Roma. Il campo sportivo in via Morrovalle a San Basilio alle 18.00 è già pieno di gente. Sul ring allestito in mezzo al campo i ragazzi delle palestre popolari si affrontano in brevi incontri di box. I boxeur vengono annunciati per nome, cognome e palestra di provenienza e già lì si capisce che è “sport popolare”: Quarticciolo, San Lorenzo etc.
L’occasione dell’incontro non è però una manifestazione sportiva, è una festa organizzata dal Centro Popolare San Basilio, nato occupando alcuni locali abbandonati sotto le nuove case popolari, chiamata per discutere il feroce rapporto tra Roma e le sue periferie e per rivendicare il fatto che Roma è anche le sue periferie e i loro abitanti.
E se questa rivendicazione di dignità e identità, di riscatto contro l’esclusione, sta tutta dentro l’oggi, viene rivendicata anche la memoria storica di come a tutto questo si è arrivati. Tra pochi giorni sarà il 45° anniversario dell’uccisione di Fabrizio Ceruso da parte della polizia durante la battaglia di San Basilio nel 1974 per il diritto alla casa. Sabato ci sarà il corteo per le strade del quartiere e molte altre iniziative collaterali in vari quartieri della Tiburtina come Casalbruciato o a Tivoli, la cittadina a est di Roma da dove veniva Fabrizio, ucciso a 19 anni nelle strade di San Basilio durante gli scontri. Dal palco lo ricorda la sorella, sottolineando come ottenere la casa con la lotta sia un fattore di dignità ed emancipazione.
C’è quindi una continua connessione tra passato, presente e aspettative che si incrocia anche nel dibattito a cui partecipano il cantautore Mannarino (nato e vissuto a San Basilio) e il disegnatore Zerocalcare (nato e vissuto poco più in là, oltre la barriera rappresentata dal carcere di Rebibbia che divide San Basilio da Ponte Mammolo e dal quartiere che ha preso il nome del carcere stesso). Insieme a loro ci sono gli attivisti sociali che hanno fortemente voluto e costruito questa giornata: Lillo del centro popolare, Federico, abitante di San Basilio e attivista della Federazione del Sociale Usb, Maria Vittoria anche lei dell’Asia-Usb ma attiva in un’altra periferia, quella di Tor Bella Monaca, e Sukena una delle occupanti delle case di via Cardinal Capranica (periferia nord, a Primavalle) sgomberate questa estate.
Una discussione vera, sentita che riassume una voglia di recupero di identità e dignità sociale di questo “popolo” e una loro forte riaffermazione dentro le priorità sociali della Capitale. Significativo il passaggio di Federico quando rifiuta la dicotomia tra cattivi o piagnoni con cui vengono conformati gli abitanti delle periferie nei format televisivi. O rabbiosi contro immigrati e zingari oppure meri casi individuali di disagio sociale. Una dicotomia falsa e strumentale che va spezzata recuperando identità collettiva e azioni comuni.
Si è quasi emozionato Mannarino, cantautore ormai affermato, nato e vissuto in mezzo a quei lotti di case popolari e poi soggetto del “salto” che ti porta altrove. Anche Zerocalcare racconta della sua vita in questi quartieri, sui quali magari i genitori ti suggerivano di fornire indicazioni vaghe per non farti affibbiare addosso l’etichetta di chi viene da San Basilio o da Rebibbia, una stimmate spesso non dichiarata ma che mette sull’allerta molti interlocutori.
In serata il campo sportivo si riscalda con il concerto di Franco Ricciardi, anomalo autore neomelodico napoletano con una sua dichiarata sensibilità sociale, magari interpretata in modo molto personale, ma indubbiamente coinvolgente sul piano musicale, scoprendo che anche a Roma, e non solo a Napoli, centinaia di persone conoscono a memoria i suoi testi.
Intorno centinaia di persone, del quartiere e non solo, che si sono ritrovate e riconosciute come parte di un corpo sociale che va però del tutto ricostruito dopo anni e anni di feroce frammentazione sulla quale è stata alimentata strumentalmente una guerra tra poveri. “Prima gli sfruttati” riassume bene il radicale rovesciamento della logica su cui la destra vorrebbe acquisire egemonia nei quartieri popolari. Quando si parla di riscatto degli abitanti delle periferie si parla proprio di questo, e il nemico “di classe” questo rovesciamento di priorità lo teme come la peste.
