Israele è uno Stato-killer, che anche quando finge di trattare sta solo lavorando per eliminare la controparte.
Poco fa ha attaccato il Qatar con una classica operazione omicida dell’aviazione supportata dallo Shin Bet, il servizio segreto di Tel Aviv, prendendo di mira l’edificio in cui si stavano riunendo alcuni funzionari di Hamas per discutere – questo è l’elemento-chiave – la “proposta di pace” avanzata da Donald Trump.
Lo stesso Trump avrebbe approvato preventivamente l’attacco, il che riduce la credibilità dell’amministrazione Usa a quella di un semplice basista, al massimo una “copertura”, per i killer. In effetti, i bombardamenti sarebbero stati effettuati da 10 aerei israeliani, sganciando più di 10 bombe, una a pochi secondi di distanza dall’altra. Ma, secondo molte fonti tecnologicamente informate, aerei spia americani e britannici stavano sorvolando Doha al momento dell’attacco.
In pratica non sarebbe mai esistita alcuna “proposta di pace”, ma soltanto una finzione orchestrata per convincere quei responsabili di Hamas in esilio a Doha a riunirsi, così da facilitare l’attentato per eliminarli.
Le forze armate israeliane hanno confermato di aver “condotto un attacco mirato” contro i vertici di Hamas, dopo che esplosioni si sono udite a Doha, capitale del Qatar. L’attacco sarebbe stato condotto utilizzando aerei e droni, violando lo spazio aereo del paese.
Secondo la stampa israeliana tra i dirigenti nel mirino dell’attacco c’erano Khalil al Hayya, Zaher Jabarin, Khaled Meshaal e Nizar Awadallah. Ovvio che i nomi siano stati indicati ai giornali dagli stessi vertici dell’Idf.
Da parte sua, una fonte di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che i leader del gruppo sono stati presi di mira a Doha mentre discutevano della proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per un cessate il fuoco a Gaza.
Può risultare sorprendete – per osservatori ingenui – che Israele attacchi un paese arabo in ottimi rapporti con l’Occidente ma che si propone(va?) anche come spazio di mediazione con parte della resistenza palestinese.
Ma la realtà del genocidio in corso, nonché le esplicite dichiarazioni di tutti i vertici israeliani (governo, opposizione, esercito, ecc.), certificano che Israele persegue un progetto suprematista che non contempla interlocuzione reale con nessuno, ma la semplice affermazione della propria “superiorità per diritto divino”.
Il che non promette niente di buono per il futuro dell’umanità, ma soprattutto per la stessa Israele e l’Occidente neoliberista che la protegge.
In aggiornamento
L’attacco sembra sia stato assai meno “preciso ed efficace” di quanto trionfalmente rivendicato dai genocidi sionisti. I media palestinesi scrivono che sono soltanto due le persone uccise nell’attacco a Doha, ma non si tratterebbe dei principali leader di Hamas.
Le vittime sarebbero Himam al-Hayya – figlio del leader di Hamas a Gaza, Khalil al-Hayya – e Jihad Labad, direttore dell’ufficio di Khalil al-Hayya e un funzionario della sicurezza del Qatar. Sul piano politico, però, l’attacco si sta rivelando un vero boomerang.
Anche i paesi arabi più moderati, dopo l’attacco pressoché contemporaneo alla Tunisia per colpire la “nave ammiraglia” della Global Sumud Flotilla e al Qatar per colpire i vertici di Hamas, stanno ufficialmente condannando Israele (vedremo se e quanto o quando prenderanno qualche decisione meno parolaia).
Il portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed al Ansari ha riferito che «le autorità di sicurezza, la protezione civile e gli enti competenti hanno immediatamente iniziato ad affrontare l’incidente, adottando le misure necessarie per contenerne le ripercussioni e garantire la sicurezza dei residenti e delle aree circostanti».
Il Qatar «non tollererà questo comportamento sconsiderato di Israele e il continuo sabotaggio della sicurezza della regione, né qualsiasi azione che prenda di mira la sua sicurezza e la sua sovranità».
Anche il segretario generale dell’Onu, Guterres, ha spiegato che l’attacco è una “chiara violazione della sovranità del Qatar”.
La Turchia accusa lo Stato ebraico di «terrorismo» e di politiche espansioniste nella regione. «Questa è una chiara prova delle politiche espansionistiche di Israele nella regione e della sua adozione del terrorismo come politica di Stato», recita un comunicato del ministero degli Esteri turco. «L’attacco alla delegazione negoziale di Hamas mentre sono in corso i negoziati per il cessate il fuoco dimostra che Israele non mira a raggiungere la pace ma a perpetuare la guerra», lanciando un appello alla comunità internazionale per fare «pressione su Israele affinché ponga fine alla sua continua aggressione in Palestina e nella regione».
La Giordania ha condannato l’attacco definendolo una «palese violazione del diritto internazionale» e promettendo di schierarsi al fianco del Qatar se deciderà di rispondere alla violenza. Lo ha scritto il ministro degli Esteri della Giordania Ayman Safadi su X. «Siamo al fianco dei nostri fratelli in Qatar ed esprimiamo la nostra assoluta solidarietà nei loro confronti per qualsiasi misura adottino contro questa aggressione e per proteggere la loro sicurezza, stabilità e sovranità. Israele continuerà la sua aggressione, le sue guerre brutali, le sue violazioni del diritto internazionale e la sua minaccia alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale a meno che la comunità internazionale, in particolare il Consiglio di sicurezza [dell’Onu, ndr], non adotti le misure necessarie per scoraggiarlo e frenare la sua aggressione».
Anche l’Arabia Saudita ha dismesso i panni dell’osservatore distaccato per condannare «nei termini più forti» l’attacco di Israele definendolo «una brutale aggressione israeliana e una palese violazione della sovranità dello Stato fratello del Qatar». Ha inoltre avvertito delle «gravi conseguenze derivanti dalla persistenza dell’occupazione israeliana nelle sue trasgressioni criminali e dalla sua flagrante violazione dei principi del diritto internazionale e di tutte le norme internazionali».
La Jihad islamica palestinese se la prende invece anche con Trump, considerandolo «responsabile del comportamento incontrollato dell’entità (Israele)». «Questo attacco è uno sviluppo pericoloso degli eventi che non deve essere tollerato», «è un atto criminale per eccellenza che viola tutti gli standard e i valori umani, nonché le più elementari leggi e norme internazionali». «Questo attacco – prosegue il comunicato – non tiene nemmeno conto che a Doha era presente anche la delegazione sionista (Israele) incaricata di trattare con Hamas per i negoziati» (su un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza).
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