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mercoledì 7 settembre 2011

Detroit in rovina.

Il titolo tanto sintetico quanto eloquente proviene da una galleria fotografica in cui mi sono imbattuto bazzicando per la rete.
Incuriosito soprattutto dalla teatralità della Michigan Central Station, ho spulciato la storia della città musicalmente consegnata agli annali dai KISS, imbattendomi in un vero e proprio simbolo dei disastri che il processo industriale nel suo ciclo di vita (dallo "splendore" alla crisi) genera nell'ambiente urbano e nel tessuto sociale che lo popola, quando è gestito in maniera completamente dissennata e riqualificato secondo canoni altrettanto poco lungimiranti (vedasi il Renaissance Center).
La rete pullula di testimonianze in merito, vale comunque la pena piazzarne di seguito una, anche a caso.



A confronto con Detroit, le ex aree Falck di Sesto San Giovanni sembrano una località di villeggiatura. Per trovare qualcosa di degnamente (sì fa per dire) comparabile alla città del Michigan è necessario spostarsi nell'ex Unione Sovietica, per esempio a Chernobyl.

2 commenti:

  1. C'era un motivo se ROBOCOP l'avevano ambientato a Detroit!

    Oh, pssst, come va?

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  2. Discretamente via. C'è giusto un po' di scazzo in eccesso a guastar la festa.

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