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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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17/08/2026

Bilderberg? È vecchia. Davos? È noiosa. Benvenuti a “Dialog”

Se pensavate che il destino del pianeta venisse deciso ancora nelle ovattate sale di Davos, tra una omelette al caviale e una conferenza sulla sostenibilità aziendale, o negli incontri riservati e ormai un po’ ripetitivi del Gruppo Bilderberg, siete rimasti drammaticamente indietro. Quelli sono stati i Summit del Novecento, finiti dritti nell’archivio della nostalgia geopolitica.

Oggi l’Élite che conta davvero, quella che non perde tempo con i comunicati stampa, che detiene le chiavi d’accesso sia al capitale finanziario sia ai codici dell’Intelligenza Artificiale e che decide se e quando fare le guerre, si riunisce altrove.

Benvenuti a Dialog, il forum segretissimo creato dal miliardario anarco-libertario Peter Thiel e dall’imprenditore dei dati Auren Hoffman, diventato a tutti gli effetti la nuova “Assemblea Segreta del Complesso Militare Tecnocratico” (come già spiegato nel mio recente libro “Webcracy”).

Mentre il mondo si arrostisce al sole metallico del Ferragosto 2026 o scivola distrattamente tra un videoclip e una news su un social e l’altro, dal 12 al 16 agosto i padroni dell’algoritmo, dell’energia e della finanza, più i generali della NATO e una pattuglia di politici occidentali di prima fascia, si erano dati appuntamento in Irlanda. Per l’esattezza nella lussuosa tenuta di Powerscourt, nel verde isolato della contea di Wicklow, a due passi da Dublino.

Il piano originale era rigorosamente “top secret” fin quando un clamoroso incidente informatico ha trasformato il meeting riservatissimo nel caso mediatico e politico dell’anno.

Lo scoop del data-leak: quando l’élite della privacy rivela la password

C’è un’ironia sottile, ai limiti della poesia popolare, in tutta questa storia: “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”. Stiamo parlando di una riunione ideata da Peter Thiel — il fondatore di Palantir, titano della sorveglianza di massa e della guerra digitale — in cui agli ospiti veniva chiesto di firmare accordi di riservatezza draconiani e di consegnare smartphone e tablet prima di sedersi al tavolo.

Ebbene, questo tempio dell’inviolabilità informatica è crollato per colpa di un banale errore di configurazione: un database su Airtable (una specie di Excel evoluto) lasciato spalancato e liberamente accessibile online.

La falla è stata individuata e i dati rinvenuti sono stati resi pubblici dall’attivista informatica e hacker Maia Arson Crimew. Maia è un personaggio: una donna trans nata in Svizzera, che usa esclusivamente le lettere minuscole quale gesto simbolico per rifiutare l’importanza attribuita al Nome Proprio, alla centralità dell’Ego e alla rappresentazione formale borghese/istituzionale.

Divenuta famosa nel 2021 per aver reso nota la lista No-Fly del governo statunitense, l’attivista ha dichiarato di aver trovato l’accesso alle liste di Dialog partendo (ma guarda un po’) da una segnalazione anonima.

Nel giro di poche ore, le inchieste investigative di testate come WIRED, Forbes e del quotidiano irlandese The Journal hanno svelato ciò che avrebbe dovuto rimanere sepolto sotto strati di Segreto di Stato: l’elenco completo dei 222 invitati, i dossier interni di profilazione e l’agenda dettagliata dei lavori. Che meraviglia!

I documenti rivelavano che Dialog gestisce persino un algoritmo interno per profilare gli ospiti: ogni partecipante veniva classificato in base a ricchezza, grado d’influenza politica e inclinazioni ideologiche per stabilire dove sedersi a tavola, con chi parlare e persino per offrire un bizzarro servizio interno di “ricerca di affinità”.

A differenza di un normale convegno d’affari o di una conferenza geopolitica, i form di registrazione su Airtable chiedevano esplicitamente ai partecipanti di specificare dettagli personali e la propria disponibilità a partecipare a programmi di abbinamento sia erotici che politici, gestiti direttamente dall’organizzazione.

