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Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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24/01/2017

Madonna alla testa del movimento contro Trump?

Sulla vittoria elettorale di Trump è stato detto molto, ma non abbastanza, specie sul suo bacino elettorale fatto di popolazione delle zone meno urbanizzate, delle aree perdenti nella globalizzazione, delle fasce di età più elevate. Non si sono risparmiate nemmeno parole sul fatto che Trump, da miliardario, dopo aver preso i voti dell’America profonda ha formato una squadra di governo facendo campagna acquisti da Exxon e da Goldman Sachs. Certo, da questa settimana in poi si potrà cominciare a vedere il profilo di questa amministrazione. Se riuscirà a imporre la sua visione della politica, in parte confusa e in parte determinata come ogni progetto politico. Oppure se si incarterà tra divisioni interne del partito repubblicano, ostacoli del congresso, resistenze dell’amministrazione e, last but not least, l’alta complessità della dimensione globale nella quale si trova ad operare. Di certo Trump propone, ad ogni occasione, un programma che appare l’esatto contrario di quello della presidenza Obama. Ma è il momento della prova dei fatti. Ad esempio sarà interessante vedere l’esito, al Congresso, della legislazione sulle imprese, che prevede bonus fiscali a chi riporta aziende in Usa o riduce la componente di esportazioni del proprio modello di business, promossa dai repubblicani. Anche perché, per adesso, questa legislazione è intesa come alternativa allo stesso modello Trump di imposizione dei dazi. Da proposte di legge come questa si capirà chi è in grado di imporsi nel partito repubblicano. E anche se questo scontro produrrà, comunque, mutazioni reali nel tessuto produttivo americano.

Nel frattempo, l’opposizione di massa a Trump, dopo le proteste immediatamente successive all’elezione del candidato repubblicano, ha organizzato una serie di cortei in tutti gli Usa, con manifestazioni di solidarietà in altri paesi. Partecipazione indubbiamente massiccia, specie a Washington, e nelle principali città americane. I contenuti, almeno quelli che sono principalmente filtrati in Europa, appaiono sostanzialmente legati ai diritti di genere, LGBT, delle donne e delle minoranze etniche. La rete che ha organizzato le manifestazioni può crescere fino a condizionare ogni passo della amministrazione Trump? È presto per dirlo, ma una amministrazione Trump esercitata senza compromessi potrebbe davvero spaccare in due l’America, liberando conflitti conosciuti ed inediti. C’è un punto qui, riguardo all’opposizione a Trump da sottolineare. Quello sulla evidenziazione della leadership dell’opposizione a Trump. Opposizione che può essere di movimento o istituzionale o un ibrido tra le due. E qui è proprio la presidenza Trump ad aver aperto, e al massimo livello, la legittimità a leadership più informali e meno politiche. Certo, a suo tempo, Ronald Reagan, attore professionalizzato in politica, aveva aperto la strada all’idea che dai media si passasse alla presidenza della repubblica. Ma si trattava ancora di un percorso interno agli apparati elettorali tradizionali americani. Percorso tradizionale rotto, più di tutti, dalla presidenza di “Terminator” al governatorato della California. Non si pensi però che tutto questo, l’entrata di un protagonista del mondo dello spettacolo alla testa di un movimento politico, valga solo per il campo repubblicano. In politica tutto si ibrida e, meglio di tutti, gli italiani sanno che, dagli imprenditori televisivi ai comici, oggi tra spettacolo e politica la strada da percorrere può essere breve. Per questo non ci siamo stupiti quando abbiamo visto diversi servizi televisivi sottolineare il comizio di Madonna di fronte a mezzo milione di persone a Washington. Madonna è, prima di tutto, un’impresa mediale globale, che possiede decine di società, in grado di entrare nella comunicazione tradizionale, in quella informale e in quella innovativa. Sul suo passaggio a Washington c’è solo da capire se serve per un ritorno di immagine, se è una messa a disposizione per qualche prossimo candidato democratico (posizionandosi per le elezioni di midterm 2018) oppure se la stessa Madonna si sta posizionando come protagonista dell’opposizione a Trump. Indubbiamente Madonna saprebbe far entrare nei media, e nei social, le manifestazioni, a quel punto ridotte a decorazione di un più generale progetto comunicativo, in maniera maggiormente pervasiva rispetto ai movimenti Occupy o Black Live Matter.

In politica non esistono mai le rendite di posizione. Pensare che la rappresentazione dei movimenti appartenga a loro stessi può essere davvero qualcosa di ingenuo. Certo, il takeover di Madonna nei confronti dei movimenti per adesso è solo un’ipotesi. Ma lo scenario americano, specie in un mondo connesso, è sempre destinato a condividere globalmente i propri cambiamenti. Vale per Trump come per chi lo contrasta. Vedremo cosa accade.

