Presentazione
Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
27/08/2026
Chi è Brad Parscale, il fabbricatore di bot & troll fascisti e filo-israeliani
Che sia in Argentina, Cile, Brasile o Honduras, un piccolo gruppo di attivisti dedicati alla consulenza elettorale e politica ha stabilito reti sfumate in cui il legale e l’illegale si intrecciano e in cui l’accumulo di potere nell’ombra viene usato, per lo più, per lo sviluppo di attività criminali e per la consumazione di crimini indicibili.
In tutti i casi, colui che si trova al centro nevralgico di questa rete underground è Brad Parscale, che i suoi seguaci considerano il principale “guru digitale” dell’estrema destra.
Originario di Topeka, Kansas, e con una laurea in studi finanziari internazionali presso la Trinity University, nel 2012 Parscale, fino ad allora un operatore digitale sconosciuto, si è aggregato alla famiglia Trump come progettista dei siti dei suoi vari prodotti aziendali.
Ma è stato nel 2016 che ha ottenuto la sua consacrazione contribuendo a trasformare la piattaforma pubblicitaria di Facebook grazie a un’iniziativa di micro-segmentazione tra diversi tipi di pubblico, una mossa strategica per promuovere la vittoria elettorale di Donald Trump.
Per raggiungere il suo obiettivo, Parscale non esitò a rivolgersi ai servizi di Cambridge Analytica, una società responsabile della fuga informatica di milioni di dati su potenziali elettori che, unita a una campagna sporca di bugie, distorsioni, pubblicità fuorvianti e accuse false, sarebbe diventata un modus operandi per lo sviluppo di future strategie elettorali iper-tecnologiche affrontate dall’estrema destra in tutto il pianeta.
Sulla base del successo politico del 2016, Parscale ha assunto il ruolo di responsabile della campagna per la rielezione di Trump nel 2020; tuttavia, sarebbe stato licenziato pochi mesi dopo.
Non più in diretto contatto con l’attuale presidente, sebbene lo abbia fatto con diversi leader della gioventù trumpiana, Parscale si è poi dedicato a costruire un conglomerato digitale, nella percezione che la politica non significhi più solo persuadere gli elettori, ma si concentri anche sul padroneggiare gli algoritmi che determinano ciò che le persone vedono e ciò in cui possono credere.
Nel settembre 2025, l’ex consigliere di Trump è stato nuovamente arruolato quando, tramite la sua azienda, Clock Tower X, è stato assunto per ripulire l’immagine del governo israeliano, severamente criticato a livello globale per le sue azioni a Gaza dopo gli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023.
Sebbene la campagna fosse ufficialmente mirata a combattere l’aumento dell’antisemitismo online, in realtà lo scopo era impedire ai giovani conservatori di rivoltarsi contro Israele, in un processo che è peggiorato, soprattutto dalla recente guerra degli Stati Uniti contro l’Iran in poi.
Secondo il Wall Street Journal, il contratto da 45 milioni di dollari includeva l’emissione di milioni di messaggi di testo generati dall’intelligenza artificiale e inviati ai telefoni cellulari statunitensi da un gruppo chiamato “Friends for Peace”.
L’operazione è stata condotta tramite un gruppo di media e agenzie di PR interconnesse, tutte gestite da Parscale e supportate da influencer dell’ecosistema conservatore di destra che, sui loro social media, dovevano colpire i giovani con un linguaggio specifico nei post relativi a Israele.
Secondo la rivista Time, l’azienda di Parscale produrrebbe 100 contenuti originali al mese, con almeno l’80% che prenderebbe di mira la “Gen Z” su TikTok, Instagram, YouTube e podcast.
Parscale ha promesso che l’iniziativa avrebbe generato almeno 50 milioni di impressioni digitali al mese, oltre a influenzare il modo con cui strumenti di IA come ChatGPT di OpenAI, Claude di Anthropic e Gemini di Google hanno caratterizzato Israele e la sua politica a Gaza.
La spina dorsale da cui si è strutturata tutta questa operazione mediatica era Salem Media Network e i suoi “canali di distribuzione allineati”: una vasta società di trasmissione ed editoria conservatrice di orientamento cristiano, dove Parscale ricopre il ruolo di chief strategy officer.
Altre aziende di sua proprietà o che lui stesso aveva creato, come Campaign Nucleus e Influenceable, avrebbero avuto la responsabilità di penetrare direttamente nei giovani ospiti di ultradestra di Trump. Ma, finora, non sembra che la missione di Parscale abbia avuto successo.
Secondo il Pew Research Center, l’opinione positiva sia su Israele che su Netanyahu è in calo dal 2025: solo il 32% degli americani ora ha un’opinione favorevole del governo israeliano, il livello più basso degli ultimi decenni.
La tendenza si approfondisce ancora di più quando, secondo lo stesso studio, i repubblicani sotto i 30 anni hanno opinioni simili sia sugli israeliani che sui palestinesi, il che rappresenta un cambiamento radicale rispetto a quanto avvenuto qualche anno fa, quando erano molto più propensi a favorire i primi.
