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martedì 8 marzo 2011

Glorie morte

Quello che state leggendo è l'epitaffio con cui celebro il decesso dell'ultimo (e per quanto mi riguarda unico) portale metal di madrelingua italiana. La "fine" di Metal.it chiude, infatti, il cerchio su un palmares di siti che ho sempre trovato discutibili per il proprio approccio alla musica, sempre molto attento alla forma, ma mai sufficientemente dedito alla sostanza.
In questo desolante panorama, che molto velocemente ha accomunato le pagine virtuali alla carta stampata di settore, per un decennio Metal.it ha spiccato grazie alla linea editoriale sempre schietta e irriverente tracciata da Gianluca Grazioli, già redattore di sfondamento su Metal Shock. Dello stile di Grazioli ho sempre apprezzato l'allergia più totale ad ogni carosello tipicamente metal, volto ad auto celebrare se stessi e la nicchia di cui e per cui sì scrive.
Nel corso degli anni, le pagine di Metal.it hanno ospitato autentiche eccellenze, che vanno da una biografia sul thrash metal di rara caratura all'unico redattore in grado di scrivere, con cognizione di causa e coinvolgimento, dei Voivod. Poi qualcosa è cambiato. Vuoi per la concorrenza sempre più aspra esercitata da portali come TrueMetal o Metalitalia, vuoi per la naturale crisi del settore prodotta da un "do it your self" al giorno d'oggi sempre più praticabile grazie ai comodi strumenti messi a disposizione dal web (su tutti Metal Archives e Wikipedia inglese), Metal.it ha intrapreso un lento percorso d'allineamento ai trend redazionali di settore, che sacrificano la qualità dei contenuti alla necessità di creare una comunità d'utenti che s'identifichi nel portale di turno garantendone quindi la sopravvivenza (anche economica).
L'integrazione con ogni sorta di social network è stata il primo prodotto tangibile di questo cambio di rotta, i video redazionali, invece, costituiscono l'ultimo approdo a questa filosofia, che deve necessariamente creare sempre qualcosa di nuovo per attirare utenza fresca e fidelizzare quella esistente, i cui unici metodi comunicativi sono "figo" piuttosto che "spacca".
Tanto per capire di cosa parlo, un paio di video esplicativi:

1) gli auguri natalizi del 2010 (della serie, tutti ad ascoltare marciume blasfemo poi la sera del 24 dicembre a casa dalla nonna a mangiare i cappelletti in brodo...)



2) le video recensioni, a mio giudizio completamente prive di senso nel settore discografico



Che amarezza.

2 commenti:

  1. E' la stagione.

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  2. Guarda, io compravo Metal Shock (o meglio, lo sbirciavo da Mario) soltanto per leggere le recensioni del Graz.
    Mi ricordo che, verso la seconda metà degli anni novanta, definiva l'etichetta Osmose come "dei pagliacci che vogliono solo mettere su due soldi sfruttando il trend del momento".
    Che si sia già dimenticato di certe affermazioni? Evidentemente piegare la schiena per andare a cercarsi un lavoro è cosa da "poser".
    Mi dispiace sinceramente, perchè credevo fosse una delle poche persone "dritte" in questo ambiente di merda.
    Noto comunque, che non si fanno mancare nulla in redazione: dai nerd alle puttane con un' elevatissima "cultura" musicale.
    Sinceri complimenti, metal.it.

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