Redazione 24 gennaio 2017

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27/06/2016

L’imbroglio di Medjugorie: 35 anni fa le prime “apparizioni” nel paesino bosniaco

Il 24 giugno del 1981 alcuni ragazzini, tutti legati allo stesso clan familiare, asseriscono di aver assistito ad apparizioni della Madonna con Gesù Bambino in braccio nei pressi del paesino bosniaco di Medjugorie, abitato in maggioranza da croati e all’epoca appartenente alla federazione jugoslava. La “Gospa” (la Signora) avrebbe indicato loro i cinque pilastri della pace: la preghiera, il digiuno, la lettura della Bibbia, la confessione e la comunione, e confidato dieci futuri avvenimenti dando incarico a una di loro, Mirjana Dragićević, di rivelarli pochi giorni prima del loro verificarsi. Ad oggi, però, nessuna rivelazione clamorosa, né guerre, né catastrofi naturali, neanche qualche risultato di coppa Uefa.

Mentre i vescovi della zona bollano la vicenda come una bufala, i “veggenti” trovano sostegno spirituale e materiale presso alcuni francescani locali, da tempo in contrapposizione con le gerarchie cattoliche in quanto Paolo VI già dal 1975 voleva sostituirli con il clero secolare. Tra questi francescani il parroco di Medjugorie, il croato Jozo Zovko, che al primo accenno di strumentalizzazione politica viene condannato dalle autorità jugoslave a tre anni di carcere, poi ridotti alla metà forse per la sudditanza psicologica nei confronti della Madonna che l’avrebbe definito un “santo” in un’apparizione dell’ottobre 1981. Durante la detenzione Zovko viene sostituito da un altro francescano, Tomislav Vlasic, che nel 2009 la Congregazione per la dottrina della fede sanzionerà con l’interdizione, accusandolo di "eresia e scisma", di “divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti e addebiti contra sextum” (cioè il sesto comandamento, “non commettere atti impuri”). Risulta che nel 1976 avesse messo incinta una suora.

Anche Zovko sembra avere molta sensibilità per le donne, viveva con quattro ragazze e vi sono state diverse accuse di abusi sessuali. È stato colpito da diversi provvedimenti disciplinari, tra cui l’obbligo di allontanarsi da Medjugorie, che non ha mai rispettato finché alcuni anni fa si è ritirato su un’isola. Nel 1992 si era incontrato con Papa Wojtyla, che lo aveva accolto benevolmente. Wojtyla vedeva con favore i “veggenti” di Medjugorie, come espressione di quel nazionalismo croato, cattolico e visceralmente anticomunista, che faceva del paesino bosniaco il suo luogo sacro e delle apparizioni della Madonna un’occasione di propaganda contro i comunisti, i serbi ortodossi e i musulmani bosniaci. Medjugorie nel frattempo era diventata meta di pellegrinaggi sempre più numerosi. Secondo alcuni siti il giro d’affari è arrivato nel 2015 a 11 miliardi di euro. “A Medjugorje tutto avviene in funzione dei soldi: pellegrinaggi, pernottamenti, vendita di gadgets. Cosicché, abusando della buona fede di quei poveretti che si recano lì pensando di andare incontro alla Madonna, i falsi veggenti si sono sistemati finanziariamente, si sono accasati e conducono una vita a dir poco agiata (...) È un fenomeno assolutamente diabolico, intorno al quale girano numerosi interessi sotterranei”. A dirlo non è un ateo militante ma monsignor Andrea Gemma, già vescovo di Isernia, considerato nel suo ambiente uno dei più grandi esorcisti viventi e quindi esperto di cose soprannaturali. Sul turismo religioso nel paesino balcanico vi sono degli aneddoti particolarmente divertenti, come quell’agenzia turistica che per 325 euro a testa prometteva, durante la gita, anche la presenza della Madonna in persona in orari rigidamente prefissati (vedi foto).

La nota divinità ha sempre mostrato a Medjugorie un presenzialismo stupefacente. Si parla di oltre 35mila apparizioni, e il 2 maggio scorso, giornata in cui l’afflusso di turisti è stato particolarmente intenso, ben quattro apparizioni in altrettante location della zona. Com’è noto in Italia il fronte dei seguaci di Medjugorie è particolarmente nutrito, primo fra tutti Livio Fanzaga di Radio Maria, oltre ad alcune celebrità di contorno. E siccome a Livorno non ci facciamo mancare mai nulla, il noto ex ballerino Padre Nike della parrocchia della Rosa è uno dei più sfegatati sostenitori, pompato da organi di stampa locali che fanno da megafono ai suoi racconti sui miracoli più strampalati (“una storia di preghiera che diventa guarigione e che spazza via la malattia fisica e rinnova lo spirito” si legge sulla Nazione) e agli ospiti che invita tra i quali “un ragazzo che dice di aver visitato, accompagnato dalla Madonna, il paradiso, il purgatorio e l’inferno e un esorcista” (Qui Livorno).

Chissà se il petulante vescovo Razzauti, quando parlava della retrocessione della città insieme alla squadra, si riferiva a queste pagliacciate o se magari per risollevare le sorti di Livorno ha in mente un bel pellegrinaggio con apparizione inclusa.

Nello Gradirà

Pubblicato sul numero 116 (giugno 2016) dell’edizione cartacea di Senza Soste


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