di Cinema Sommerso – Circolo Arci GAP (Roma)
Federico ci rappresentava.
È morto Federico Frusciante, critico cinematografico inferocito. Federico aveva ben chiaro che cosa fosse il Cinema e cercava, nel modo più irriverente e schietto possibile, di trasmetterlo al grande pubblico al quale era arrivato tramite format e video sui social (il più importante e recente CRITICONI) che hanno riscosso un successo tale da avvicinare al Cinema ragazzi e ragazze che non appartenevano a quel mondo.
La sua intransigenza era un modo per mettere spalle al muro chi lo ascoltava, costringerlo a fare i conti non tanto con i film presi in esame quanto piuttosto col loro significato sociale, con ciò che in quel film era sotteso e che il mercato Audiovisivo e la società tutta provava a insabbiare, a rendere merce.
“Se guardate i film con gli zombie solo perché si mangiano le budella non avete capito un cazzo”, la realtà era invece una fotografia della società, in altre parole “gli zombie siamo noi”.
Federico non aveva soltanto chiaro che il Cinema è uno strumento di critica sociale, ma provava anche a responsabilizzare il pubblico in sala, criticando inoltre la nuova distribuzione delle piattaforme audiovisive (come Netflix) che invece prova ad appiattire il Cinema ad un passatempo, un intermezzo tra un impegno e l’altro da vivere da soli e non con la collettività.
Insomma, il Cinema non è “arte per l’arte” ma è uno strumento per sensibilizzare a ciò che accade fuori: “arrabbiatevi perché vi tolgono la pensione, la sanità, i diritti sul lavoro”. Noi in questo ci ritroviamo, a 360 gradi.
Dedicheremo quindi la prima serata della Seconda edizione di Cinema Sommerso a Federico, per ricordarlo e cogliere il suo esempio.
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