Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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26/01/2017
22/03/2016
30/04/2013
28/04/2013
19/09/2010
Due settimane da dio
Le ultime due settimane sono state d'un intensità senza precedenti, un overdose costante di passione, ma ora che tutto è finito ho bisogno di trovare un pezzo che vada a sigillare questi istanti dentro di me.
Pur conoscendo tanta roba, queste situazioni mi mettono sempre un po' a disagio, perché gli eventi vissuti sono sempre così sfaccettati e pregni d'emozioni differenti, da risultare difficilmente sintetizzabili in pochi minuti di d'armoniche distorte.
A questo giro vado quindi a parare sul pezzo che ha direttamente fatto da colonna sonora a quegli istanti, in cui pioggia e sole splendente sì sono alternati con tanta naturalezza, fermo restando il mio stato d'animo, sempre al di sopra d'ogni cosa.
Trattasi del brano d'apertura del debut dei Poison datato 1986.
La canzone di quei "simpatici" travestiti (ho sempre odiato il look dei gruppi glam, secondo me sputtanava al 90% la qualità della musica che proponevano) è un autentico inno alle proprie aspirazioni, tutto sommato un condensato del miglior "american dream" che calza a pennello per uno come me che a giorni alterni ha le tasche piene della propria vita o del mondo che osserva intorno a se.
Pur conoscendo tanta roba, queste situazioni mi mettono sempre un po' a disagio, perché gli eventi vissuti sono sempre così sfaccettati e pregni d'emozioni differenti, da risultare difficilmente sintetizzabili in pochi minuti di d'armoniche distorte.
A questo giro vado quindi a parare sul pezzo che ha direttamente fatto da colonna sonora a quegli istanti, in cui pioggia e sole splendente sì sono alternati con tanta naturalezza, fermo restando il mio stato d'animo, sempre al di sopra d'ogni cosa.
Trattasi del brano d'apertura del debut dei Poison datato 1986.
La canzone di quei "simpatici" travestiti (ho sempre odiato il look dei gruppi glam, secondo me sputtanava al 90% la qualità della musica che proponevano) è un autentico inno alle proprie aspirazioni, tutto sommato un condensato del miglior "american dream" che calza a pennello per uno come me che a giorni alterni ha le tasche piene della propria vita o del mondo che osserva intorno a se.
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