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11/06/2026

Rabbia e pogrom razzisti a Belfast. La destra britannica soffia sul fuoco

Ci sono stati 12 agenti di polizia feriti e 16 arresti nella seconda notte di disordini in Irlanda del Nord dopo l’attacco con coltello avvenuto a Belfast da parte di un immigrato. Il 44enne ha perso un occhio e ha riportato gravi ferite, mentre l’aggressore, un sudanese di 30 anni, Hadi Alodid, è stato trattenuto in custodia cautelare.

La famiglia della vittima, Stephen Ogilvie, ha fatto appello alla calma in una dichiarazione che sottolineava il “contributo profondamente prezioso” che i migranti danno al paese. Allo stesso tempo, la sindaca di Belfast, Róis-Máire Donnelly, appartenente allo Sinn Féin, ha ricevuto minacce di morte dopo aver condannato pubblicamente le violenze contro le comunità migranti.

Mercoledì la Polizia dell’Irlanda del Nord ha impiegato gli idranti per sedare le proteste durante una seconda notte di rivolte anti-immigrazione a Belfast. I manifestanti sventolavano bandiere britanniche, un simbolo niente affatto digeribile per quella parte della comunità nordirlandese non certo filo-unionista.

Molti erano mascherati e hanno lanciato mattoni e petardi contro la polizia antisommossa alla rotonda Sandyknowes a Newtownabbey, alla periferia della città. I manifestanti anti-immigrazione ieri pomeriggio hanno organizzato una manifestazione a Dublino con una grande folla che si è riversata su Leinster House.

Mercoledì sera si sono verificati tumulti anche a Derry, dove la polizia ha segnalato che cassonetti, oggetti e auto erano stati incendiati sulla Ardmore Road, mentre altre proteste, come quella di Stormont, si sono svolte pacificamente. Secondo Junge Welt, quotidiano tedesco, fautori dei pogrom sarebbero stati gruppi paramilitari lealisti come l’UVF e l’UDA.

Il gruppo rap nordirlandese Kneecap ha dichiarato di “essere solidale” con le persone colpite da “violenza, intimidazione, minacce e sfollamento forzato” a Belfast e che le persone dietro le manifestazioni “non si preoccupano della loro comunità e sono motivate dal razzismo”. I raid a Newtonabbey infatti avevano cercato di colpire le abitazioni per immigrati che venivano segnalati sui social media. Anche la coalizione United Against Racism sta organizzando manifestazioni di risposta ai pogrom razzisti contro gli immigrati.

Fonti locali riferiscono che la folla aveva tentato di colpire un hotel che ospita immigrati, ma che questo era già stato chiuso dalla polizia. Il Chimney Corner Hotel era già stato oggetto di numerose proteste anti-immigrati nel corso di diversi mesi, dal 2025 all’inizio di quest’anno.

L’Irish Times riferisce che alcuni cittadini ugandesi, Sumayah Nakazibwe e Stella Ariokot sono rimasti barricati nella loro casa vicino a Crumlin Road, nel nord di Belfast, sentendo odore di fumo che penetrava nelle loro case e osservando le fiamme lambire i muri delle proprietà vicine.

“Tutto è iniziato come se la gente marciasse e basta, ragazzi tra i nove e i vent’anni”, ha detto Nakazibwe. “Indossavano tutti il nero e indossavano la maschera”.

Dalla finestra avevano visto la folla che bruciava le gomme di un autobus. “E poi raccolsero i bidoni fuori e iniziarono a bruciarli anche loro e abbiamo pensato, forse non degenererà”.

Poi i manifestanti si sono diretti nella loro strada, dove famiglie rumene e nigeriane vivono accanto a famiglie britanniche e irlandesi.

“Hanno iniziato a bruciare, a lanciare bombe molotov le auto”.

Nella notte di martedì sono stati segnalati scontri anche in Scozia tra polizia e manifestanti a Glasgow, dove due agenti di polizia e tre persone sono rimasti feriti. La polizia ha dichiarato che alcuni cittadini sono stati “attaccati a causa del colore della loro pelle”. La Moschea Centrale di Glasgow è stata costretta a chiudere i fedeli all’interno in risposta a una protesta che ha marciato lungo Buchanan Street e che si ritiene mirasse a raggiungere la moschea.

La Gran Bretagna è ancora alle prese con durissime polemiche sui fatti di Southampton – dove un inglese è stato ferito da un immigrato indiano ma poi è stato lasciato morire ammanettato dai poliziotti –  che a ben guardare chiama in causa più l’atteggiamento della polizia che l’aggressione. Una dinamica che ha consentito però alla destra britannica di soffiare sul fuoco e farlo dilagare anche nell’Irlanda del Nord.

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