Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.

26/11/2010

La massima del giorno.

Sarà un po' il clima che sì fa sempre più invernale, saranno le ottime notizie che ascolto in radio e leggo in rete, ma la voglia di tirare fuori una massima anche per questa giornata è venuta praticamente da se.
Questa volta prendo ispirazione da lui:


parafrasando la battuta con cui si chiude lo splendido Good Morning Vietnam.

"Se qualcosa è fatta bene in patria o all'estero, significa che il governo non ci ha messo le mani."

24/11/2010

Italia di...

Oggi parliamo dell'argomento più in voga tra i salottisti, i pensatori bene e i filantropi di sto cazzo (in sintesi di tutta quella gente che non ha un cazzo da fare/a cui pensare durante la propria giornata -ndr-) presenti in questo Paese. No, non parleremo dei teatrini da pseudo prima repubblica che stanno facendo venire un travaso di bile all'uomo che ormai pensava d'essere diventato il secondo dittatore storico d'Italia, ma di qualcosa d'affine. Sono ormai tre settimane, infatti, che l'attenzione mediatica è puntata oltre che su giochi di palazzo, zoccole ecc. anche su un nuovo programma televisivo che in sole tre puntate ha fatto man bassa di tutti gli ascolti come non accadeva da tempi immemori. Mi riferisco a Vieni via con me co-ideato e diretto dalla coppia Fazio-Saviano.
Personalmente non sono rimasto particolarmente colpito dalla qualità del format in questione, che a mio modo di parere sì limita a ribadire concetti ormai triti e ritriti scadendo in ogni tipo di retorica rintracciabile nella coscienza di ogni cittadino italiano (me compreso).
Nei pochi momenti di lucidità che la stanchezza serale mi concede, dunque, ho ben pensato di provare a sviscerare le motivazioni alla base di un successo così eclatante imbattendomi nel punto di vista di Carlo Freccero (a giudicare dal suo curriculum un personaggio dentro alla questione -ndr-). Nel suo articolo, tra le altre cose, Freccero sostiene che la trasmissione di Fazio-Saviano "ha dei vizi formali: sconfina nella retorica, sfonda porte aperte, ripete fatti noti senza attingere a quel giornalismo d'inchiesta che aveva fatto di Gomorra una narrazione unica. I beni e i mali del Paese sono formalizzati in eventi che ripetono lo schema lento - rock di Celentano. Si attinge a un repertorio consolidato di "santini laici": Falcone, Eluana Englaro, Welby. Lo sguardo verso l'attualità non apporta nessun elemento di novità. Non c'è l'inchiesta dalle conseguenze clamorose. Non c'è l'approfondimento filosofico dei temi morali. L'attualità è ridotta ad elenchi, filastrocche, una sorta di Mantra ripetitivo, formalizzato ed organizzato come un ritornello. Ci sono cose profonde, comiche, superficiali, gravi, assurde. L'elenco ne omogenea l'impatto sul pubblico. Trasforma l'informazione in liturgia."
Impossibile esprimersi meglio in merito, tuttavia, l'aspetto più importante della sua opinione è condensata nelle ultime righe dell'articolo in cui trova senso la standing-ovation settimanale tributata a Vieni via con me.
"La forza di penetrazione di "Vieni via con me" sta proprio in questa apparente banalità e ripetitività. È un meccanismo che ha bisogno di tempo per funzionare, come ritornello di una canzone ha bisogno di tempo per fissarsi nell'inconscio del pubblico. I difetti formali che sono stati imputati a "Vieni via con me" sono in realtà i suoi punti di forza. Una liturgia non può essere nuova. Una liturgia ha bisogno di preghiere. E gli eventi funzionano con la cadenza rassicurante del rosario, con la forza della ripetizione. Per partire o ripartire si fa appello al mito. E un mito non può mai essere nuovo, originale, d'avanguardia."
Come credevo, dunque, anche questa trasmissione è l'ennesimo teatrino dei benpensanti, dove non s'è badato a scuotere la massa dalle fondamenta, demolendone le false credenze e facilitando il suo sviluppo come insieme compatto d'unità individualmente coscienti e pensanti. E del resto non poteva essere altrimenti, perché come cazzo sì fa a pretendere una critica seria al sistema da chi guadagna 2 milioni di € l'anno facendo TV (Fazio -ndr-), da chi non pronuncia nemmeno un nome di politico colluso con la mafia pur esponendo l'argomento in lungo e in largo (Saviano -ndr-), da quelli che per l'ennesima volta rendono voce dell'Italia le solite facce (Fini, Bersani, Bonino, Piano)???
Per farla breve, a casa nostra la mentalità democristiana del lamentarsi ma non troppo, del criticare ma non direttamente, del parlare per tutti e mai per se stessi, è viva e inossidabile come la permanenza in Parlamento del carissimo Andreotti Giulio!!!
Quindi, Italia di merda, come decantano molto sinteticamente i Cripple Bastards:

21/11/2010

Casualities of war


Il messaggio di quest'oggi s'ispira a una delle pellicole meno conosciute del cinema americano di fine anni '80 e al commento del fornicatore, che ha sottolineato la colpevole omissione di un nome che meritava attenzione nella disamina del fenomeno reunion: gli Anthrax.

