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30/05/2011

Il meno peggio.

"Turiamoci il naso e votiamo DC."

Fu con questa frase che Indro Montanelli sdoganò il concetto di meno peggio agli occhi di un'opinione pubblica che, alla vigilia delle politiche del '76, andava sensibilizzata sul pericolo rosso, rappresentato dall'avanzata elettorale che registrava il PCI sotto la segreteria di Enrico Berlinguer.
A volte mi domando se Montanelli abbia mai meditato sul deflagrante impatto che le sue parole hanno avuto sulla coscienza politica del popolo italiano.
Me lo domando con maggiore insistenza oggi, giorno in cui si festeggia il risultato elettorale conquistato dalla sinistra alle amministrative.
E' vero, in linea teorica ci sarebbe da rallegrarsi per il notevole ridimensionamento della destra, soprattutto in un caposaldo della conservazione come Milano, poi però penso a questa sinistra e in pochi minuti arrivo al già decantato "sinistra di merda", perché quelli che da domani andranno ad occupare le sedie su cui prima poggiavano le natiche i lacchè di Berlusconi, sono i compagni di partito di coloro che hanno demolito il lavoro col precariato (Treu non era di destra), che hanno svenduto la maggior parte del patrimonio industriale italiano (Prodi non era di destra), che hanno pomiciato con Forza Italia per 15 anni (D'Alema e Violante non sono di destra, sono post comunisti che è anche peggio!) e che consigliavano agli operai FIAT di calarsi le braghe davanti a Marchionne (Chiamparino, Fassino, Renzi, non sono di destra, almeno tecnicamente...).
Un discorso a parte meriterebbe De Magistris che si è fatto spedire al Parlamento Europeo con i voti dei simpatizzanti di Grillo sbandierando una cieca fede nella legalità (che ai tempi pareva pure genuina), poi s'è tesserato IDV e appena ha sentito odore di carriera nella politica nazionale, ha prontamente abbandonato il mandato che gli avevano affidato gli elettori per correre al comune di Napoli, non dimenticando di sfruttare l'immunità (come parlamentare europeo) per scansare un paio di procedimenti giudiziari a suo carico.
La domanda, retorica, che mi pongo costantemente è: perché la gente continua a sostenere questo sistema?
La risposta potrebbe darmela soltanto Licio Gelli.

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