Presentazione


Analisi, opinioni, fatti e (più di rado) arte da una prospettiva di classe.
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01/02/2022

Il vaccino cubano funziona, ma non è “euro-atlantico”

Il vaccino cubano, Soberana, costa 6 euro a fiala, è sicuro ed efficace. Cuba è stato il primo paese a somministrare il siero anche ai bambini tra i due e i cinque anni. Perché non lo utilizziamo anche noi?

Questa la domanda posta ormai anche da Report. La risposta dei governi neoliberisti occidentali è nota, anche se implicita: “dobbiamo garantire i profitti delle Big Pharma occidentali, mica occuparci della salute della popolazione”.

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25/12/2021

“Soberana”, la sfida di Cuba al Covid-19

Il racconto della sfida di un popolo alla pandemia e della resistenza ai 60 anni di blocco economico e politico da parte degli USA.

L’Unione Sindacale di Base prosegue il suo impegno solidale con il popolo Cubano con questo materiale audiovisivo, che crediamo serva a capire meglio la differenza tra una sanità pubblica e una sanità sempre più legata al privato.

Vogliamo inoltre annunciare qui l’impegno della nostra organizzazione nel costruire una campagna di aiuti concreti con l’acquisto di materiali sanitari di cui c’è scarsezza sull’isola e di iniziative di controinformazione sul territorio nazionale.


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23/08/2021

Il CECMED approva l’uso dei vaccini cubani Soberana 02 e Soberana Plus

Dopo aver concluso il rigoroso processo di valutazione dei candidati vaccini Soberana 02 e Soberana Plus, il cui titolare è il Finlay Vaccine Institute, il CECMED ha deciso di concedere l’Autorizzazione per l’Uso in Emergenza (AUE) a questi vaccini in conformità con i regolamenti e le disposizioni in vigore, una volta dimostrato che sono conformi ai requisiti e parametri richiesti in termini di qualità, sicurezza ed efficacia.

Questa approvazione si basa sui risultati ottenuti negli studi clinici condotti nelle fasi I, II e III, così come nello studio di intervento in gruppi e popolazioni a rischio e nell’intervento sanitario, che hanno fornito prove sufficienti della sicurezza e dell’efficacia di questi vaccini, permettendo l’uso di massa nel nostro paese (Cuba) e la commercializzazione in altri paesi.

Lo schema di vaccinazione combina due dosi di Soberana 02 e la terza dose con Soberana Plus, che è stato approvato per la popolazione di età superiore ai 19 anni.

Queste approvazioni sono rese effettive attraverso le risoluzioni CECMED emesse oggi, che sono disponibili sul sito web www.cecmed.cu

Il podcast di La7 con Fabrizio Chiodo.

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L’Università dell’Avana concede al Dr. C. Fabrizio Chiodo la Categoria Speciale di Insegnamento di Visiting Professor.

Dr.C. Fabrizio Chiodo

Il pomeriggio del 19 agosto, nell’Aula Magna dell’Università dell’Avana, si è tenuta una solenne cerimonia in cui è stata conferita al professore e ricercatore italiano Dr. C. Fabrizio Chiodo la Categoria Speciale di Insegnamento di Visiting Professor.

La riunione è stata presieduta dal Dr. C. Míriam Nicado García, membro del Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Rettore dell’Università dell’Avana; dal Dr. C. Vicente Vérez Bencomo, Direttore Generale dell’Istituto Finlay di Vaccini; dal Dr. C. Armando Paneque Quevedo, Decano della Facoltà di Chimica dell’Università de La Habana e José Julián Díaz Pérez, presidente della Federazione Studentesca Universitaria dell’Università dell’Avana, e il premiato, il dott. Chiodo.

La Categoria Speciale di Insegnamento di Visiting Professor viene assegnata a quei professionisti nazionali o stranieri la cui esperienza in una specifica branca del sapere permette di considerarli come specialisti altamente qualificati, sulla base di una proposta decanale, approvata dal consiglio di amministrazione del centro di istruzione superiore in questione, come stabilito nella Risoluzione n. 85 del 2016, "Regolamento per l’applicazione delle Categorie di Insegnamento", del Ministero dell’Istruzione Superiore.

