Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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06/06/2024

I rischi inaccettabili di una guerra nucleare, “spiegati bene”

Una lezione di un’ora e mezza di Massimo Zucchetti.

Questa lezione è la più brutta fra quelle che devo fare ogni anno. In realtà per i miei allievi ingegneri energetici e nucleari della Laurea magistrale al Politecnico andiamo avanti ben più di un’ora e mezza, ma ho deciso di divulgarne questa versione per il pubblico.

Sono un professore di Impianti Nucleari al Politecnico di Torino. La mia materia principale è la Protezione dalle Radiazioni.

Dato che trovo irresponsabile e atroce che – recentemente – più di un governante parli di una guerra nucleare come un’opzione sì estrema, ma possibile e praticabile, ho ritenuto necessario trasmettere e mettere a disposizione del pubblico le mie conoscenze di (purtroppo) esperto nel settore.

Provo a raccontarvela io, per ribadire come l’uso di bombe atomiche, piccole, grandi, russe, cinesi, americane, francesi, inglesi non è MAI concepibile, per NESSUN motivo.

Non c’è bisogno di essere studenti universitari, per seguirmi: basta avere un po’ di basi di chimica e fisica, oltre che una grande pazienza.

LA VISIONE DI QUESTA LEZIONE NON È CONSIGLIABILE PER I MINORI o per le persone impressionabili, perché vengono mostrate e discusse molte foto orribili di pazienti affetti da patologie orribili. Non so quanto resisterà su YouTube, perché potrebbe essere cancellata in ogni momento per questi motivi.

Ma dovevo farlo. Dovevo spiegarlo a tutte le persone decenti, in quale inferno hanno intenzione di accompagnarci i “Masters of War” che sono al potere oggi in Europa. Con cosa giocano, che cosa mettono sul piatto come “giusto prezzo da pagare” quando aprono bocca.


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25/08/2023

Fukushima. Iniziato lo sversamento in mare. Proteste in Corea del Sud e Cina

Intorno alle 6 di questa mattina è iniziato il rilascio delle acque radioattive della centrale nucleare di Fukushima. Ad annunciarlo è la Tepco – l’azienda che gestisce la centrale nucleare distrutta nel 2011 – specificando che il rilascio sarebbe stato interrotto se fossero state rilevate anomalie.

L’acqua sarà inizialmente rilasciata in porzioni più piccole e con controlli supplementari, con un primo scarico per un totale di 7.800 metri cubi in circa 17 giorni a partire da oggi, ha dichiarato la Tepco.

Il piano di rilascio in mare delle acque di Fukushima, è stato approvato dal governo giapponese e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, che il mese scorso ha dichiarato che il rilascio è conforme agli standard di sicurezza internazionali e avrebbe un “impatto radiologico trascurabile per le persone e l’ambiente”. Ma questa versione non ha convinto affatto molte comunità giapponesi né gli altri paesi che si affacciano sul Pacifico. L’organizzazione ecologista Greenpeace parla di uno “scempio”.

È stato così avviato un processo di rilascio delle acque contaminate stoccate nella centrale che continuerà per diversi decenni e che continua a suscitare proteste sia in Giappone che in Corea del Sud e Cina.

La protesta più clamorosa è avvenuta nella Corea del Sud dove 16 persone sono state arrestate per aver tentato di entrare nell’ambasciata giapponese a Seul durante una manifestazione per denunciare lo scarico in mare dell’acqua di Fukushima.

Il gruppo di manifestanti, composto per lo più da giovani, ha raggiunto l’ottavo piano, dove si trova l’ambasciata, e ha appeso striscioni di condanna del rilascio dell’acqua di Fukushima in mare. “Il mare non è la pattumiera del Giappone”, recitava uno degli striscioni. “Smettete subito di rilasciare acqua contaminata”.

Un ufficiale di polizia della stazione di polizia di Jongno, nella capitale, ha detto che 16 persone sono state arrestate con l’accusa di violazione di domicilio, e di aver cercato di entrare nell’ambasciata.

In Corea del Sud a luglio si erano svolte manifestazioni anche contro l’Aiea che ha dato il via libera allo sversamento in mare delle acque contaminate. Durante la visita a Seul del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) Rafael Grossi, il gruppo Azione collettiva contro lo scarico di acqua radioattiva nell’oceano da parte del Giappone si è riunito in piazza Gwanghwamun per la sua quarta “giornata di azione nazionale”, chiedendo al Giappone di stoccare l’acqua irradiata dalla centrale nucleare di Fukushima sulla terraferma invece di rilasciarla nell’oceano.

La Cina, che per protesta aveva convocato l’ambasciatore giapponese, intanto ha sospeso le importazioni di tutti i “prodotti ittici” dal Giappone a causa del rilascio di acque reflue dalla centrale nucleare di Fukushima nell’Oceano Pacifico.

“Al fine di prevenire in modo completo i rischi per la sicurezza alimentare derivanti dalla contaminazione radioattiva causata dallo scarico in mare delle acque reflue nucleari di Fukushima, proteggere la salute dei consumatori cinesi e garantire la sicurezza degli alimenti importati, l’Amministrazione generale delle dogane ha deciso di sospendere completamente l’importazione di prodotti acquatici originari del Giappone dal 24 agosto 2023, compresi gli animali acquatici commestibili”, scrive in una nota l’autorità doganale cinese.

