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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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24/04/2021

Strage di Viareggio: un appello


Non lasciamoli soli: un appello a sostegno di 6 lavoratori, rappresentanti per la Sicurezza sul Lavoro delle ferrovie, “puniti” con l’ingiunzione a pagare oltre 80.000 euro. Per adesioni scrivere a: ufficiostampa@rifondazione.it

È una conseguenza del verdetto con cui la Cassazione ribaltando i giudizi di primo e secondo grado sulla strage di Viareggio, non riconoscendo l’incidente sul lavoro, ha fatto cadere la condanna per omicidio colposo dei vertici di Ferrovie, tra cui l’a.d. Mauro Moretti.

Un esito vergognoso che lascia impunita una strage in cui persero la vita 32 vittime innocenti e vanifica 11 anni di sofferenze dei parenti delle vittime e la loro lotta per impedire che i loro cari siano morti invano e questa diventi l’ennesima strage senza giustizia.

Ora con l’intimazione del pagamento delle spese legali al danno si aggiunge la beffa.

All’ingiustizia subita dai parenti delle vittime della strage e ai licenziamenti di dipendenti che si sono impegnati per evitare altre tragedie si aggiunge la punizione verso lavoratori la cui unica colpa è di aver agito nell’interesse della giustizia e della verità.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno a tutte e tutti i/le Rls, rappresentanti della sicurezza nei luoghi di lavoro impegnati per la tutela dei diritti, per i quali la sentenza della Cassazione suona come un segnale politico di carattere chiaramente intimidatorio.

Nel contempo invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, le cittadine e i cittadini democratici a non lasciare da soli i lavoratori colpiti a fronte delle spese onerose che sono obbligati a sostenere.

Testimoniamo la nostra solidarietà e l’assunzione della loro come una lotta che ci riguarda tutte e tutti impegnandoci a sostenerli con un nostro contributo.

Le sottoscrizioni vanno inviate al conto corrente appositamente dedicato, intestato a Dante De Angelis, Iban: IT96V0760103200001053269260. la causale è: “Contributo di solidarietà per spese legali e processuali RLS Processo Viareggio”.

Primi firmatari:

Citto Maselli, Aldo Tortorella, Maurizio Acerbo, Vittorio Agnoletto, Cesare Antetomaso, Tiziana Barillà, Cisco Bellotti, Paolo Berdini, Paolo Berizzi, Cesare Bermani, Marco Bersani, Emiliano Brancaccio, Marina Boscaino, Stefania Brai, Benedetta Buccellato, Antonella Bundu, Ascanio Celestini, Guido Caldiron, Massimo Carlotto, Loris Caruso, Luigi de Magistris, Girolamo De Michele, Marco Dentici, Massimo Dapporto, Antonella De Palma, Nunzio D’Erme, Angelo d’Orsi, Tommaso Di Francesco, Italo Di Sabato, Valerio Evangelisti, Marta Fana, Paolo Ferrero, Paolo Favilli, Francesca Fornario, GANG, Elio Germano, Giovanni Greco, Alessandro Gilioli, Beppe Giulietti, Andrea Gropplero , Giovanni Impastato Casa Memoria Impastato, Alessio Lega, Maria Lenti, Fabiomassimo Lozzi, Guido Liguori, Enrico Maggi, Fiorella Mannoia, Lucio Manisco, Dacia Maraini, Danilo Maramotti, Giulio Marcon, Ivano Marescotti, Marina Massironi, Antonio Mazzeo, Giovanni Mazzetti, Maria G Meriggi, Emilio Molinari, Tomaso Montanari, Raul Mordenti, Riccardo Noury, Moni Ovadia, Daniela Padoan, Pierluigi Panici, Antonello Patta, Silvano Piccardi, Ottavia Piccolo, Paolo Pietrangeli, Matteo Pucciarelli, Andrea Purgatori, David Riondino, Gianni Rinaldini, Annamaria Rivera, Paolo Rossi, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Pasquale Scimeca, Vauro Senesi, Lo Stato Sociale, Alessandro Triulzi, Lucia Vasini, Dario Vergassola, Guido Viale, Daniele Vicari, Massimo Wertmuller

Fonte

01/04/2021

Sempre meno giustizia per la strage di Viareggio!

USB al fianco degli RLS colpiti dalla richiesta del Gruppo FSI di 80.000 euro per spese legali

Prima la cronaca: la sentenza incredibile emessa dalla Corte di Cassazione che ha derubricato la strage di Viareggio, 32 morti nel giugno 2009, escludendo l’aggravante legata alla mancata sicurezza sul lavoro, non solo ha permesso la diminuzione delle pene e concesso molte prescrizioni rispetto alle condanne in primo grado e in appello, ma ha avuto anche l’effetto di far venir meno le motivazioni per la sacrosante costituzione di parte civile da parte di un gruppo di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS).

La conseguenza è stata quella di una giustizia, che era dovuta alle vittime e ai loro familiari, non solo mutilata ma che ha anche permesso al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane di richiedere a questi ferrovieri le spese legali fin dal primo grado per un totale di circa 80.000 (ottantamila) euro.

Non bastavano i morti, le orribili morti, il dolore di chi è rimasto a piangerli, lo schiaffo ai ferrovieri, ai lavoratori, ai cittadini di Viareggio come a tutti gli uomini e le donne italiane che avevano ritenuto che giustizia dovesse essere fatta.

Si chiede altro, si chiede denaro: perché in pochi, ma a nome di una moltitudine, si erano fatti avanti per chiedere che nulla nelle indagini rimanesse trascurato o omesso.

Oggi sembrano loro, un piccolo gruppo di 6 RLS di Torino, Livorno, Roma, Pisa, Milano, Bologna, i colpevoli dell’accaduto (o di quello che secondo la Cassazione non sembra essere accaduto) a giudicare dal prezzo che gli viene chiesto di pagare.

A noi appare come la punizione esemplare da parte della più grande azienda a partecipazione pubblica italiana, tesa a scoraggiare qualsiasi sforzo per la sicurezza sul posto di lavoro, una vera vergogna per in nostro Paese.

Non possono e non devono essere lasciati soli. USB invita tutti i ferrovieri, la cui solidarietà è una costante storica che li ha visti sempre in prima linea, a supportare questi lavoratori vessati e fornire un contributo economico al conto corrente

IBAN: *IT96V0760103200001053269260*

intestato a Dante De Angelis.

Causale: “Contributo di solidarietà per spese legali e processuali RLS Processo Viareggio”.

Ma non può essere solo una questione di solidarietà: USB intende sollevare il tema dei tempi e delle decisioni assunte riguardo la giustizia sul lavoro e la sicurezza, che in Italia sembra essere sempre più claudicante e lascia scoperti i lavoratori di questo Paese.

1° aprile 2021

Fonte