Il Dr. C. Fabrizio Chiodo ha un’eccezionale carriera accademica e scientifica a livello internazionale. È membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dell’Istituto di Chimica Biomolecolare di Napoli, dell’Amsterdam Institute of Infection and Immunity, del Dipartimento di Biologia Cellulare Molecolare e Immunologia, Amsterdam UMC, Olanda.

La sua ricerca è orientata verso la sintesi chimica di oligosaccaridi, la derivazione di glicoconiugati e lo studio della risposta immunitaria innata e adattativa ad essi, così come lo sviluppo di vaccini preventivi. A questo proposito, ha una collaborazione scientifica attiva con il Finlay Vaccine Institute e l’Università dell’Avana. La collaborazione con il Dr. Vicente Vérez Bencomo ha permesso la pubblicazione di diversi articoli scientifici in comune con Cuba e lo sviluppo di progetti comuni di collaborazione finalizzati allo sviluppo di vaccini e studi immunologici di glicoconiugati.

Allo stesso modo, è stato membro della facoltà di Chimica dell’Università dell’Avana, insegnando il corso “Carboidrati come vaccini e immunomodulatori” in due edizioni del Master in Chimica (2017, 2019). Fa parte del team del Finlay Vaccine Institute che ha lavorato sui candidati vaccini contro il COVID-19, SOBERANA 01, SOBERANA 02 e SOBERANA-Plus, ricerche che ha condiviso con gli specialisti dell’Università dell’Avana, che fanno anche parte dello sviluppo di questi prodotti.

Nelle sue parole di elogio, il Dr. Vicente Vérez ha fatto riferimento alla carriera scientifica del Dr. Chiodo e alle sue relazioni con Cuba e ha affermato: È un grande amico di Cuba, dell’Istituto di Vaccini Finlay, del Laboratorio di Sintesi Chimica dell’Università dell’Avana e un appassionato difensore dei vaccini SOBERANA, che oggi porta anche sul braccio.

Il professore ospite ha dato parole emotive di ringraziamento ai suoi colleghi cubani, “che mi motivano ogni giorno”, e ha detto:

Cuba quest’anno ha dimostrato al mondo che un paese povero e bloccato è stato capace di progettare, sviluppare e produrre diversi vaccini pubblici, statali. Ogni giorno mi sveglio e sono orgoglioso di poter dimostrare con il mio piccolo granello di sabbia che il socialismo è possibile nel mondo e che la biotecnologia statale, in un paese socialista come Cuba, è reale e non ho altro da dire perché i valori in cui credo sono diventati sempre più concreti con diversi vaccini.

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24/03/2021

«I vaccini cubani anche per l’Italia? Senz’altro!»

Helen Yaffe, economista esperta di Cuba, ci racconta l’internazionalismo medico di ieri e di oggi ispirato dalle idee di Fidel Castro

“Medici e non bombe”. Questa è la filosofia internazionalista dichiarata da Fidel Castro nel 2003 in un discorso a Buenos Aires; e certamente, mentre a Cuba non si può accreditare nessun intervento militare all’estero da almeno tre decenni (e comunque quelli compiuti non sono mai stati della dimensione che si sono potute permettere le grandi potenze), per altri Paesi non si può dire altrettanto.

Da ormai parecchio tempo gli unici interventi all’estero che Cuba si permette di fare hanno lo scopo di curare malattie, e anche durante la pandemia da Covid19 non è stata da meno.

Ce lo spiega bene Helen Yaffe, economista presso l’Università di Glasgow ed esperta di temi cubani, già autrice del libro We Are Cuba! How a Revolutionary People Have Survived in a Post-Soviet World (Yale Press, 2020), che narra di come Cuba ha affrontato il periodo post-sovietico, e del documentario Cuba & COVID 19 Public Health, Science and Solidarity, che racconta invece la risposta dell’isola alla pandemia.

In questa intervista ci illustra come l’internazionalismo medico cubano ha aiutato molte persone nel mondo sia prima che dopo la pandemia, e di come oggi i vaccini cubani anti-Covid19 in via di sviluppo possono aiutare i Paesi in difficoltà di approvvigionamento (magari anche l’Italia, come già suggerito da Gino Strada) ad ottenere l’immunizzazione. E come purtroppo l’embargo Usa metta in difficoltà tutto questo.

Perché tre dei cinque vaccini cubani in via di sviluppo si chiamano Soberana (in italiano: Sovrana)?