Il Financial Times rivela che il Giappone si era ben guardato dall’annunciare lo sversamento delle acque della centrale di Fukushima in occasione del vertice anticinese a tre con Usa e Corea del Sud, soprattutto per non guastare le relazioni con Seul. Passato il vertice si è dato il via libera all’operazione.

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24/08/2023

Le radiazioni Nato fanno bene alla salute

Il governo giapponese ha deciso di riversare in mare ben un milione e trecentomila tonnellate di acqua radioattiva proveniente dalla centrale di Fukushima.

È il più grande inquinamento atomico del pianeta dopo quello di Chernobyl. Con la differenza che quello giapponese non è un incidente, ma il frutto di una decisione politica.

Questo nuovo disastro ambientale, scioccamente minimizzato dalla AIEA, chiarisce definitivamente che chi propone il nucleare pulito, o non sa di che parla, o è in malafede. Non esiste il nucleare pulito, esiste solo il calcolo delle probabilità su quando, come e dove potrebbe capitare il prossimo disastro.

Ma c’è dell’altro.

Immaginate se questo avvelenamento atomico l’avessero compiuta la Cina o la Russia. Tutti i governi occidentali, tutti i nostri mass media, avrebbero condannato con suprema indignazione l’attentato al pianeta, considerandolo frutto di regimi iniqui e in definitiva del comunismo.

Invece per il governo giapponese, primo alleato della NATO, c’è comprensione e persino condivisione.

Si sa che la maggioranza dell’umanità accusa i governi occidentali di usare due pesi e due misure per ogni evento mondiale. Le guerre, le aggressioni, i golpe, gli assassini a nome e per conto dell’Occidente sarebbero giusti, quelli degli altri no.

Ora abbiamo anche la doppia misura nei danni da radiazioni atomiche. Quelle della NATO e dei suoi alleati non sono dannose; vedrete anzi che alcuni centri studi liberali finiranno per sostenere che esse facciano bene alla salute.

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18/08/2018

Giappone - Immigrati e senzatetto usati per sgomberare macerie radioattive di Fuskushima

Un documento dell’Onu rivela una realtà agghiacciante. Decine di migliaia di lavoratori impegnati nell’opera di decontaminazione della centrale nucleare Fukushima-1 potrebbero essere stati ingannati sui pericoli di esposizione alle radiazioni e quindi aver corso un rischio vitale.

Il duro j’accuse è arrivato da un comunicato congiunto di tre “rapporteur” speciali delle Nazioni Unite incaricati di analizzare le condizioni di lavoro presso la struttura giapponese teatro del peggiore incidente nucleare dai tempi di Chernobyl. “Tra i lavoratori ingaggiati per decontaminare Fukushima ci sono lavoratori migranti, richiedenti asilo, senza tetto”, hanno scritto in un comunicato congiunto i tre esperti Onu. “Siamo profondamente preoccupati sul possibile sfruttamento con l’inganno riguardo i rischi di una possibile esposizione alle radiazioni, sulla possibile costrizione nell’accettare condizioni di lavoro pericolose a causa di una situazione economica precaria e l’adeguatezza dell’addestramento e delle misure protettive”. Inoltre, gli estensori del rapporto hanno dichiarato di essere “preoccupati per l’impatto che l’esposizione alle radiazioni potrebbe aver avuto sulla loro salute fisica e mentale”.

Secondo dati forniti dal ministero della Sanità, Lavoro e Welfare, i lavoratori impiegati a Fukushima sono stati 46.386 nel solo 2016. In cinque anni fino al 2016, in tutto sono stati 76.951 i lavoratori impiegati. “Le persone più a rischio di esposizione per le sostanze tossiche sono quelle più vulnerabili allo sfruttamento: i poveri, i bambini e le donne, i migranti, le persone con disabilità e i lavoratori anziani”, hanno detto ancora gli esperti Onu. “Essi – hanno proseguito – sono spesso esposti a una miriade di abusi, costretti a una scelta aberrante tra la loro salute e il reddito, e la loro situazione rimane invisibile ai consumatori e ai policymaker che potrebbero intervenire”.

I tre estensori del rapporto sono Baskut Tuncak, che si occupa di gestione ambientale e delle sostanze tossiche e che dovrà presentare un rapporto su Consiglio dei diritti umani Onu; Urmila Bhooola, esperta di forme di schiavismo contemporaneo; Dainius Puras, che si occupa di diritto alla salute fisica e mentale. L’Ufficio del rappresentante giapponese presso la sede delle Nazioni unite a Ginevra ha reagito alle accuse arrivate dai rapporteur in maniera dura. “E’ deplorevole che, nonostante la sincerità mostrata dal governo, i rapporteur speciali abbiano rilasciato una dichiarazione così unilaterale”, ha commentato l’ufficio. “Agitando ansia inutile – ha continuato – oltre a suscitare confusione, si può ulteriormente provocare sofferenza nelle persone delle aree colpite”.

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