La Procura di Ragusa, che indaga sulla scomparsa da Acate di Daouda Diane, ha cambiato intestazione al fascicolo: ora l’inchiesta riguarda i reati di omicidio e soppressione di cadavere. È una notizia che purtroppo conferma quanto denunciato sin dal primo momento dai compagni di lavoro di Daouda e da USB: la possibilità cioè che il lavoratore sia rimasto vittima di un incidente sul lavoro e che il suo corpo sia stato fatto sparire.
I parenti, i compagni e gli amici di Daouda non hanno mai smesso, con il sostegno del nostro sindacato, di tenere alta l’attenzione sulla sparizione del lavoratore migrante, una scomparsa che in assenza delle giornate di sciopero e di mobilitazione USB non avrebbe avuto il minimo risalto e Daouda sarebbe stato presto dimenticato come tanti altri migranti scomparsi e mai cercati.
Come Federazione del Sociale e come Coordinamento lavoro agricolo di USB abbiamo il dovere di non abbassare la guardia, di favorire in tutti i modi la possibilità di far arrivare in Italia la famiglia di Daouda, per tutte le necessarie esigenze legali.
Abbiamo il dovere di continuare a denunciare il livello di sfruttamento lavorativo e di indifferenza istituzionale nei confronti di quanti, in fuga dalle guerre dimenticate, dalla siccità, dalla povertà di territori depredati dai ricchi paesi occidentali, giungono in Italia alla ricerca di riscatto e di sostentamento per se stessi e per le loro famiglie!
USB ha presentato alla Prefettura di Ragusa una piattaforma rivendicativa per tutti i lavoratori stranieri, evidenziando i ritardi e le difficoltà che i migranti devono affrontare per ottenere cittadinanza, documenti, assistenza sanitaria, un conto corrente. L’abbiamo presentata anche alla Regione Sicilia, che non una parola ha speso in questi 25 giorni per chiedere il rispetto dei diritti lavorativi e delle norme di sicurezza sui posti di lavoro. I lavoratori migranti in Sicilia, in maggioranza impegnati in agricoltura, soffrono in questo periodo il caldo infernale e le peggiori condizioni lavorative possibili: la Regione ha il dovere di intervenire.
USB non indietreggia e continua la lotta al fianco dei braccianti e dei migranti!
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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28/07/2022
30/04/2016
Ragusa. Consigliera del M5S fan di Mussolini
“Non festeggio il 25 aprile” e “noi eravamo fascisti, poi siamo rimasti fascisti e rimarremo sempre fascisti” e ancora “il 25 aprile è cominciata l’occupazione”. Sono alcune delle frasi, accompagnate da foto di busti di Mussolini, che nei giorni scorsi Giovanna Sigona, consigliera comunale di maggioranza a Ragusa, comune amministrato da qualche tempo da una giunta monocolore espressione del Movimento 5 Stelle, ha pubblicato sul suo profilo Facebook, proprio in concomitanza con il 25 aprile.
L’esponente ragusana del Movimento 5 Stelle non nasconde la propria ideologia. Come quando nel 2015 aveva affermato in aula la “necessità” di allontanare i migranti dal centro di Ragusa.
Intervistata, la consigliera si è difesa affermando che gli slogan risalgono ad alcuni anni fa (anche se li ripubblica ogni anno) e che quest’anno si è limitata a scrivere che “non festeggia il 25 aprile perché non si sente libera”. E poi ha spiegato che ha pubblicato le foto dei busti del Duce – casualmente il 26 aprile – perché sono stati realizzati da lei stessa in pietra lavica: “ho pubblicato quelli di Mussolini così come quelli di Hitler, che mi sono stati commissionati” si è giustificata… aggiungendo che comunque va molto fiera dei suoi lavori, ed in particolare dei busti del dittatore italiano, “i frutti della cui opera ci stiamo ancora godendo”. “Credo che Mussolini abbia fatto delle cose positive per il nostro paese” ha spiegato appellandosi alla libertà di parola vigente in un paese democratico come l’Italia. Anche se, a una domanda esplicita rivoltale dall’intervistatore, la signora Sigona risponde di non rinnegare affatto il fascismo e di non trovare alcuna contraddizione tra l’ideologia mussoliniana e quella del partito che rappresenta in un consiglio comunale.
Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dai giornali locali, il Movimento 5 stelle ha preso le distanze: “Apprese le gravi dichiarazioni della consigliera comunale”, si legge in una nota, “inerenti l’esaltazione dell’ideologia fascista nel rispetto della Costituzione e della legge Italiana, il M5S si dissocia apertamente e condanna tali affermazioni reputandole ancor più gravi per il ruolo istituzionale che la stessa rappresenta”. Una tiepida presa di distanze alla quale Giovanna Sigona risponde dal suo profilo Facebook con questa frase: “Perché lo state facendo ora, dopo che ogni anno il 25 aprile pubblico la stessa foto? Perché ci sono le elezioni. Siete falsi e ipocriti”.
Ma per ora nessuno ha citato la possibilità di una espulsione della consigliera neofascista, mentre la stessa sorte è toccata a molti esponenti del movimento guidato da Beppe Grillo per molto meno...
Fonte
Si direbbero piccoli problemi di selezione della classe dirigente...
L’esponente ragusana del Movimento 5 Stelle non nasconde la propria ideologia. Come quando nel 2015 aveva affermato in aula la “necessità” di allontanare i migranti dal centro di Ragusa.
Intervistata, la consigliera si è difesa affermando che gli slogan risalgono ad alcuni anni fa (anche se li ripubblica ogni anno) e che quest’anno si è limitata a scrivere che “non festeggia il 25 aprile perché non si sente libera”. E poi ha spiegato che ha pubblicato le foto dei busti del Duce – casualmente il 26 aprile – perché sono stati realizzati da lei stessa in pietra lavica: “ho pubblicato quelli di Mussolini così come quelli di Hitler, che mi sono stati commissionati” si è giustificata… aggiungendo che comunque va molto fiera dei suoi lavori, ed in particolare dei busti del dittatore italiano, “i frutti della cui opera ci stiamo ancora godendo”. “Credo che Mussolini abbia fatto delle cose positive per il nostro paese” ha spiegato appellandosi alla libertà di parola vigente in un paese democratico come l’Italia. Anche se, a una domanda esplicita rivoltale dall’intervistatore, la signora Sigona risponde di non rinnegare affatto il fascismo e di non trovare alcuna contraddizione tra l’ideologia mussoliniana e quella del partito che rappresenta in un consiglio comunale.
Dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dai giornali locali, il Movimento 5 stelle ha preso le distanze: “Apprese le gravi dichiarazioni della consigliera comunale”, si legge in una nota, “inerenti l’esaltazione dell’ideologia fascista nel rispetto della Costituzione e della legge Italiana, il M5S si dissocia apertamente e condanna tali affermazioni reputandole ancor più gravi per il ruolo istituzionale che la stessa rappresenta”. Una tiepida presa di distanze alla quale Giovanna Sigona risponde dal suo profilo Facebook con questa frase: “Perché lo state facendo ora, dopo che ogni anno il 25 aprile pubblico la stessa foto? Perché ci sono le elezioni. Siete falsi e ipocriti”.
Ma per ora nessuno ha citato la possibilità di una espulsione della consigliera neofascista, mentre la stessa sorte è toccata a molti esponenti del movimento guidato da Beppe Grillo per molto meno...
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