«Il nome riflette ciò che i vaccini significano per Cuba in termini politici ed economici: ovvero l’importanza della sua indipendenza e della sua sovranità nazionale. Nel contesto delle sanzioni statunitensi, è difficile accedere ai vaccini per l’isola acquistandoli presso Big Pharma. Ci sono anche ragioni tecniche, comunque. I tre vaccini Soberana sono prodotti dallo stesso istituto statale, il Finlay; Soberana 01 e SoberanaPlus usano la stessa base proteica, Soberana 02 una leggermente diversa ma comunque molto simile. Una tecnologia già utilizzata per altri vaccini prodotti da Cuba».

Ci sono problemi molto seri nel fare arrivare ai Paesi del Terzo e Quarto Mondo una quantità di vaccini adeguata. Come possono i vaccini cubani far sì che alle persone più povere arrivi l’immunizzazione anti-Covid19?

«I vaccini in circolazione sono molto costosi per i Paesi poveri (tra i 10 e i 30 dollari a dose) e talvolta molto costosa è anche la catena del freddo che occorre per trasportarli (ad esempio, il vaccino Pfizer deve essere mantenuto a -70°C). Ci sono Paesi, come quelli caraibici, che sono stati molto duramente colpiti dalla crisi economica dovuta al virus e avrebbero serie difficoltà a permetterseli.

I vaccini cubani saranno sicuramente molto più economici e possono essere tenuti alla normale temperatura da frigorifero (2-8 °C), quindi i Paesi poveri possono permettersi questo tipo di infrastruttura. Certo, da Cuba fanno sapere che non si discuteranno le condizioni di vendita finché i vaccini non saranno approvati.

Ma probabilmente accadrà quello che già avviene con i servizi medici che il governo esportava al 2019 in ben 49 Paesi, tra cui molti del Sud del mondo: Cuba copre i costi della sua assistenza medica per i Paesi più poveri.

Ad esempio le centinaia di medici che sono stati inviati ad Haiti non sono stati pagati da questo Paese. Questo grazie al fatto che i Paesi che se lo possono permettere, come il Qatar, pagano invece molto per i dottori cubani e finiscono perciò per sussidiare la solidarietà cubana verso i Paesi poveri. In alcune occasioni, poi, c’è il contributo di organismi internazionali.

Perciò è molto probabile che i vaccini cubani saranno pagati secondo le possibilità economiche di chi li vorrà».

L’Italia sta avendo spesso difficoltà ad ottenere le dosi, visto che le grandi imprese farmaceutiche ce ne consegnano meno di quanto promesso. Suggerirebbe al governo italiano di acquistare vaccini cubani quando sarà possibile?

«Consiglierei senz’altro al governo italiano l’acquisto dei vaccini cubani. L’Italia è stato il primo Paese europeo a ricevere assistenza medica da Cuba durante l’emergenza Covid19 e i 52 specialisti cubani inviati in Lombardia sono stati ampiamente apprezzati per il loro duro lavoro; mi sembra quindi che ad oggi si sia costruito un alto grado di fiducia tra i sistemi di salute pubblici italiani e cubani. Sarebbe perciò davvero bello vedere un ulteriore sviluppo di questa collaborazione.

Gli scienziati cubani hanno ricevuto 10 premi dall’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale; la medicina cubana è apprezzata e usata ovunque nel mondo; la vaccinologia e l’immunoterapia cubane hanno già ottenuto importanti successi. Dunque la scelta di guardare ai vaccini cubani sarebbe senz’altro saggia.

Del resto, pur non essendo stati ancora approvati, le notizie rispetto ai vaccini cubani anti-Covid19 sono incoraggianti, perché nessuno dei volontari ha finora riportato effetti avversi preoccupanti. Cuba vanta un’esperienza decennale nella produzione di vaccini; i bambini cubani ricevono 11 vaccini per 13 malattie, 8 dei quali prodotti a Cuba e tutti sicuri ed efficaci.

Ricordiamoci che Soberana 01 e 02 sono stati approvati per i test clinici dalla stessa Oms, i cui protocolli sono molto stringenti [Qui. Una volta scaricato il file excel, cercare “Finlay”. ndr]».

Non pensa che lo sviluppo dei vaccini cubani possa essere ostacolato da altri Paesi?

