Questione Jorit, la faccio breve.
Che la Russia attuale non sia né un “faro della democrazia“, né, tanto meno, una “culla del socialismo“, non ci piove. Ma Jorit non è un politico, è un artista e gli artisti, quelli veri, vanno controcorrente.
Demistificano, dissacrano, destrutturano, in altre parole, rompono di molto i cojones. E allora come vogliamo o possiamo interpretare la sua performance con Putin dell’altro ieri?
Innanzitutto va detto che Jorit me lo ricordo benissimo in un serrato confronto in TV di circa un anno fa con quell’aquila della De Girolamo (gira ancora in rete), con quest’ultima che continuava a ripetere come un disco rotto che noi mandavano le armi per “difendere la democrazia Ucraina contro la dittatura sanguinaria di Putin“.
Mi chiedo ancora dove fosse lei, il suo partito (Forza Italia) e tutto l’establishment europeo fino a qualche mese prima del 22 febbraio 2022. Ma certo... a Mosca, a ribadire l’importanza dei rapporti euro-italo-russi sul piano degli scambi commerciale ma, soprattutto, su quello degli approvvigionamenti di gas e di altre risorse primarie che la Russia ha in abbondanza.
Poi, dopo il 22 febbraio 2022, il noto ribaltone.
Eppure dal golpe EuroMaidan del 2014 in poi (massacro di Odessa compreso) i rapporti tra UE e Russia erano rimasti eccellenti e nessun rappresentante della Commissione Europea né, figuriamoci, prima ancora, nessun esponente dell’allora governo in carica guidato da Romano Prodi, inviò una benché minima nota di protesta per l’assassinio della giornalista Anna Politkovskaja, avvenuto nell’ottobre del 2006.
Jorit, nel corso di quella conversazione con la tipa di Forza Italia (messa apposta in RAI a fare un talk con lo share dello 0,2%) fece un discorso molto chiaro: dal 22 febbraio ci dite che Putin è un feroce dittatore mentre continuate a fare affari miliardari con l’Arabia Saudita, con l’Egitto di Al Sisi, con la Turchia di Erdogan e con l’India delle caste.
E poi, aggiunse, quale autorità e quale credibilità ha l’Occidente, quello che ha fatto uccidere Allende ed ha bombardato mezzo mondo in nome della “democrazia“? “Se questo il discrimine“, aggiunse “allora non dovremmo parlare più con nessuno ed anzi dovremmo auto-bombardarci perché anche le nostre democrazie non sono esenti da ombre e forti spinte autoritarie“. Non fa un plissé, dicono a Milano.
Insomma, a mio modestissimo parere, Jorit, da vero artista qual è, ha messo in gioco il proprio corpo e la propria faccia per dire al mondo intero: “Guardate: questo è Putin, è come noi, nel bene e nel male“.
Il messaggio sottostante è: avete rotto il cazzo con la disumanizzazione del nemico funzionale ai propositi di guerra. Putin non è né meglio né peggio di tanti altri, voi occidentali compresi che, anzi, da due anni a questa parte, continuate ad usare in perfetta mala fede e in modo assolutamente strumentale l’argomento “dittature/democrature” soltanto come pretesto per fare la guerra.
In buona sostanza, quella di Jorit con Putin è stata una provocazione, una “performance“, intesa a bucare il muro di propaganda bellica – in onda 24h a reti unificate su tutti i grandi mezzi di comunicazione occidentali – funzionale alla strategia espansionistica dei paesi della Nato a guida USA che vede l’irriducibile entità Russia come un ostacolo ai propri disegni di dominio assoluto in Europa e nel mondo.
E volevo farla breve.
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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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10/03/2024
20/08/2023
La macchina del fango contro Jorit
Fino a ieri Jorit veniva osannato, chiamato ovunque dal centro sociale al comitato di quartiere. Prime pagine dei giornali progressisti di mezzo mondo sulla sua Human Tribe, ora sembra essere diventato il nemico numero uno.
Può piacere o meno, ognuno ha i suoi gusti e può avere le sue opinioni su ciò che vede.
Però non vi sembra un po’ curioso che fino a tre mesi fa il main stream lo osannava come il nuovo Caravaggio e ora è diventato il nemico pubblico numero 1?
Mi sembra evidente che dopo il suo viaggio in Donbass e le sue parole sulle guerra in Ucraina, ci sia una chiara volontà denigratoria nei suoi confronti, in particolare sul suo pensiero, che condivisibile o meno dovrebbe essere tutelato in ogni modo da chi si dice di sinistra e invece accade il contrario.
La cosa assurda è che ci sono centinaia di persone che lo hanno esaltato per i suoi murales su Cucchi, Angela Davis ecc. Mentre oggi sarebbero disposte a vederlo bruciare sul rogo solo perché ha messo la sua firma su una nuova opera.
