Frusciante è arrivato – per nostra fortuna – su queste pagine esattamente 13 anni fa. Un'era geologica, letteralmente. Rispetto al 2013 è cambiato tutto, il più in peggio.
L'arte cinematografica non fa eccezione, anzi, e Frusciante lo ha sempre raccontato con doti da critico non convenzionali. Quindi, fuori la mise da intellettuale post-tutto col mignolino alzato e il vocabolario forbito per trovare infiniti modi di inculcare nella mente del pubblico che gli ultimi 30 anni hanno visto realizzarsi il migliore dei mondi possibili, e dentro una concezione dell'arte come linguaggio politico e sociale con cui decifrare il Mondo e la Vita.
Insomma, materialismo, in un universo, quello dell'arte, talmente ripiegato sulla propria autoreferenzialità da divenire, parafrasando Hobsbawm, avanguardia della crisi borghese, che di questo passo ci esploderà in faccia come un petardo, forse atomico...
Federico è morto troppo presto, ma ha lasciato tantissimo. Lo si evince dai commenti sparsi in rete da persone comuni – come chi scrive – rimaste segnate e influenzate indelebilmente dall'intensità della sua passione per cinema e musica.
Per merito suo, sono convinto, in molti avranno anche speso una riflessione sullo sviluppo contraddittorio dell'industria dell'intrattenimento, solcata da anime progressiste, a tratti rivoluzionare, ed oggi approdata alla conservazione monopolistica della concentrazione dei capitali operata dalle grandi piattaforme, che proliferano in modo parassitario sulla nostalgia per un el dorado che appare tale perchè non è stato vissuto da chi lo rimpiange.
Federico avrebbe potuto dire ancora molto. Certamente, quello che ha detto ha prodotto una crescita in quanti lo hanno incrociato.
Grazie Federico, ci mancherai.
PS: continueremo a caricare i video di Frusciante fino a quando non li esauriremo, ma pure fino a quando ci garberà farlo.

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