In un momento di crescente giudeofobia negli Stati Uniti, che cresce dal 2023, il sostegno della Casa Bianca a Israele è stato anche una delle principali cause della crisi che il finora inespugnabile movimento MAGA sta iniziando a soffrire nelle ultime settimane, e che si sta frammentando a causa dell’emergere di un nuovo settore critico nei confronti del coinvolgimento degli Stati Uniti nei conflitti esterni, come quello che si svolge da sei mesi contro l’Iran, ancora senza una soluzione chiara in vista.
Dalle sue basi a Washington e Miami, e senza trascurare i suoi affari con governi come Israele, Parscale credeva anche nella possibilità di erigere governi autoritari e anti-popolari sulla scena latinoamericana.
In generale, con collaboratori di basso rango e legato al Dipartimento di Stato guidato da Marco Rubio e ai leader repubblicani della Florida, Parscale ha fatto appello alla sua conoscenza oscura per contribuire a rovesciare le alternative progressiste e a sostituirle con figure costruite nei laboratori politici dell’ultra-destra, come Jair Bolsonaro, Javier Milei, Nasry Asfura e Rodrigo Paz, il presidente boliviano che aveva proprio Cerimedo come principale consigliere e che oggi dimostra che colui a cui ha dato tutti i benefici e privilegi per i suoi presunti contatti con Washington è lo stesso soggetto che potrebbe causare la sua drammatica uscita dal potere in un mandato non troppo lontano.
Come pubblicato su The New Yorker, l’espressione di Tara McGowan, consulente democratica e consigliera di Hillary Clinton, è stata dedicata a Parscale dopo le elezioni del 2016, ma potrebbe riferirsi a Fernando Cerimedo o a qualsiasi altro consulente “star” dell’estrema destra: “Non devi essere un genio per avere un impatto enorme. Non devi nemmeno infrangere le regole. Una persona comune, con abbastanza tempo, denaro e supporto, può usare Facebook per aiutare un demagogo a vincere un’elezione nazionale”.
Note
1) Fernando Cerimero è accusato aver pianificato l’omicidio della sua fidanzata, Nadia Beller, con l’aiuto di due sicari. È molto più di un brutale tentativo di femminicidio. Dal suo arresto si è aperta un vaso di Pandora che mostra il fondatore di La Derecha Diario, per ora dietro le sbarre, come un esponente di politiche di cui ha beneficiato non solo Javier Milei in Argentina. I suoi servizi si sono infatti estesi in Perù, Cile, Honduras, Bolivia e Brasile. Cerimedo è uno dei collegamenti che collegano l’estrema destra regionale. “L’uomo MAGA in America Latina“, lo ha definito The Economist lo scorso dicembre.
Fonte
07/06/2026
Le nuove aziende israeliane per manipolare ChatGPT e Claude
Brad Parscale è stato il capo della campagna elettorale di Donald Trump nel 2020. Oggi gestisce diverse aziende di comunicazione digitale ed è direttore strategico di Salem Media Group, un grande conglomerato mediatico conservatore americano che ospita commentatori di punta della destra, figure paragonabili, per capirci, ai soliti opinionisti che negano il genocidio palestinese o minimizzano i bombardamenti in Libano nei salotti televisivi italiani.
Il governo israeliano ha assoldato Parscale per condurre una vasta operazione di influenza tra i conservatori americani, in particolare tra i giovani evangelici, una fascia demografica sempre più critica verso Israele.
Il dato che preoccupa Tel Aviv è inequivocabile: il 57% dei repubblicani tra i 18 e i 49 anni ha oggi un’opinione sfavorevole di Israele, secondo un sondaggio Pew del marzo 2026.
Per invertire questa tendenza, come ho già scritto su questa pagina, il governo Netanyahu ha più che quadruplicato il proprio budget per la “diplomazia pubblica”: da 150 milioni di dollari nel 2025 a 730 milioni nel 2026.
L’inchiesta pubblicata da The Intercept dal titolo “Ex-Trump Campaign Chief Funneled Millions of Israeli Government Money to His Longtime Allies’ Companies” ha svelato nuove aziende, finora sconosciute, che lavorano per condurre questa operazione.
Una di loro è la SparkFire Technologies, azienda di chatbot basati sull’intelligenza artificiale, che ha ricevuto la fetta più consistente dei fondi israeliani canalizzati da Parscale.
Il suo sistema, chiamato “flywheel”, letteralmente “volano”, è progettato per operare su scala industriale mantenendo l’apparenza di una conversazione personale. Funziona in più fasi:
1. Primo contatto. Il bot raggiunge l’utente via SMS, presentandosi come rappresentante di un’organizzazione per la pace. Il messaggio iniziale è calibrato per sembrare spontaneo, un’apertura di dialogo. L’utente non sa di stare ricevendo un messaggio automatizzato, né che dietro c’è un contratto con il governo israeliano.
