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19/03/2025

La UE vuole mettere le mani sui risparmi dei conti correnti per finanziare il riarmo

Oggi la Commissione Europea presenta l’Unione dei Risparmi e degli Investimenti (SIU, nell’abbreviazione inglese), una delle “riforme” con cui a Bruxelles vogliono fare importanti passi avanti nell’integrazione comunitaria. Ovviamente, è nella millantata necessità del riarmo che è stata trovata la leva per spingere sull’avanzamento del progetto europeo.

Nel Libro bianco sul futuro della Difesa Europea viene esplicitamente scritto che “l’Unione dei risparmi e degli investimenti aiuterà a incanalare ulteriori investimenti privati verso il settore della difesa”. Alla ricerca dei fondi per finanziare le promesse fatte da von der Leyen – gli 800 miliardi –, la Commissione è chiamata a trovare il modo di mettere le mani sui risparmi delle famiglie.

Cosa significa concretamente? Si tratta di un documento che elenca 19 misure funzionali a creare, da qui alla fine del 2026, questa SIU, attraverso la quale si vuole “migliorare il modo in cui il sistema finanziario dell’UE incanali i risparmi verso gli investimenti produttivi”. Che, nella prospettiva per cui la crisi vuole essere risolta con l’economia di guerra, significa verso il complesso militare-industriale.

È stato calcolato che ci sono all’incirca 10 mila miliardi sui conti correnti di tante famiglie e piccoli risparmiatori, e l’idea è di trovare il modo di spingerli a essere trasformati in capitale di rischio e investimento, per sostenere i piani UE. Un dibattito che va avanti da almeno un anno e che si inserisce nelle raccomandazioni delineate nei rapporti curati da Letta e Draghi.

Infatti, vi sono importanti impedimenti alla circolazione dei capitali tra i paesi membri, con un valore delle barriere che è stimato dal FMI nel 100% delle transazioni effettuate, riporta Panorama. Se l'UE vuole diventare un attore autonomo della competizione globale, allora deve risolvere questa situazione.

Nel testo, che viene presentato oggi e che approderà immediatamente all’Eurosummit, ma la cui bozza è stata visionata e commentata dall’ANSA, viene scritto che “circa il 70% dei risparmi al dettaglio dell’UE è attualmente detenuto sotto forma di depositi bancari, mentre solo il 30% è detenuto sotto forma di strumenti del mercato dei capitali”.

Una riorganizzazione che può essere definita un po’ ‘all’americana‘ e un po’ ‘mussoliniana‘, se ripensiamo all’iniziativa ‘Oro alla patria‘. Con essa si assisterà a una forte finanziarizzazione del mercato dei risparmi faticosamente messi da parte dalle famiglie – che solo in Italia valgono 2.220 miliardi, anche se erosi dall’inflazione –, dandoli in pasto agli istituti della grande speculazione finanziaria.

Ma c’è di più. Nella comunicazione si legge che “la Commissione adotterà misure entro il terzo trimestre del 2025 per aiutare gli Stati membri a promuovere l’adozione di conti di risparmio e di investimento basati sulle migliori pratiche esistenti”. Il principale operatore continentale per questo tipo di strumenti è la banca svizzera UBS.

Ma subito dopo, tra le maggiori Società di Gestione del Risparmio (SGR), ci sono Crédit Agricole, Allianz, Amundi, Deutsche Bank. Tutti colossi francesi e tedeschi, che possiamo immaginare saranno anche coloro che guadagneranno di più da queste “trasformazioni”. Sarà dunque interessante vedere anche come ciò impatterà sulla dinamica centro-periferia su cui è stata costruita fino a oggi la UE.

Bisogna anche sottolineare che qualche giorno fa è stato lanciato un Exchange-Traded Fund (ETF) per le industrie delle armi esclusivamente europee. Si tratta in sostanza di un fondo di investimento legato a un indice di titoli, che permette agli investitori di fare il proprio lavoro senza dover scegliere i singoli ‘cavalli’ su cui scommettere.

