è impedito di “intervenire a favore o contro candidati durante il periodo elettorale”, si legge sull’Ansa.

La decisione avrebbe però aperto, a sua volta, un nodo di legittimità costituzionale. La misura sarebbe stata presa con un documento su cui c’era solo la firma della presidente della Commissione, Gloria Arizabaleta, mentre servirebbe un voto del Senato, dopo che l’intera Camera si è pronunciata in merito, per sospendere un presidente. Per molte voci vicine a Petro, questo sarebbe stato un vero e proprio golpe istituzionale.

Il ministro dell’Interno, Armando Benedetti, ha immediatamente contestato il provvedimento, definendolo privo di base legale, dato che la Commissione della Camera è solo un organo investigativo, senza alcuno dei poteri che si sarebbe arrogata. Subito dopo, il deputato Jorge Alejandro Ocampo Giraldo, membro della Commissione d’accusa, ha negato la presunta sospensione.

Il documento sembra esistere, ma non è mai stato depositato alla segreteria della Commissione e non c’era intenzione di discuterlo. La fuga di notizie appare più come una macchinazione attenta a dare in pasto ai media un testo che non ha superato nemmeno le fasi iniziali della procedura amministrativa che avrebbe dovuto affrontare, così da attirare di nuovo l’attenzione sulle accuse mosse a Petro dopo varie e dure dichiarazioni delle ultime settimane.

Un’opera di disinformazione pensata per mettere in cattiva luce il Pacto Histórico, che sembra seguire gli schemi già denunciati con la scoperta dell’Hondurasgate, e che quindi rimanda alle ingerenze di Washington in America Latina, nel tentativo di abbattere tutte le esperienze progressiste della regione.

Petro ha condannato l’endorsement del presidente statunitense Donald Trump a favore di de la Espriella, e in un’intervista ha accusato la Casa Bianca di essersi alleata con i narcotrafficanti per destabilizzare il paese e per dargli, in sostanza, una rappresentanza politica a Bogotà. Petro ha inoltre rivelato che Trump avrebbe violato un patto di non ingerenza negli affari colombiani, stipulato durante la visita negli States dello scorso febbraio.

Insomma, il ballottaggio del 21 giugno è diventato un vero e proprio campo di battaglia tutt’altro che secondario rispetto alle sorti di Nuestra América, soprattutto dopo che nemmeno una settimana fa la Colombia ha inviato una nave con 100 tonnellate di aiuti umanitari a Cuba.

Mentre aumenta la tensione, sembra che le sorti del voto si giocheranno sul filo di pochissime preferenze, dopo che dal Pacto Histórico sono già arrivate denunce di brogli. In questo scenario, possibili contestazioni dei risultati potrebbero risolversi verso precipitazioni imprevedibili.

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