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domenica 21 novembre 2010

Casualities of war


Il messaggio di quest'oggi s'ispira a una delle pellicole meno conosciute del cinema americano di fine anni '80 e al commento del fornicatore, che ha sottolineato la colpevole omissione di un nome che meritava attenzione nella disamina del fenomeno reunion: gli Anthrax.

L'idea iniziale era quella di cucire intorno al gruppo di Ian, Bello e Benante un capitolo della saga Missing in Action, 20 anni di carriera imbarazzante, però mi hanno condotto alla conclusione che i newyorkesi meritino maggiormente d'essere inseriti tra le vittime (consapevoli) delle "guerre" di mercato che si generano quando le major e i canali televisivi di settore decidono di traghettare la massa verso il consumo di sonorità differenti e incompatibili a quelle che fino a ieri avevano costituito la nervatura del mercato.

Ma andiamo con ordine. Gli Anthrax, come noto, fanno parte del quartetto di gruppi che per primi diedero forma al thrash metal, e nel corso degli anni '80 si cucirono addosso uno stile del tutto personale, fatto di brani pestati dalla cui ritmica, tuttavia, trapelava una concezione scanzonata del metal che li distingueva piuttosto facilmente dai colleghi, contribuendo a renderli una formazione di notevole seguito al punto da conquistare un contratto con la Island, ai tempi una major di tutto rispetto.

Il sodalizio tra gli Anthrax e la decenza fatta musica, perdurò fino ai primissimi anni '90, periodo in cui il gruppo arrivò in gran spolvero, soprattutto a livello mediatico, grazie alle massiccia promozione di cui goderono brani come Antisocial (by Trust) e la controversa Bring the noise.

Con il successo da grandi numeri, però, l'assetto della formazione subisce il secondo scossone dai tempi della sostituzione di Turbin (seminale sull'esordio dalle tinte marcatamente heavy/speed Fistful Of Metal), questa volta a marcare il passo è Belladonna al cui posto subentra John Bush, ai tempi disoccupato causa scioglimento degli Armored Saint.

Il carosello di pochezza artistica e umana comincia esattamente in questo periodo. Dal 1992 ad oggi, gli Anthrax misero in canna una serie infinita di rabbinate discografiche, volte a sfondare in un mercato monopolizzato prima dal groove metal/new thrash, che dimostrò poi d'essere pollaio esclusivo di Pantera e Machine Head, e successivamente dalla cloaca Nu-metal (che tanto deve alla citata Bring the noise). Manco a dirlo, i risultati di questi assalti furono fallimentari e i continui cambi di formazione con cacciate e reintegri di vecchi e nuovi membri (Belladonna e Bush si sono divisi tante di quelle silurate da diventare anch'essi degli zimbelli) hanno contribuito a rendere gli Anthrax una barzelletta fatta gruppo.

Di 4 dischi che seguirono a Persistence Of Time salvo soltanto la celeberrima Only.

Nella stessa misura non vale la pena perdere tempo a descrivere le disavventure inseguite dal gruppo nell'ultimo decennio, basti dire che gli Anthrax sono stati gli unici a non riuscire a saltare sul carrozzone delle revival thrash, pur venendo da un passato cui gran parte del pubblico metal è ancora legato e pur essendo in grado di galleggiare su contratti con etichette di tutto rispetto (l'ultima loro uscita era targata Nuclear Blast).

Per educazione concludo dicendo che l'unico tassello che manca alla carriera degli Anthrax è un dimesso requiem, poi, finalmente, il silenzio.

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