Al 13 marzo 2025, questo indice – il WisdomTree Europe Defence UCITS – includeva 20 società con una capitalizzazione complessiva di 630 miliardi di dollari. Il peso relativo nel portafoglio dell’ETF vede al primo posto Rheinmetall (18,6%), seguita poi dall’italiana Leonardo (15,4%).

Insomma, per riassumere, la UE si prepara a gonfiare un’enorme bolla finanziaria con i nostri risparmi, in pratica legando le nostre condizioni materiali al sostegno della deriva bellicista. In questo modo, Bruxelles nutre i propri obiettivi strategici, che oggi vanno coincidendo con quelli del riarmo, della Difesa Europea e dell’economia di guerra.

Nel frattempo, provano a rafforzare il progetto comunitario e il drenaggio di risorse verso il core business europeo. Un sistema che unisce le ambizioni degli imperialisti europei con la corsa sul piano inclinato della guerra. Questo è l’orizzonte contro cui dobbiamo prepararci a lottare.

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08/12/2024

Tassi alle stelle sui prestiti, rasoterra sui risparmi: speculazione da manuale

Una recente analisi del Centro studi di Unimpresa ha evidenziato di nuovo (lo avevano già fatto altri istituti, lo aveva fatto Bankitalia) come le banche si siano avvantaggiate degli altri tassi stabiliti dalla BCE, non facendo crescere la remunerazione dei risparmi allo stesso modo degli interessi richiesti su prestiti e mutui.

Il sistema bancario italiano ha segnato utili record dal 2021 a oggi, con una previsione per i profitti del 2024 appena sopra i 50 miliardi di euro, più del triplo rispetto a tre anni prima. È chiaro che un ruolo centrale l’ha avuto la forbice apertasi tra tassi di finanziamento e tassi sui depositi.

È stato calcolato che nei bilanci bancari, il margine di interesse ha subito un incremento medio nel 2023 del 30%. È facile capire da che tipo di speculazione vengono per lo più i 132 miliardi di profitti del periodo che va dal 2021 al 2024, innanzitutto per l’evidente accordo tra gli istituti di mantenere bassa la remunerazione ed evitare di farsi concorrenza.

Mentre i tassi per i mutui variabili hanno raggiunto punte del 6%, e i finanziamenti alle imprese addirittura del 7%, la remunerazione dei conti correnti con saldi inferiori fino ai 250 mila euro si è attestata tra lo 0,15% e lo 0,35%. In pratica, non compensava nemmeno l’inflazione e la perdita di valore del denaro.

Solo i depositi superiori ai 250 mila euro hanno potuto raggiungere una remunerazione leggermente più alta, che in media non supera lo 0,72%, ma ha anche picchi oltre l’1,5%. Insomma, ecco la beffa per cui chi già vantava risparmi considerevoli è anche quello che ha ricevuto di più nei giochi bancari di questi anni.

La differenza di remunerazione segue addirittura le stesse disuguaglianze sociali del paese, con una netta differenza tra i tassi garantiti al nord e quelli garantiti al sud. È la stessa Unimpresa che scrive che ci troviamo di fronte a “un sistema che penalizza strutturalmente le fasce di risparmio più basse”.

Il suo vicepresidente, Giuseppe Spadafora, ha commentato: “la forbice dei tassi, oggi ai livelli più alti degli ultimi decenni, è diventata un sistema per arricchire gli azionisti, mentre i correntisti vengono trattati come clienti di serie B”. In pratica, parliamo della maggioranza della popolazione a cui vengono drenate ricchezze a vantaggio di una ristretta minoranza.

Minoranza che non ha nessuna intenzione di investirle, quelle ricchezze. Perché se è vero che anche il finanziamento alle imprese ha avuto tassi molto alti, un recente studio della Sapienza ha mostrato come “le società industriali non hanno ampliato l’indebitamento, non già per ‘scarsità del credito’ come troppo spesso si dice con superficialità, quanto piuttosto per disaffezione al rischio d’impresa”.

