Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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31/12/2023

Capisaldi 2023

Il leitmotiv dell'anno che si chiude è stato la mancanza di tempo: troppe cose da fare per tenere il passo del mondo! Conseguentemente il tempo per "tutto il resto" si è ridotto al lumicino.

Gli ascolti, ovviamente, ne hanno fatto largamente le spese.

È una premessa che ripeto da ormai molti anni, segno che da questo punto di vista va sempre peggio e non se ne vede la fine.

Dunque anno avaro il 2023, in cui per forza di cose, la parte del leone l'hanno fatta gli ascolti consolidati, perché quando manca il tempo si torna su quanto già si conosce.

Tra le nuove uscite pochissimo materiale, comunque tutto partorito da soggetti ormai maturi, anzi quasi senili, nell'ordine:

  • Depeche Mode, con un ritorno di inaspettato livello considerando 4 decadi di carriera e la recente dipartita di Andrew Fletcher;
  • Godflesh di cui tanto per cambiare hanno parlato in pochissimi... sarà che di sti tempi non fa bello tessere le lodi di quegli artisti che ti sbattono nelle orecchie il lezzo del nostro mondo;
  • Overkill che mi paiono gli unici a tenere botta tra i thrasher statunitensi.

Tra il materiale mai ascoltato compiutamente, ma non di nuovo conio, qualcosa di davvero interessante è comunque spuntato fuori, tra Sinead O'Connor, Amy Winehouse, Psychedelic Witchcraft, U2 ed Eminem.

A ben vedere sarebbe potuta andare anche peggio... cosa che mi auguro non succeda nel 2024.

24/07/2011

Notizia buona e notizia cattiva.

Quella buona.
Chiacchierando in mattinata con l'unico metallaro che merita d'essere ascoltato, sono venuto a conoscenza della neonata collaborazione tra Allen West e Kam Lee, notizia che mi fa ben sperare perché quanto di buono partorito dal death americano più genuino nell'ultimo decennio è merito di questi due signori. Personalmente sono molto interessato a West, che dal 2005 ha lasciato orfano il metal estremo del proprio estro nella tessitura di ritmiche semplici ma malatamente trascinanti.

Quella cattiva.
Mentre mi prodigavo a setacciare distrattamente il palinsesto televisivo, sono incappato su MTV impegnata a trasmettere una retrospettiva su Amy Winehouse. Lì per lì non ho capito il senso di fare una retrospettiva su un artista nel pieno della carriera, poi i sottotitoli mi hanno svelato l'arcano. La Winehouse è infatti passata a miglior vita nella giornata di oggi.
Essendo dedito al totale rifiuto verso ogni forma di pettegolezzo, non sapevo un cazzo delle condizioni in cui la ragazza versava ultimamente e sono rimasto stupito nell'apprendere che il personaggio in questione aveva solo 27 anni, quando nelle poche occasioni in cui l'ho vista gliene avrei dati più di 30.
Che dire, l'ennesima vittima dello spettacolo che cannibalizza fino al midollo le proprie "stelle" e poi marcia a suon di raccolte e ristampe (Michael Jackson insegna).