Nel modulo di iscrizione ai partecipanti veniva chiesto se fossero “in cerca d’amore” e se volessero essere inseriti nei registri per single. Ma non solo: l’obiettivo era creare sinergie strategiche e ideologiche. Ad esempio, mettere allo stesso tavolo un politico in cerca di finanziamenti con un investitore della Silicon Valley sensibile alle stesse battaglie, oppure far incontrare il dirigente di una startup di droni militari con un generale della NATO interessato alle sue tecnologie. Semplice, no?

Non conferenze, ma “Azione Diretta”: il menù dei Padroni della guerra

Se a Davos ci si ammanta di retorica sul cambiamento climatico, a Dialog le maschere sarebbero cadute. Il format non prevedeva lezioni frontali o noiosi panel, ma piccoli tavoli di discussione da 8-12 persone guidati da un moderatore.

Dalle schede emerse da Airtable, i temi in agenda a Dublino sembravano usciti direttamente da un romanzo distopico o meglio da un “manuale di sopravvivenza per oligarchi”. Ecco la lista...

“Navigating WW III” (Orientarsi nella Terza Guerra Mondiale): Una guida pratica per gestire i mercati e le infrastrutture mentre il pianeta brucia e i suoi abitanti scompaiono.

“Battlefield Technologies” (Tecnologie da campo di battaglia): Come integrare l’Intelligenza Artificiale, i droni autonomi e la potenza di calcolo nei sistemi d’arma della NATO e dell’intelligence.

“Bring Back Nuclear” (Tornare al nucleare): Il rilancio del nucleare come unica fonte energetica in grado di soddisfare i mostruosi consumi di elettricità dei data center per l’AI.

“It’s Fun to Be in Charge” (È divertente essere al comando): Una disinvolta riflessione su come esercitare il potere autocratico e tecnocratico senza la seccatura dell’opposizione parlamentare.

“Build-a-Cult” (Costruire un culto): Una sessione su come costruire movimenti ideologici o para-religiosi digitali, moderata ironicamente dai fondatori di app di preghiera come Pray.com.

L’obiettivo dichiarato non era il dibattito accademico dunque, ma quella che nei documenti viene definita “Direct Action”: creare un canale direttissimo tra chi produce tecnologia militare e chi detiene i bilanci/budget di Difesa delle superpotenze.

I VIP presenti

Il parterre svelato dai file è una fotografia di gruppo di un certo Potere Occidentale. Tra gli invitati figuravano il generale Alexus Grynkewich (comandante supremo delle forze NATO); l’ex generale Stanley McChrystal e perfino attori hollywoodiani come Joseph Gordon-Levitt e Josh Brolin, arruolati nell’orbita tech per il loro peso mediatico.

Tra i “politici” USA nel dossier “invitati” si rinvenivano: il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent; il senatore repubblicano, Ted Cruz; l’ideologo della “sinistra liberal”, Ezra Klein; il senatore democratico, Cory Booker; il direttore dell’intelligence nazionale USA, Tulsi Gabbard; il deputato democratico, Jim Himes; l’ex segretario al Tesoro, Larry Summers e (come poteva mancare?) il genero di Trump, Jared Kushner.

Tra le personalità saudite: la Principessa Reema bint Bandar Al-Saud, ambasciatrice in USA e il Principe Turki al-Faisal, ex capo dei servizi segreti sauditi (GIP) e storico ambasciatore a Londra e Washington.

Tra i politici europei: Jens Spahn, membro del parlamento tedesco ed ex Ministro della Salute; Tom Tugendhat, deputato britannico del Partito Conservatore ed ex sottosegretario alla Sicurezza del Regno Unito; Matt Clifford, consigliere del Primo Ministro britannico per le strategie sull’Intelligenza Artificiale.

E l’Italia? Le location da sogno e i dossier riservati

In questo scacchiere euroatlantico/saudita, qual è la posizione dell’Italia? Negli elenchi trapelati non comparivano ministri di primo piano del nostro governo, ma la presenza del Belpaese era tutt’altro che marginale: rinvenibile su due livelli strategici.

Il primo è quello logistico ed estetico. Prima di approdare in Irlanda, uno dei vertici preliminari più esclusivi e blindati di Dialog si è tenuto in primavera a Venezia, nella cornice del San Clemente Palace, situato su un’isola privata della laguna tra la Giudecca e il Lido. L’Italia offre l’ambientazione perfetta per le élite che desiderano discutere di transumanesimo ed economia bellica circondate dal lusso e lontane da sguardi indiscreti.