In questo sistema si vedono solo falle e contraddizioni non risolvibili. È giunto il momento che si identifichi il problema nelle sue fondamenta.

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14/12/2023

Italia - Il ministero pubblica l’elenco delle località per i depositi di scorie radioattive

Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato sul proprio sito l’elenco delle 51 aree dove realizzare in Italia il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e il Parco Tecnologico, al fine di permettere lo “stoccaggio in via definitiva dei rifiuti radioattivi di bassa e media attività”. Saranno coinvolte sei regioni. Quattro tra Meridione e isole, una nel centro Italia e una nel nord-ovest.

La Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) è stata elaborata dalla società Sogin. “La Carta Nazionale delle aree idonee – spiega il Ministero per l’Ambiente – individua 51 zone i cui requisiti sono stati giudicati in linea con i parametri previsti dalla Guida tecnica Isin, che recepisce le normative internazionali per questo tipo di strutture”.

“Gli enti territoriali le cui aree non sono presenti nella proposta di Cnai, nonché il ministero della difesa per le strutture militari interessate, possono entro trenta giorni dalla pubblicazione della Carta, presentare la propria autocandidatura a ospitare il Deposito nazionale e il Parco tecnologico e chiedere al Mase e alla Sogin di avviare una rivalutazione del territorio stesso, al fine di verificarne l’eventuale idoneità”, si legge nella nota del Ministero.

Nell’elenco pubblicato dal ministero le regioni interessate allo stoccaggio dei depositi delle scorie radioattive sono sei.

In Basilicata le aree individuate sono (MT-1 Matera Montalbano Jonico, MT-2 Matera Montalbano Jonico, MT-3 Matera Matera, MT-15 Matera Bernalda, MT-16 Matera Bernalda Montescaglioso, MT_PZ-6 Matera, Potenza Genzano di Lucania Irsina, PZ-8 Potenza Genzano di Lucania, PZ-9 Potenza Genzano di Lucania, PZ-13 Potenza Genzano di Lucania, PZ-14 Potenza Genzano di Lucania).

Altre quattro sono state localizzate al confine tra Basilicata e Puglia (BA_MT-4 Bari, Matera Altamura Matera, BA_MT-5 Bari, Matera Altamura, Matera, TA_MT-17 Matera, Taranto Laterza, Matera, TA_MT-18 Matera, Taranto Laterza, Matera).

Ben ventuno aree sono state individuate nel Lazio (VT-8 Viterbo Montalto di Castro VT-9 Viterbo Canino, Cellere, Ischia di Castro VT-11 Viterbo Soriano nel Cimino, Vasanello, Vignanello, VT-12 Viterbo Corchiano, Vignanello, VT-15 Viterbo Corchiano, Gallese, VT-16 Viterbo Corchiano, VT-20 Viterbo Gallese, Vignanello, VT-24 Viterbo Canino, Montalto di Castro, VT-25 Viterbo Tarquinia, Tuscania, VT-26 Viterbo Canino, VT-27 Viterbo Canino, Montalto di Castro, VT-28 Viterbo Arlena di Castro, Tuscania, VT-29 Viterbo Ischia di Castro, VT-30_A Viterbo Arlena di Castro, Piansano, Tuscania, VT-30_B Viterbo Piansano, Tuscania, VT-31 Viterbo Tuscania, VT-32_A Viterbo Arlena di Castro, Tessennano, Tuscania, VT-32_B Viterbo Arlena di Castro, Tuscania, VT-33 Viterbo Tessennano, Tuscania, VT-34 Viterbo Canino, VT-36 Viterbo Montalto di Castro).

Cinque aree saranno in Piemonte (AL-1 Alessandria Bosco Marengo, Novi Ligure, AL-3 Alessandria Alessandria, Oviglio, AL-8 Alessandria Alessandria, Quargnento, AL-13 Alessandria Castelnuovo Bormida, Sezzadio, AL-14 Alessandria Fubine Monferrato, Quargnento), 1 in Puglia (BA-5 Bari Gravina in Puglia).

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