È un lavoro complicato ma necessario quello della ricomposizione di un blocco sociale che riconosca i propri interessi “di classe” e li rimetta in conflitto contro il nemico nel modo dovuto. È un lavoro politico ma anche culturale, sociale ma anche “psicologico” che ha bisogno di molti fattori e che vanno agiti tutti insieme, perché uno solo non ha ancora la forza di diventare fattore di ricomposizione e di lotta.
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Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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04/09/2019
Quando le periferie rivendicano dignità e identità “di classe”
27/08/2019
Roma Siamo Noi. A San Basilio, i quartieri popolari tornano protagonisti
Rimettere la periferia al centro della città.
Si potrebbe senza dubbio sintetizzare così, parafrasando il vecchio adagio circa una Chiesa e il suo villaggio, lo spirito che muove gli organizzatori di Roma Siamo Noi!, “settimana di mobilitazione” dal 3 all’8 settembre che vedrà impegnata la periferia orientale romana in occasione del 45° anniversario dalla morte di Fabrizio Ceruso, giovane compagno di Tivoli ucciso nei feroci scontri con le forze dell’ordine a San Basilio nel lontano 1974.
Proprio a San Basilio, martedì 3, si terrà la giornata clou che vedrà la presenza di ospiti tanto illustri quanto fedeli narratori del modo di vivere, e dunque di essere, della borgata della capitale (e non solo). Stiamo parlando di Zerocalcare, Alessandro Mannarino e Franco Ricciardi.
Procedendo con ordine, l’appuntamento per i residenti dello storico quartiere romano è alle ore 17 in via Morrovalle, dove si terrà un primo momento di socializzazione veicolato dai valori della nobile arte: sarà infatti occasione per cimentarsi, o per assistere, in una esibizione di pugilato, organizzata dal circuito delle palestre popolari di Roma.
A seguire, la giornata entrerà nel vivo con il racconto di, come recita il titolo dell’incontro, “Storie di riscatto e dignità nei quartieri”. Qui, alla presenza del fumettista e del cantautore romano, il centro dell’attenzione sarà tutto per quelle “storie di riscatto e dignità che, negli ultimi anni e mesi, hanno dimostrato come Roma e i quartieri popolari sono molto diversi dalla narrazione fatta dai grandi media”.
Il superamento di quella patina di degrado e subalternità, spesso imposta dalla grande narrazione nei riguardi di quelle zone che non godono delle mire affaristiche del turismo internazionale, sarà al centro del dibattito, e giustifica pienamente la presenza di Zerocalcare e di Mannarino, da sempre impegnati con la loro produzione artistica nel mostrare il vero volto delle borgate (o degli ultimi in generale), quello sottaciuto dalla Roma bene, dagli speculatori, dai maggiori organi di informazione.
Un volto di certo meno imbellettato, ma carico della dignità e della voglia di riscatto che attraversa quel mondo del lavoro, quell’orizzonte di solidarietà, che non trovano spazio sotto i riflettori della ribalta del “mondo che conta”, spesso e volentieri proprio perché quel mondo, basato sull’atomizzazione dei rapporti sociali e sullo sfruttamento di risorse umane e naturali, viene messo fortemente in discussione.
Fu così per Fabrizio Ceruso, caduto sotto i colpi della repressione mentre lottava per un diritto basilare di una società che si possa dire libera ed emancipata: una casa per tutti, ed è così ancora oggi, checché se ne dica nei salotti buoni della società.
Racconti, sì, ma anche proposte concrete, quelle che possano garantire una ritrovata “centralità” politica e progettuale a quelle comunità abbandonate dalle amministrazioni di tutti i colori, che rimettano al centro di un progetto solidale e inclusivo investimenti pubblici, posti di lavoro, luoghi di aggregazione, in grado di sviluppare un sentimento di appartenenza che, a partire dal luogo fisico, si tramuti – o meglio – venga riconosciuto come un progetto di società, e dunque di città, alternativa a quella attuale.
