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mercoledì 19 gennaio 2011

Missing In Action - The Burial


Il colonnello più asettico di tutta la cinematografia reaganiana (l'anima de li mortacci tua Ronald!!!) torna dalle nebbie del tempo, o della bassa padana a seconda degli assetti spazio-temporali che preferite, per narrarci le gesta di un manipolo di dispersi in azione per i quali nutro un certo affetto: i Sepultura.

Originari di Belo Horizonte, Brasile, i Sepultura nascono sull'onda del proto black metal che a metà anni '80 costituiva l'avanguardia più estrema della musica pesa. Gli elementi di maggior spicco di questa corrente, prevalentemente a marchio europeo, furono Sodom, Necrodeath, Onslaught, Schizo, Bathory, Venom, Sarcofago e appunto Sepultura.

I tratti distintivi di quest'appartenenza sono facilmente percepibili nei primi due lavori (l'EP Bestial Devastation e l'album Morbid Vision) del combo carioca, incentrati sull'esasperazione violenta dei canoni thrash e su tematiche fortemente anticristiane denotanti una blasfemia piuttosto puerile e superficiale (come avveniva per buona parte dei loro colleghi) ma comunque esaltante.

La parabola di violento sviluppo delle potenzialità dei Sepultura trova il suo primo punto di coagulazione in Schizophrenia del 1987, che fa balzare la band agli onori della critica consentendole d'essere scritturata dalla RoadRunner Records, impressionata dalle capacità compositive dei 4 brasiliani non del tutto messe in ombra da una qualità di registrazione piuttosto dozzinale. Tuttavia, è con il 1989 (aridaje!...) che la formazione fa il salto di qualità dando alle stampe Beneath The Remains in cui trova prima espressione quel death/thrash metal (successivamente sposato da Demolition Hammer e Solstice) che tanto avrebbe potuto dare alla causa della musica intollerante se il mercato non avesse preferito addolcire i propri orizzonti.

Beneath è il primo successo internazionale dei Sepultura e stabilisce l'inizio di una produttiva collaborazione con Scott Burns, padre delle più entusiasmanti registrazioni in ambito death/thrash tra la fine degli '80 e i primi '90, oltre all'abbandono di riferimenti banalmente blasfemi dalle liriche, che virano su tematiche prettamente politico-sociali.

Il cammino iniziato con Beneath trova il proprio punto d'arrivo nel successivo Arise (1991) che fin dalla sua pubblicazione sì connota come uno degli album estremi di maggior successo (superò il milione di copie vendute) e influenza degli anni '90. Al suo interno, il gruppo cementa tutto il buono già presente in Beneath concedendo, però, spazio anche a timide variazioni sonore, che pescano nell'industrial (facilmente percepibile nelle intro di diversi brani, a iniziare dalla title track), nel groove prossimo al botto con i Pantera e nel ritmo tribale, che troverà (ahimè...) ampio spazio nelle composizioni dei brasiliani a partire da Chaos AD (1993) che segna l'ulteriore allontanamento dal death/thrash che rese grande il gruppo, per favorire lo sviluppo degli elementi testati embrionalmente in Arise. Il risultato è un disco controverso, dall'incedere a volte trascinante (Refuse/Resist, Biotech is Godzilla) in altre occasioni quasi impantanato su se stesso. Le considerazioni del sottoscritto, tuttavia, non furono quelle della stampa specializzata del tempo, che assegnò nuovamente ai Sepultura una solida posizione in vetta alle classifiche di gradimento metal. Identica accoglienza fu riservata al successivo Roots (1996) che fu pietra miliare per il gruppo perché abbandonò definitivamente il passato death/thrash in favore di un groove metal pesantemente rallentato, melmoso e contaminato dalla tradizione sonora tribale brasiliana e per l'intera scena metal, che da questo e pochi altri dischi prese ispirazione per avviare la disgraziata rivoluzione new o nu metal che dir sì voglia.

All'apice del successo, iniziò per i brasiliani un progressivo calvario umano e artistico. La formazione, dal '96 ad oggi, s'è sfaldata al punto d'annoverare tra i membri storici il solo bassista Paulo Jr, notoriamente il personaggio meno incisivo del quartetto, mentre la produzione discografica, incapace di sviluppare o riconvertire ad altro gli spunti di Roots, è naufragata in un improbabile mistura tra hardcore e metal che non è mai risultata convincente, nonostante la critica sia tornata a parlare benevolmente dei brasiliani in tempi recenti, a seguito delle uscite di Dante XXI e A-Lex.

I dispacci più affidabili, danno la formazione attualmente al lavoro in vista del nuovo album, in uscita quest'anno per Nuclear Blast. Personalmente sono completamente disinteressato al fatto, ma il dilemma di come i Sepultura siano riusciti a sopravvivere nonostante 15 anni di mediocrità assoluta, continua a stuzzicare la mia curiosità.

Inner Self via...

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