L'idea iniziale era quella di cucire intorno al gruppo di Ian, Bello e Benante un capitolo della saga Missing in Action, 20 anni di carriera imbarazzante, però mi hanno condotto alla conclusione che i newyorkesi meritino maggiormente d'essere inseriti tra le vittime (consapevoli) delle "guerre" di mercato che si generano quando le major e i canali televisivi di settore decidono di traghettare la massa verso il consumo di sonorità differenti e incompatibili a quelle che fino a ieri avevano costituito la nervatura del mercato.

Ma andiamo con ordine. Gli Anthrax, come noto, fanno parte del quartetto di gruppi che per primi diedero forma al thrash metal, e nel corso degli anni '80 si cucirono addosso uno stile del tutto personale, fatto di brani pestati dalla cui ritmica, tuttavia, trapelava una concezione scanzonata del metal che li distingueva piuttosto facilmente dai colleghi, contribuendo a renderli una formazione di notevole seguito al punto da conquistare un contratto con la Island, ai tempi una major di tutto rispetto.

Il sodalizio tra gli Anthrax e la decenza fatta musica, perdurò fino ai primissimi anni '90, periodo in cui il gruppo arrivò in gran spolvero, soprattutto a livello mediatico, grazie alle massiccia promozione di cui goderono brani come Antisocial (by Trust) e la controversa Bring the noise.

Con il successo da grandi numeri, però, l'assetto della formazione subisce il secondo scossone dai tempi della sostituzione di Turbin (seminale sull'esordio dalle tinte marcatamente heavy/speed Fistful Of Metal), questa volta a marcare il passo è Belladonna al cui posto subentra John Bush, ai tempi disoccupato causa scioglimento degli Armored Saint.

Il carosello di pochezza artistica e umana comincia esattamente in questo periodo. Dal 1992 ad oggi, gli Anthrax misero in canna una serie infinita di rabbinate discografiche, volte a sfondare in un mercato monopolizzato prima dal groove metal/new thrash, che dimostrò poi d'essere pollaio esclusivo di Pantera e Machine Head, e successivamente dalla cloaca Nu-metal (che tanto deve alla citata Bring the noise). Manco a dirlo, i risultati di questi assalti furono fallimentari e i continui cambi di formazione con cacciate e reintegri di vecchi e nuovi membri (Belladonna e Bush si sono divisi tante di quelle silurate da diventare anch'essi degli zimbelli) hanno contribuito a rendere gli Anthrax una barzelletta fatta gruppo.

Di 4 dischi che seguirono a Persistence Of Time salvo soltanto la celeberrima Only.

Nella stessa misura non vale la pena perdere tempo a descrivere le disavventure inseguite dal gruppo nell'ultimo decennio, basti dire che gli Anthrax sono stati gli unici a non riuscire a saltare sul carrozzone delle revival thrash, pur venendo da un passato cui gran parte del pubblico metal è ancora legato e pur essendo in grado di galleggiare su contratti con etichette di tutto rispetto (l'ultima loro uscita era targata Nuclear Blast).

Per educazione concludo dicendo che l'unico tassello che manca alla carriera degli Anthrax è un dimesso requiem, poi, finalmente, il silenzio.

18/11/2010

Il calcio...

E' diventato questo.

Spesso penso che l'uso più consono degli stadi l'abbia concepito Pinochet nei suoi "anni migliori". Peccato che lui ci infilasse la gente sbagliata...

17/11/2010

Justice for all.