Oltre ai già citati artisti romani, il dibattito sarà impreziosito dalla voce di Federico Giglio, attivista del Centro Popolare San Basilio e militante della Federazione del Sociale Usb, Maria Vittoria Molinari, figura storica della lotta per l’abitare in città con l’Asia Usb di Tor Bella Monaca, e Sukena, ex abitante dell’occupazione sgomberata quest’estate a Primavalle e militante anch’essa dei movimenti per il diritto all’abitare.
Per finire, spazio a chi questa condizione e la voglia di ripartire la canta, e lo fa come in pochi possono permettersi perché in borgata, anche se di un’altra città, c’è nato e c’è vissuto, imparando a conoscerne i problemi, lo spirito e le potenzialità. È il caso di Franco Ricciardi, cantautore napoletano, artista simbolo della voglia di riscatto di Scampia, che porterà tra le strade di San Basilio la carica di chi non si arrende a etichette e pregiudizi create e appiccicate ad hoc da chi, quelle periferie, non le ha viste “nemmanco in cartolina” (riservate, si sa, a ben altri lidi).
Tutto questo, scrivono gli organizzatori, sarà completamente gratuito, con la presenza di giochi per bambini, bar e cucina in funzione per tutta la durata degli eventi, per permettere ai partecipanti di tutte le età, condizione ed estrazione sociale di poter vivere appieno gli eventi in programma. In aggiunta, l’immancabile “riffa di solidarietà popolare”.
Roma siamo noi, urlano i quartieri popolari dai manifesti e dagli eventi pubblicati sui social. Roma siamo noi, verrà ribadito in questa prima settimana di settembre, per “riportare al centro dei nostri quartieri le battaglie di quegli anni e collegarle alla situazione attuale, con l’obiettivo di difenderci da sgomberi e repressione, di rivendicare il diritto alla casa e agli spazi sociali, per una città libera, aperta e solidale”.
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10/09/2017
Roma ricorda Fabrizio Ceruso e il diritto alla casa come resistenza
Nel pomeriggio di oggi sulla Tiburtina ha preso vita come ogni 8 settembre da alcuni anni a questa parte, il corteo che ricorda l’uccisione di Fabrizio Ceruso, giovane compagno di Tivoli di soli 19 anni, durante quella che viene conosciuta come “la battaglia di San Basilio”. Era il 1974 e per resistere allo sgombero delle case occupate in via Montecarotto, gli occupanti, la gente del quartiere e centinaia di compagni arrivati un po’ da tutta Roma, fronteggiarono fino a notte la polizia con scontri durissimi. Nel tardo pomeriggio, durante una delle cariche viene ucciso da un colpo d’arma da fuoco Fabrizio Ceruso.
Il Corteo è partito sulla Tiburtina ed è entrato nel quartiere di San Basilio sfilando fino alla lapide che ricorda Fabrizio Ceruso. Visibile e numerosa la presenza degli occupanti di case di oggi e degli abitanti del quartiere. Una trasmissione di memoria storica strettamente connessa con la continuità della lotta per la casa a fronte di una emergenza abitativa che è parte della storia sociale e della maledizione di una metropoli come Roma. Quarantatré anni dopo lo scontro tra esigenze popolari con la rendita immobiliare e la speculazione continua ad essere evidente e dirimente nelle relazioni sociali della Capitale. La minaccia degli sgomberi che grava sulle numerose occupazioni abitative viaggia parallelamente alla escalation speculativa rimessasi in moto in una “congiuntura” che vedi i prezzi immobiliari ricominciare a crescere dopo gli anni di “bassa”.
In questo senso la battaglia di San Basilio mantiene un valore politico e storico di attualità straordinaria. Domani pomeriggio, sabato 9 settembre, si terrà una assemblea popolare nel quartiere e varie iniziative culturali, musicali e di informazione.
Venerdì prossimo – 15 settembre – proprio alle case occupate di San Basilio sotto minaccia di sgombero (dove in molti casi gli occupanti sono figli e nipoti di quella storia) si terrà una assemblea-convegno sul diritto alla casa come diritto costituzionale disatteso.
Un VIDEO degli scontri a San Basilio l’8 settembre del 1974 durante lo sgombero delle case occupate in via Montecarotto nei quali venne ucciso dalla polizia il compagno Fabrizio Ceruso.
foto di Patrizia Cortellessa
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