Il secondo livello riguarda gli apparati d’intelligence e gli esperti di geopolitica. Nei documenti compaiono contatti e profili di accademici e diplomatici italiani afferenti alla NATO Defence College Foundation di Roma, interpellati in veste di consulenti su temi caldi come la sicurezza delle rotte marittime nel Mediterraneo e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla guerra cibernetica.

I dati confermano una tendenza precisa del club: l’assenza di esponenti della politica parlamentare italiana “di facciata”, a favore di figure inserite nei circuiti della finanza internazionale e degli apparati di analisi strategica legati all’asse NATO.

Una vittoria della Società Civile

Testate come The Journal, l’Irish Examiner e l’emittente nazionale RTÉ hanno confermato che la maxi-conferenza prevista nella tenuta di Powerscourt dal 12 al 16 agosto non si è tenuta nella forma e nella sede originarie.

Già a inizio luglio, travolta dalle proteste della politica locale e degli attivisti dopo le rivelazioni di WIRED, la direzione del resort a 5 stelle ha diramato una nota ufficiale dichiarando annullata la prenotazione dell’organizzazione.

Negli ultimi giorni inoltre, quotidiani come l’Irish Examiner hanno ripreso la vicenda evidenziando il clima politico rovente generatosi in Dáil Éireann (il Parlamento irlandese). Deputati dell’opposizione (in particolare di Sinn Féin e del People Before Profit) hanno chiesto conto al governo delle misure di sicurezza e della presenza di esponenti NATO e contractor militari sul suolo irlandese, definendo la vicenda un insulto alla storica neutralità dell’Irlanda.

Gli analisti della stampa investigativa locale e internazionale concordano però su uno scenario: l’evento di massa da 222 persone a Powerscourt è stato annullato, ma la rete si è mossa nell’ombra.

La stampa irlandese evidenzia come sia prassi consolidata per questo tipo di network non annullare mai del tutto i vertici, bensì frazionarli. Anziché la grande convention con 200 ospiti a Dublino, la cerchia ristretta (i fondatori Peter Thiel e Auren Hoffman con i delegati di massimo livello) si è quasi certamente riorganizzata in piccoli gruppi presso residenze private o location ancora più blindate e non tracciate.

Ecco perché i quotidiani irlandesi non stanno raccontando la “cronaca dell’inaugurazione”, ma la vittoria politica e mediatica che ha costretto il vertice della Silicon Valley a smantellare la sua sede ufficiale in Irlanda per rintanarsi in sessioni private ed estemporanee altrove.

Fra qualche giorno ne sapremo di più.

Fonte

27/06/2026

Il “clan dei decisori” alla corte di Peter Thiel

Venti anni fa, il miliardario della tecnologia Peter Thiel e un suo socio fondarono Dialog, una rete su invito riservata a élite del mondo degli affari, del mondo accademico e della politica. Dialog era così segreta da non avere mai aperto un sito web pubblico, e i suoi partecipanti non venivano mai identificati all’esterno.
Fino ad ora.

Dati relativi a Dialog, che Thiel ha creato con l’investitore della Silicon Valley Auren Hoffman, sono stati esposti online, aprendo una finestra su questa organizzazione influente ma discreta.

I dati, forniti a Straight Arrow da un ricercatore di sicurezza, rivelano i nomi dei membri attuali e passati, i loro indirizzi email personali e numeri di telefono, nonché dettagli in precedenza privati sulle discussioni riservate dell’organizzazione, incluso un evento in programma per agosto a Dublino, in Irlanda.

Dialog è stato spesso paragonato dai media al Gruppo Bilderberg, un forum privato istituito nel 1954 per favorire conversazioni tra i leader europei e nordamericani. Anch’esso è avvolto nel segreto.

Non è chiaro dai dati trapelati se Dialog si impegni in attività politica, sebbene l’organizzazione abbia acquistato un terreno fuori Washington lo scorso anno per un campus permanente.

