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03/06/2026

Kenya. Proteste contro il centro per cittadini USA esposti all’Ebola

Centinaia di manifestanti si sono radunati lunedì 1° giugno nella città di Nanyuki, nel centro del Kenya, per protestare contro la possibile realizzazione di una struttura di quarantena per l’Ebola all’interno di una base militare statunitense. Il centro, stando ai piani originari, avrebbe dovuto accogliere cittadini stelle-e-strisce potenzialmente esposti al virus ma asintomatici.

Ciò che ha scatenato le proteste è il fatto che il Kenya non ha registrato casi della malattia. L’idea che si rischi di far entrare nel paese una tale minaccia virale – che ha già causato oltre 200 vittime nella vicina Uganda e nella Repubblica Democratica del Congo – per via della presenza USA ha suscitato una forte ondata di indignazione.

Reuters ha documentati in video una folla di un centinaio di persone persone riversarsi sulle strade che conducono alla base di Laikipia, mentre polizia e forze armate hanno intensificato la loro presenza nell’area, per presidiare le installazioni statunitensi. Venerdì 29 maggio l’Alta Corte del Kenya ha ordinato la sospensione precauzionale del progetto.

Sono state accolte le obiezioni dei promotori della causa, che sostengono che il sito metta a repentaglio la salute pubblica, soprattutto in relazione alla fragilità del sistema sanitario kenyano, e denunciano una totale mancanza di trasparenza nei patti bilaterali, che dovrebbe prevedere anche uno stanziamento statunitense da 13,5 milioni per sostenere i piani di prevenzione pandemica.

Alla fine della scorsa settimana, infatti, il ministro della Salute Aden Duale ha provato a calmare gli animi, dichiarando che l’accordo rientra in una più ampia strategia nazionale per rafforzare i sistemi di gestione delle emergenze. Ha inoltre affermato che il centro sarebbe pensato per accogliere anche cittadini kenyani.

Ora però è arrivato l’ordine di sospensione dei lavori. Nonostante ciò, diversi aerei militari sono passati per Nanyuki durante il fine settimana. Sembra, insomma, che i preparativi logistici continuino, ignorando la decisione della magistratura.

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