A fronte di quanto verificatosi ieri a Brescia (link) penso che la totale assenza di giustizia che ammorba questo Paese andrebbe ufficialmente registrata nel folklore tradizionale italiano, con annessa regolare tutela da parte dell'UNESCO.
Per chi non lo sapesse (sicuramente la maggioranza di chi non ci legge -ndr-) ieri si è chiuso il processo per la strage di Piazza della Loggia, dove il 28 maggio 1974 una bomba uccise 8 persone e ne ferì altre 104 durante lo svolgimento di una manifestazione contro l'eversione nera, indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista nazionale.
Per l'ennesima volta, un processo penale volto a dipanare ed identificare esecutori e mandati di una delle tante stragi che ha insanguinato il secondo dopo guerra italiano, è finito con un buco nell'acqua.
La Corte d'assise di Brescia ha, infatti, assolto i 5 imputati per la strage, confermando che gli anni di piombo continuano ad essere interpretati in due modi marcatamente differenti a seconda del colore politico in causa. Se, infatti, il terrorismo rosso ha avuto la peggio nei confronti della società civile (sconfitta che sì è purtroppo portata dietro anche la morte della coscienza civica della cittadinanza, ma questo è un altro paio di maniche...), non si può fare la medesima affermazione nei confronti del terrorismo nero.
La mancata identificazione dei responsabili, quanto meno materiali, di 20 anni di stragismo, diventa ancora più asfissiante quando l'unica verità giuridica emersa dopo decenni d'indagini è il diretto coinvolgimento di alcuni tra gli organi più nevralgici dello Stato nelle stragi stesse.
Piazza Fontana, Piazza della Loggia, l'Italicus, Bologna, Ustica e via discorrendo sono la prova del fallimento della democrazia in questo Paese.
Una Nazione incapace di giudicare se stessa, di chiedere giustizia per la propria base fondante (la popolazione) è una Nazione marcia fino al midollo.
Dovremmo vergognarci, tutti.

"Justice is lost
Justice is raped

Justice is gone

Pulling your strings

Justice is done!
"

07/11/2010

La resa dei conti.


L'uscita di Omega Wave, nuovo disco dei Forbidden, simbolicamente ben si presta a chiudere il cerchio sul fenomeno che ha caratterizzato il primo decennio del nuovo millennio: le reunion.
A partire dal 2000, infatti, l'esaurirsi degli echi del power con gli spadoni e della musica da finti depressi (che, ahimè, non s'è ancora del tutto estinta...) ha portato al graduale ritorno sia di un congruo numero di formazioni smarritesi nei meandri degli anni '90, sia di sonorità che nel medesimo decennio furono date per morte.
Il genere sicuramente più squassato dall'onda del revival è senza ombra di dubbio il thrash, che ha registrato il ritorno all'ovile di tutte le formazioni appartenenti ai tempi andati e un rinnovato interesse da parte del mercato per l'old style, sia sotto forma di ristampa del 90% dei dischi presenti a catalogo nell'89, sia con la nascita di nuove formazioni votate ai più conservativi canoni del genere.
A fronte di quanto sopra, è naturale tirare le somme della situazione, quindi apriamo le danze!
Parto subito col dire che il genere non ci ha guadagnato poi molto da questa riesumazione. Per come la vedo io, le uscite che hanno dato autentico spolvero al thrash nell'ultimo decennio sono veramente poche, i dischi che mi vengono in mente in questo momento sono Tempo Of The Damned degli Exodus, The Evolution Of Chaos degli Heathen, i primi due album dei Toxic Holocaust e M-16 dei Sodom.
Di contro, invece, le uscite trascurabili e spesso inutili sì sono susseguite con ritmo a volte incalzante. E' il caso dei ritorni di Kreator, Destruction, Machine "puttane del metal" Head, Metallica, Annihilator e Slayer che puzzano d'artificiosità come pochi, ma anche di formazioni da cui era lecito aspettarsi molto, come i già citati Exodus e Sodom (post Tempo e M-16 -ndr-) entrambi dispersi nei meandri del relativismo e delle composizioni dilatate, dei Testament tornati dopo 10 anni di silenzio con un disco completamente privo di spirito e dei Necrodeth che sì sono progressivamente svuotati d'ogni capacità compositiva e tecnica (Peso cazzo sei diventato scandaloso!!!).
Il peggio del peggio, però, sono riusciti a confezionarlo solo Whiplash e Nuclear Assault, rispettivamente autori di un ritorno così pessimo che si può candidare senza problemi per il titolo di peggior album del decennio grazie a composizioni prive di qualsiasi spessore e filo logico. Sì tratta, senza mezzi termini, di due autentiche porcate!
Nonostante anche le nuove leve sì siano rivelate un fuoco di paglia (vedi Evile, Bonded By Blood ecc.) lo scenario non è solo merda. L'artificiosa voglia di sonorità vecchia scuola, ha avuto il merito di risvegliare la creatività di gruppi che non proponevano più nulla di valido da più di 15 anni. E' il caso di Megadeth e Overkill, che, rispettivamente con Endgame e Ironbound, hanno ridato spolvero a carriere su cui ero ormai pronto a porre la pietra tombale.
A livello nazionale, invece, non va dimenticata la resurrezione degli Schizo, che senza fare tanti proclami hanno messo in canna due album di pregevole spessore mostrando anche dal vivo un'incisività che non mi sarei mai aspettato.
A conclusione del discorso è spontaneo domandarsi se questa ventata di "vecchio" abbia avuto senso. Beh, a livello di progresso artistico no, perché quando sì finisce per riciclare cose già dette e scritte (per altro, in buona parte svuotate del senso che avevano ai propri tempi -sicuramente nessuno capisce a cosa faccio riferimento- ndr-) significa che sì è alla canna del gas. Di contro, però, la maggior parte delle declinazioni metal nate al termine del periodo d'oro del genere mi fanno cagare, quindi ben venga un po' di revival fatto bene anche in mezzo a tante uscite inutili, per farla breve è un po' la solita storia del bicchiere mezzo vuoto/mezzo pieno, la qualità di questi anni cambia a seconda del punto di vista, sempre legittimo, da cui se ne discute.
Giusto un dato lo valuto a prescindere in modo negativo, mi riferisco alla gente che rispolvera o sposa attitudini con cui non ha nulla a che fare, sfruttandole per trovare la propria collocazione all'interno della società, ne più ne meno di quanto fanno i fighetti che s'infarinano il naso il sabato sera nelle discoteche sognando di finire ad Amici facendo gli opinionisti alla Fabrizio Corona.