Ognuno quando utilizza i social network dovrebbe riflettere seriamente sul potere che hanno i grandi media di determinare il dibattito e di scegliere le priorità su cui tutti devono discutere a seconda delle convenienza del momento.
Ad esempio: da due giorni mezza Italia discute sul libro di un generale mezzo “abbonato” (espressione del dialetto napoletano per indicare un soggetto con problemi di comprensione della realtà materiale) che se non avesse avuto tutto questa eco di indignazione non l’avrebbe letto neanche la moglie.
Secondo voi davvero oggi il fango su Jorit è il prodotto delle vostre opinioni sull’arte? Credete veramente che importi a qualcuno? Credete che davvero esprimere opinioni sulla linea artistiche delle mura cittadine su Facebook sia fare dibattito sull’arte e voi attori di questa cosa?
Non avete mai il dubbio di essere gli ennesimi nessuno utili come massa per screditare qualcuno o qualcosa in un gioco un po’ più grande di voi?
Quando il main stream decide l’agenda setting, i vostri post e le vostre osservazioni servono solo a sostenere lo scopo dominante della comunicazione in quel momento.
Per me Jorit resta un grande artista, un ragazzo di Napoli che è riuscito con la sua arte a diventare uno dei pittori contemporanei più famosi del mondo che porta in giro una visione del mondo molto vicina alla mia. Posso avere anche opinioni diverse dalle sue su tante cose ma preferirò sempre i suoi murales ad un cartellone pubblicitario o ad una ristrutturazione con sotto il nome dell’impresa che l’ha realizzata.
E non parlo di arte, perché non ne capisco nulla e non ci voglio nemmeno entrare, ma di messaggi semplici che si possono diffondere anche con un murale commissionato dalla peggiore delle istituzioni.
Jorit è un patrimonio di una visione politica altermondialista, antimperialista (che sicuramente ha sfondato il main stream) che ormai in Italia sta scomparendo sotto i colpi dell’omologazione neoliberista.
Fonte
Può piacere o meno, ognuno ha i suoi gusti e può avere le sue opinioni su ciò che vede.
Però non vi sembra un po’ curioso che fino a tre mesi fa il main stream lo osannava come il nuovo Caravaggio e ora è diventato il nemico pubblico numero 1?
Mi sembra evidente che dopo il suo viaggio in Donbass e le sue parole sulle guerra in Ucraina, ci sia una chiara volontà denigratoria nei suoi confronti, in particolare sul suo pensiero, che condivisibile o meno dovrebbe essere tutelato in ogni modo da chi si dice di sinistra e invece accade il contrario.
La cosa assurda è che ci sono centinaia di persone che lo hanno esaltato per i suoi murales su Cucchi, Angela Davis ecc. Mentre oggi sarebbero disposte a vederlo bruciare sul rogo solo perché ha messo la sua firma su una nuova opera.
Ognuno quando utilizza i social network dovrebbe riflettere seriamente sul potere che hanno i grandi media di determinare il dibattito e di scegliere le priorità su cui tutti devono discutere a seconda delle convenienza del momento.
Ad esempio: da due giorni mezza Italia discute sul libro di un generale mezzo “abbonato” (espressione del dialetto napoletano per indicare un soggetto con problemi di comprensione della realtà materiale) che se non avesse avuto tutto questa eco di indignazione non l’avrebbe letto neanche la moglie.
Secondo voi davvero oggi il fango su Jorit è il prodotto delle vostre opinioni sull’arte? Credete veramente che importi a qualcuno? Credete che davvero esprimere opinioni sulla linea artistiche delle mura cittadine su Facebook sia fare dibattito sull’arte e voi attori di questa cosa?
Non avete mai il dubbio di essere gli ennesimi nessuno utili come massa per screditare qualcuno o qualcosa in un gioco un po’ più grande di voi?
Quando il main stream decide l’agenda setting, i vostri post e le vostre osservazioni servono solo a sostenere lo scopo dominante della comunicazione in quel momento.
Per me Jorit resta un grande artista, un ragazzo di Napoli che è riuscito con la sua arte a diventare uno dei pittori contemporanei più famosi del mondo che porta in giro una visione del mondo molto vicina alla mia. Posso avere anche opinioni diverse dalle sue su tante cose ma preferirò sempre i suoi murales ad un cartellone pubblicitario o ad una ristrutturazione con sotto il nome dell’impresa che l’ha realizzata.
E non parlo di arte, perché non ne capisco nulla e non ci voglio nemmeno entrare, ma di messaggi semplici che si possono diffondere anche con un murale commissionato dalla peggiore delle istituzioni.
Jorit è un patrimonio di una visione politica altermondialista, antimperialista (che sicuramente ha sfondato il main stream) che ormai in Italia sta scomparendo sotto i colpi dell’omologazione neoliberista.
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