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09/10/2026

Isteria e nemici interni dentro l’ossessione per la guerra ibrida

È stato sufficiente che l’edizione di giovedì del giornale Politico.eu scrivesse qualche riga per mettere in moto una valanga, rivelando che l’Unione Europea ritiene di trovarsi di fronte all’escalation delle operazioni ibride russe e che si sta preparando all’eventualità in cui, prima o poi, queste azioni provochino delle vittime in Paesi Ue o Nato. Insomma quasi un auspicio che da qualche parte ci scappi il morto da poter strumentalizzare ai fini della propaganda di guerra, sia sul fronte esterno che sul fronte interno.

Si tratta di uno scenario che in Italia abbiamo purtroppo visto e subìto spesso: dalla strage di Piazza Fontana in poi. Su questo, nostro malgrado, potremmo tenere delle lectio magistralis a tutti gli altri paesi europei che non hanno sperimentato tragedie e orrori analoghi

Il giornale Politico.eu riferisce di una riunione di diplomatici della Ue a porte chiuse, senza telefonini e senza assistenti, che ha valutato il rischio di attacchi gravi, “capaci di provocare vittime su larga scala”. Due fonti diplomatiche hanno confermato a Politico che una riunione degli ambasciatori presso l’Ue, svoltasi mercoledì scorso, ha riguardato proprio questo tipo di scenario.

Per una fonte diplomatica citata dal sito, “data la portata e la vastità dell’azione russa, è inevitabile che prima o poi vi siano delle vittime. È pura fortuna che non ce ne siano ancora state”.

“È abbastanza ovvio che, quando la Russia utilizza strumenti sempre più letali per mettere alla prova la nostra preparazione e la nostra volontà di adottare contromisure, a un certo punto ci saranno delle vittime”, ha dichiarato a Politico la finlandese Teija Tiilikainen, direttore del Centro europeo di eccellenza per il contrasto alle minacce ibride. “Prima o poi, intenzionalmente o meno, questo è ciò che accade”.

Se diversi cittadini di Paesi membri dell’UE o della NATO venissero uccisi in quello che sembra essere un attacco, la pressione ad agire sarebbe enorme per entrambe le istituzioni. “Temiamo fortemente che a un certo punto venga tolta la vita a un nostro alleato”, ha affermato un diplomatico della NATO, il che renderebbe la pressione ad agire “molto alta”, riporta ancora Politico.eu.

Ma l’isteria ormai è talmente dilagante che alcuni Paesi membri della Ue, ritengono che debba essere la Nato e non l’Unione Europea la sede opportuna per trattare di questi argomenti e le possibili soluzioni, soprattutto perché le riunioni della Ue sarebbero troppo “porose” per la fuga di notizie o di informazioni sensibili.

A rendere il tutto ancora più strumentalizzabile ai fini della mera propaganda di guerra esterna ed interna in Europa, vi è anche il tentativo di leggere le proteste giovanili e popolari in Francia come eterodirette o articolazioni di progetti di destabilizzazione. E in questo gioco sporco tutto fa brodo, dalla guerra ibrida della Russia alle ambizioni dell’islam politico.

“Quello che sta accadendo in Francia non è altro che immigrazione di massa fuori controllo”, ha scritto Donald Trump il 6 ottobre sul suo social Truth riferendosi agli scontri e alle manifestazioni che stanno attraversando la Francia. Per il presidente americano “non si tratta delle scuole”, ma dell’“Islam che vuole prendere il controllo di un Paese un tempo grande”.

A fargli eco è subito arrivato l’eurodeputato lepenista Fabrice Leggeri, esponente del gruppo della destra dei Patrioti al Parlamento di Strasburgo, secondo il quale “sulle proteste in Francia Trump non ha del tutto torto”. Perché, ha affermato durante un punto stampa al Parlamento Europeo, “le rivolte in corso, le rivolte dei cosiddetti studenti o presunti studenti, sono di fatto strumentalizzate dall’estrema sinistra e, come sappiamo, l’estrema sinistra è infiltrata da elementi islamisti”.

L’isteria crescente delle classi dominanti – e dei mass media da esse finanziati – ormai buttano tutto nel calderone del “nemico interno”: agenti russi, cittadini pagati dai russi, ingerenze islamiche e, ovviamente, i partiti della sinistra e i comunisti.

Se al posto degli ebrei mettiamo gli islamici, sono esattamente gli stessi nemici messi all’indice in Europa dai nazifascisti negli anni Trenta.

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