Thiel – co-fondatore di PayPal e della società di data mining Palantir Technologies – è un prominente sostenitore del vicepresidente JD Vance, ha dichiarato di aver votato per il presidente Donald Trump e di aver donato denaro per la costruzione della sala da ballo della Casa Bianca di Trump. Secondo i dati federali, Thiel ha donato più di 1,7 milioni di dollari a candidati e partiti politici nel 2024.

Thiel si identifica come “libertario” e una volta disse: “Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili”.

Un portavoce di Thiel non ha risposto martedì a un’email di Straight Arrow che cercava un commento.

Profili dei Partecipanti a Dialog

I dati trapelati da Dialog mostrano che il suo sito web – in precedenza disponibile solo a membri e ospiti – conteneva un codice che rivelava 113 nomi di persone di spicco legate al gruppo, secondo un ricercatore di sicurezza svizzero, Maia Arson Crimew, noto soprattutto per aver scoperto una copia esposta della lista dei divieti di volo del governo statunitense nel 2023.

I nomi legati a Dialog includono il Segretario al Tesoro Scott Bessent; Sarah Bond, ex presidente di Xbox presso Microsoft; il senatore Ted Cruz, (Repubblicano, Texas); l’attore di Hollywood Joseph Gordon-Levitt; il conduttore di podcast e autore Sam Harris; e l’imprenditore tecnologico e appassionato di longevità Bryan Johnson.

L’elenco non indica se queste persone siano membri, partecipanti a conferenze o ospiti di Dialog. Altri dati esposti, tuttavia, forniscono maggiori dettagli su coloro che sono associati all’organizzazione.

I “Profili dei Partecipanti a Dialog” elencano i dettagli forniti dalle persone che dovrebbero partecipare all’evento di agosto: nomi, datori di lavoro, sedi, indirizzi email, indirizzi email degli assistenti, date di nascita, numeri di cellulare, contatti di emergenza, restrizioni dietetiche, biografie, previsioni per il 2031, “curiosità”, talenti e interessi, consigli di libri – e persino se stanno “cercando l’amore” a Dialog.

Ai partecipanti viene anche chiesto di fornire la loro “inclinazione politica” e vengono date le scelte “Estrema Sinistra”, “Sinistra”, “Destra” ed “Estrema Destra”. Una nota informativa accanto all’opzione afferma che “le risposte NON saranno condivise nell’app o con altri partecipanti – mai”.

Un profilo compilato dall’attore di Hollywood Josh Brolin include gran parte delle informazioni richieste dal modulo. Straight Arrow ha chiamato il numero di telefono indicato per Brolin, che nei dati risulta essere un “Dialogante per la Prima Volta”. La chiamata è andata alla segreteria telefonica con quella che sembrava essere la voce di Brolin. Egli non ha risposto al messaggio.

Altri profili includono quelli di Shmuel Abramzon, Capo Economista presso il Ministero delle Finanze di Israele; Scott Cook, co-fondatore della società di software finanziario Intuit; e “Membro Attivo” Lisa Gevelber, vicepresidente globale di Google.

‘È Divertente Essere al Comando’

L’incontro di Dialog a Dublino prevederà sessioni su argomenti importanti e, forse, meno seri.

Una sessione è intitolata “Riportare il Nucleare”. Un’altra si concentrerà su “Disinformazione e Deepfake”. I partecipanti ascolteranno “Punti di Vista Contrarian sull’IA”, “Tre Previsioni per l’Iran” e “Democrazia sotto Sorveglianza”.

Una sessione è intitolata “Costruisci un Culto (Tribuna Libera)”, mentre un’altra dichiara: “È Divertente Essere al Comando”.

Le attività opzionali includono visite private a una distilleria, alla Cattedrale di San Patrizio e alla Guinness Storehouse. Non è chiaro se la fuga di dati cambierà i piani per l’evento.

In ogni caso, Crimew, il ricercatore di sicurezza, ha detto a Straight Arrow che è sorprendente che le informazioni di questa organizzazione segreta su alcune delle persone più potenti del mondo siano diventate pubbliche.

“È semplicemente incredibile per me come questo dimostri ancora una volta che le persone che governano il mondo sono così fiduciose nella loro sicurezza che non si preoccupano davvero di alcuna adeguata sicurezza operativa”, ha detto, “nemmeno per le loro convention segrete ‘off the record’ dove fanno tutti rete e discutono del nostro futuro collettivo”.

Fonte