Conversazione adattiva. Una volta che l’utente risponde, l’IA analizza il tono, le parole usate, le eventuali obiezioni. Non replica con un messaggio preconfezionato, ma genera una risposta su misura: più empatica se l’utente è diffidente, più informativa se sembra curioso, più emotiva se sembra coinvolto. È questa capacità di adattamento in tempo reale che distingue SparkFire da un semplice chatbot di risposta automatica.
2. Inserimento dei contenuti. Nel corso della conversazione, il bot inserisce link a siti web e video prodotti da Parscale per conto di Israele, presentati come fonti indipendenti. Uno di questi è il canale YouTube “Allies for Peace”, che arriva a sostenere che le immagini delle sofferenze a Gaza siano state fabbricate.
3. Raccolta dati. Ogni conversazione viene analizzata e archiviata. SparkFire costruisce un profilo dell’utente: quanto è ricettivo, quali argomenti funzionano, quali no, usando questi dati per affinare i messaggi successivi, sia verso quello stesso utente che verso persone con caratteristiche simili. Chi non è stato persuaso al primo contatto diventa il bersaglio di un approccio più mirato.
4. Il ciclo si autoalimenta. I dati raccolti migliorano il sistema, che diventa più efficace, e raccoglie dati migliori. È questo il senso del termine “flywheel”: un meccanismo che, una volta avviato, accelera da solo.
Il risultato dichiarato (45% di tasso di “conversione”) va letto in questo contesto. Non si tratta di persone che hanno visto un annuncio e hanno cambiato idea, ma di persone che hanno avuto quella che credevano fosse una conversazione autentica con un essere umano, su un tema emotivamente sensibile, condotta da un sistema progettato per trovare e premere i tasti giusti.
La scala potenziale è enorme: SparkFire dichiara di poter raggiungere milioni di persone. Con 6 milioni di dollari di fondi israeliani a disposizione, e un sistema che si autoaffina a ogni interazione, l’operazione ha tutte le caratteristiche di una campagna di persuasione di massa: invisibile, personalizzata e attribuibile, almeno in apparenza, a nessuno.
I siti web e i video pro-Israele creati per questa iniziativa sono pensati anche per influenzare piattaforme di intelligenza artificiale come ChatGPT e Claude che raccolgono contenuti da internet.
I siti web di Parscale includono una dichiarazione legale che indica che sono stati creati per conto del governo israeliano. Per identificare il collegamento con la propaganda pro-Israele a pagamento, gli utenti di ChatGPT e Claude dovrebbero chiedere al chatbot le fonti, cliccare sui link ai siti di Parscale e scorrere fino in fondo alle pagine per vedere che stanno ricevendo informazioni da un contractor di Israele.
È una forma di inquinamento delle fonti con caratteristiche uniche: è scalabile e automatizzata, difficile da rilevare, e ha effetti duraturi. A differenza di un annuncio che scompare, i contenuti web restano e continuano a influenzare i modelli nel tempo.
Il paese che usa l’IA più di tutti al Mondo
L’operazione Parscale va letta insieme a un dato strutturale che la rende ancora più significativa: Israele è il paese al mondo che usa l’intelligenza artificiale più intensamente, secondo l’indice di utilizzo pubblicato da Anthropic stesso, la società che produce Claude, uno dei principali chatbot mondiali.
Con un punteggio di 4,9x (dove 1x rappresenta l’utilizzo “atteso” in proporzione alla popolazione attiva) Israele supera Singapore (4,19x), gli Stati Uniti (3,69x) e tutti gli altri paesi misurati.
Il 95% dei lavoratori tech israeliani usa l’IA regolarmente, il 78% ogni giorno. Il paese conta 342 startup di IA generativa che hanno raccolto complessivamente oltre 20 miliardi di dollari.
In altre parole: il governo israeliano non sta solo usando l’IA per fare propaganda, ma sta operando in un ecosistema in cui l’IA è già infrastruttura nazionale, compresa e padroneggiata meglio che altrove.
Chi ha progettato questa operazione sa esattamente come funzionano questi sistemi, come vengono addestrati e come influenzarli.
È un’operazione costruita da chi vive nell’IA ogni giorno. E si vede.
Fonti
1. The Intercept: “Ex-Trump Campaign Chief Funneled Millions of Israeli Government Money to His Longtime Allies’ Companies” (28/05/2026)
2. AI News: “Israele ha pagato l’ex stratega digitale di Trump per modellare la narrativa dell’AI in suo favore” (06/05/2026)
3. ICT Security: “Brad Parscale, Israele e l’AI: il contratto da 9 milioni per orientare le risposte di ChatGPT, Claude e Gemini” (30/04/2026)
4. ITA: “IA: Israele leader nell’uso di Claude, ma resta il nodo degli investimenti” (21/04/2026)
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