Fuck!!!

03/11/2010

Pa pa para para pa pa para!

Ormai lo fanno tutti, quindi per quale mistico motivo anche noi blasfemi non potremmo spicciolare un po' di politica (come per altro abbiamo già fatto - ndr -)?
Ovviamente, mi accingo a disquisire del giro di mignotte più o meno sotto i 18 anni che monopolizza da tempo l'attività di governo e conseguentemente la percezione che la politica italiana offre di se fuori dai palazzi del potere.
A seguire la linea qualunquista dei programmi di "approfondimento" in TV, finiremmo a interrogarci, per altro senza giungere a risposta definitiva (visto che siamo il paese del relativismo assoluto) sulla convenienza o meno dello stile di vita del primo ministro italiano, piuttosto che sottolineare le quotidiane ingerenze dell'esecutivo nei confronti degli altri organi dello Stato che, è bene precisarlo, non gli sono sottoposti (i capi di governo telefonano in questura e dettano direttive al puffo di turno solo nelle dittature...).
In merito al fatto, quindi, tutti sì sono limitati a mette sotto i riflettori l'azione "personale" del presidente del consiglio, ormai palesemente sullo scranno di Montecitorio per sistemare i propri affari, ma s'è glissato sul secondo protagonista di queste vicende.
Va da se, infatti, che uno sfondato di soldi, per mettere in piedi un'ammucchiata, necessita della materia prima, leggasi figa di qualità e in quantità. Una volta, diciamo fino a 20 anni fa più o meno, si pensava che la ragazza di facili costumi elargisse le proprio prestazioni per necessità o sfruttamento, non a caso ancora oggi si sente spesso nominare la parola "tratta" in merito alla prostituzione, gli attuali scandali, tuttavia, sottolineano un consistente cambiamento in quell'assetto. Oggi, a vendere il proprio corpo non c'è più solamente la sfortunata di un altro paese, ma uno stuolo d'indigene provenienti, alla peggio, da quel che rimane della classe operaia.
Parlo di ragazze che tirano pompini e aprono le gambe non per mangiare, ma perché il loro sogno è entrate al Grande Fratello (agevolo il link) dio cane!
Bazzicando tra Badoo e Myspace, Facebook e Netlog si contano a migliaia i profili di puttanelle più o meno libertine la cui ragione di vita è mostrare il proprio aspetto fashion al mondo e "lavorare nella moda" (sfilando, mica a cucire vestiti, quello devono farlo i cinesi), quindi perché non sì dice che Berlusconi è pieno di mignotte in casa anche perché una marea di attuali ragazze sono delle gran puttane e questo lo si deve a generazioni di genitori che hanno fallito il proprio mestiere delegandolo alle emittenti dello stesso B. la cui passione per la figa già si notava ai tempi di Drive-In ed era ben conosciuta quando gli 883 erano ancora degli sbarbatelli (vedasi il testo di Sei uno sfigato)?
E' ormai diventato di moda fare politica citando i decadimenti morali di uno o dell'altro schieramento (Marrazzo ce lo ricordiamo no?), ma tutti si dimenticano che una coscienza morale collettiva questo paese non l'ha mai avuta, altrimenti non saremmo dei puttanieri con la fede al dito, degli assassini col crocefisso al collo e degli evasori fiscali che la domenica vanno in chiesa a sentire la predica di vecchi decrepiti obesi e carichi di soldi, cui fanno l'obolo nel cestino trasportato dalla solita vecchia che è stata mantenuta per 40 anni dal marito operaio!!!
Per tutto questo, ci meriteremmo d'essere cancellati dalla faccia dell'universo domani mattina sotto una pioggia di atomiche!