In Francia, da settembre 2026, viene reintrodotto il servizio militare anche se per ora a carattere volontario. Si tratta di una leva non obbligatoria aperta a giovani di 18 e 19 anni, sia uomini che donne, che abbiano la cittadinanza francese. La leva durerà in totale 10 mesi. Il servizio si svolge esclusivamente sul suolo nazionale (sono dunque escluse le missioni all’estero) ma dentro questo confine rientrano anche i Dom Tom cioè i territori di Oltremare in America Centrale e Oceano Pacifico.
L’iniziativa vede inizialmente un primo contingente di circa 3.000 giovani, con l’obiettivo di arrivare ad arruolare fino a 50.000 soldati volontari all’anno entro il 2035. Al termine dei 10 mesi, i partecipanti entrano a far parte della riserva operativa di disponibilità per un periodo di 5 anni.
I militari così arruolati avranno il compito di affiancare il personale militare in attività difensive e logistiche a livello nazionale. Sul piano del supporto alla sicurezza interna, vengono coinvolti nelle pattuglie per la protezione di infrastrutture critiche e siti sensibili.
La Francia si allinea così alla Germania dove viene per ora mantenuto il servizio militare volontario, ma tutti i giovani di sesso maschile dovranno rispondere ai formulari dell’esercito e sottoporsi alla visita di leva. L’obiettivo dichiarato è quello, in un contesto di potenziamento del comparto della Difesa, di portare il numero dei soldati attivi della Bundeswehr dagli attuali 183mila a 270mila entro il 2035. A questi verranno affiancati anche 200mila riservisti.
Dal 2026, tutti i giovani e le giovani tedesche che hanno compiuto 18 anni riceveranno un questionario nel quale dovranno indicare se hanno intenzione di arruolarsi o meno. Si tratta di una platea di 680mila persone nate nel 2008. Dal 1 luglio 2027, inoltre, sarà introdotta la visita di leva per tutti gli uomini nati nello stesso anno.
In Polonia il primo ministro Donald Tusk ha recentemente annunciato in Parlamento un piano che punta ad addestrare “tutti gli uomini adulti”, per costruire un esercito che includa 500.000 soldati e riservisti.
In Italia allo stato attuale l’idea è quella di una riserva su base volontaria con l’obiettivo di un aumento progressivo degli organici di Esercito, Marina militare, Aeronautica fino a 40.000 unità entro il 31 dicembre 2033, con soglie annuali a partire dal 2028. Si tratta di un cambiamento strutturale rispetto al modello di forze armate interamente su base professionale adottato dal 2005.
Nel resto della Nato, la Grecia ha mantenuto la leva obbligatoria, mentre la Norvegia è stata il primo Paese della Nato a introdurre la leva obbligatoria neutrale rispetto al genere (estesa alle donne dal 2015); in questo caso il servizio dura circa 12 mesi. La Svezia ha reintrodotto la leva obbligatoria nel 2017 (per uomini e donne) dopo averla abolita nel 2010. L’Estonia mantiene la leva obbligatoria per gli uomini (8-11 mesi) fin dalla sua indipendenza. La Lituania ha ripristinato la leva obbligatoria maschile nel 2015 in risposta alle tensioni regionali. La Lettonia ha reintrodotto ufficialmente il servizio militare obbligatorio a partire dal 2023. Infine la Danimarca: in questo Paese trova applicazione un sistema di leva selettivo/a sorteggio per gli uomini.
Sulla leva militare in Italia vedi: La situazione in Italia sulla leva militare.
Sulle mobilitazioni contro la reintroduzione della leva militare in Europa vedi il resoconto dell’assemblea internazionale dei giovani a Milano.
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