L’arma giudiziaria per il potere assoluto
Secondo i manifestanti, il tentativo di invalidare il congresso del CHP è una manovra giudiziaria del governo di Erdogan per reprimere ulteriormente il dissenso. Nell’ultimo anno sono state arrestate più di 500 persone vicine o parte del CHP, tra cui 17 sindaci: il più noto è l’ex sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, esponente del CHP e considerato il più promettente rivale politico di Erdogan, arrestato a marzo con accuse di corruzione e terrorismo ritenute motivate solo politicamente. L’arresto aveva causato enormi proteste ed è stato considerato un modo per impedire a Imamoglu di candidarsi alle prossime presidenziali, nel 2028. Il partito – avverte il Post – ha comunque già organizzato un congresso straordinario il 21 settembre in cui potrebbero decidere cosa fare e votare un nuovo leader. Sarebbe comunque un evento molto rilevante per la politica turca, che con tutta probabilità porterà a nuove proteste.
Le accuse ad Erdogan
I manifestanti hanno chiesto le dimissioni di Erdogan. Dal palco l’accusa di voler restare al potere dopo la sconfitta alle elezioni locali dell’ultimo anno. «Colpo di stato contro il futuro presidente e contro il futuro governo» l’accusa ripetuta, assieme alla richiesta di elezioni anticipate. In una lettera inviata dal carcere e letta ad alta voce nella manifestazione, Imamoglu, l’ex sindaco di Istanbul incarcerato ha scritto che il governo sta cercando di predeterminare l’esito delle prossime elezioni eliminando i candidati scomodi: «L’era dell’io in questo paese finirà e inizierà l’era del noi. Uno solo perderà e tutti gli altri vinceranno», ha scritto Imamoglu, accolto dagli applausi della folla che intonava lo slogan «Imamoglu presidente».
Il candidato d’opposizione giusto
Ekrem Imamoglu, sindaco di Istanbul deposto, è il più carismatico leader politico turco d’opposizione degli ultimi decenni. È anche ritenuto l’unico che sarebbe in grado di vincere un’elezione contro il presidente Erdogan. Per questo l’opposizione in Turchia, e in particolare il Partito popolare repubblicano (CHP), il suo partito, si preparava da mesi a sostenerlo alle elezioni presidenziali. Ma pochi giorni prima del voto interno in cui la candidatura di Imamoglu avrebbe dovuto essere ufficializzata, il sindaco è stato accusato di corruzione e terrorismo ed arrestato. «Ekrem Imamoglu è una figura rara nel sistema politico turco. È capace di parlare a più elettorati assieme (esattamente come fa Erdogan), e questo gli consente di superare il problema principale dell’opposizione al presidente: le divisioni dentro all’opposizione», sottolinea il Post.
I partiti a base etnica
Nella confusa e spezzettata geografia politica turca, si aggiungono i partiti su base etnica, come il Partito dell’Uguaglianza e della Democrazia dei Popoli (DEM), che è un partito curdo di sinistra estremamente popolare nel sud-est della Turchia, dove appunto vive la comunità curda. Pur ottenendo sempre risultati superiori al 10 per cento, il partito DEM è escluso dalle alleanze anti Erdogan, perché gli altri partiti turchi vogliono evitare di sembrare troppo vicini alla causa dell’autonomismo curdo. Lo storico leader del partito, Selahattin Demirtas, è in prigione dal 2016, con accuse di terrorismo, anche nel suo caso ritenute solo politicamente motivate. In questo contesto Imamoglu è un politico raro. I sondaggi dicono che grazie a lui il CHP riuscirebbe a raggiungere il 30 per cento, alla pari con il Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) di Erdogan.
La fama di essere un vincente
Nel 2019 fu candidato da semisconosciuto come sindaco di Istanbul, dove Erdogan è sempre stato fortissimo: Erdogan è nato a Istanbul ed è stato sindaco della città. Imamoglu vinse. Erdogan allora fece ripetere le elezioni, appellandosi a un cavillo. Imamoglu le vinse ancora, con un margine maggiore. È poi stato riconfermato l’anno scorso per un secondo mandato da sindaco. Di fatto il governo di Erdogan vede da tempo in Imamoglu una minaccia politica e cerca in ogni modo di fermarlo: oltre alle accuse più recenti, contro di lui sono attive più di 90 indagini amministrative o penali, alcune delle quali sembrano decisamente di poco conto. È stato accusato di aver calciato la tomba di un antico sultano e di aver dato degli «sciocchi» ai funzionari che confermarono la ripetizione delle elezioni del 2019. Poi le accuse di corruzione e terrorismo, con il carcere.
Memoria storica per Erdogan
Erdogan sta cercando di far finire definitivamente la carriera di Imamoglu, ma molti analisti hanno ricordato che nel 1998 un altro famoso sindaco di Istanbul fu arrestato con accuse politicamente motivate e trascorse alcuni mesi in prigione: era Recep Tayyip Erdogan, che allora era un politico musulmano moderato e democratico, e non ancora il leader autoritario di oggi. Il suo arresto contribuì a renderlo popolare in tutta la Turchia, e pochi anni dopo vinse le sue prime elezioni nazionali.
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