«Un ostacolo politico è certamente causato dall’embargo. Il problema è che spesso i Paesi più poveri che non dispongono di enti regolatori particolarmente forti si affidano al parere della Fda, l’ente che regola la circolazione dei farmaci negli Usa, il quale a sua volta non prende mai in considerazione i farmaci e i vaccini cubani per via dell’embargo. Dunque alcuni Paesi potrebbero perciò rigettare i vaccini cubani. Comunque, dato che adesso gli enti regolatori stanno approvando molto velocemente i vaccini anti-Covid, è possibile che quelli cubani siano introdotti con pochi problemi.

Ma non solo; noi sappiamo dal dipartimento cubano per gli affari statunitensi che l’amministrazione Trump ha fatto pressione su altri Paesi perché non accettino gli aiuti cubani. Ci aspettiamo che Biden cambi queste posizioni, ma al momento nessuna mossa è stata fatta in proposito».

Lei ha di recente realizzato un documentario su come Cuba ha affrontato l’emergenza Covid19. Ne emerge che l’isola è riuscita a contenere l’epidemia in maniera decisamente migliore di altri Paesi latinoamericani e del mondo. Quali sono gli elementi di questo successo?

«Il sistema sanitario pubblico cubano è molto preparato. Le strutture mediche hanno una base comunitaria con un sistema di medici di famiglia che permette l’accesso generalizzato alla sanità. I dottori hanno a disposizione un catalogo di persone dalla salute già delicata, perciò possono focalizzarsi prontamente su di loro.

Inoltre il governo cubano aveva cominciato a muoversi rispetto al virus già a gennaio, prima che ci fosse il primo caso di Sars-Cov2. Già in quel periodo squadre di medici cubani erano stati inviati in Cina a studiarlo. Tutti nella popolazione generale, persino i tassisti, erano pronti a far fronte ad un’eventuale emergenza grazie al training fornito dal governo. Appena è arrivata, l’11 marzo 2020, sono stati mobilitati tutti i dottori possibili, anche gli studenti universitari, per cercare i malati porta a porta e spostarli eventualmente negli ospedali o nei centri di isolamento, come mostra anche il nostro documentario.

Tutti i farmaci antivirali e antinfiammatori a disposizione sono stati adattati per l’emergenza. Inoltre i medici cubani hanno sviluppato un farmaco, Jusvinza, per fermare l’ingresso nei polmoni del liquido prodotto dal Covid, e che ha permesso un tasso di sopravvivenza del 90% fra chi lo ha assunto».

L’internazionalismo medico di Cuba è ben noto, e ne ha scritto anche lei nel suo libro We are Cuba!. Ci può dire quali sono i successi più grandi realizzati durante la pandemia da Covid19 e prima?

«Prima della pandemia Cuba aveva già inviato 400.000 medici verso 160 Paesi in tutto il mondo, in particolare in Africa dove ci sono malattie da tempo eliminate a Cuba. I programmi sviluppati in 60 anni di esperienza sono tanti: ad esempio c’è la Brigata per la Risposta alle Emergenze, la Henry Reeve, inviata in 40 Paesi tra cui l’Italia, composta da 300 specialisti nelle emergenze. Un’altra forma di assistenza prevede la cooperazione nell'approntare strutture sanitarie complete; ad esempio ciò è stato fatto per Haiti.

Ricordiamo anche il programma di assistenza medica che c’era in Brasile prima della pandemia, nel nord dell’Amazzonia, sospeso dal governo di Bolsonaro il quale poi non è riuscito a rimpiazzare il personale cubano in quella zona. E non è un caso che in quella regione ci sia stata poi una diffusione incontrollata della Sars-Cov2. Per molti di quei brasiliani i medici cubani sono stati i primi che abbiano mai conosciuto. Storie simili sono purtroppo accadute anche in Ecuador e in Bolivia.

E ancora, c’è stato un importante intervento nell’Africa dell’Ovest per combattere l’ebola, in cui hanno avuto un grande impatto nei 6 mesi di permanenza salvando migliaia di vite. Alcuni medici di quella missione sono gli stessi che sono stati inviati poi in Lombardia contro il Covid19.»

Esistono anche denunce di alcuni medici cubani secondo i quali il loro sarebbe spesso un lavoro forzato...

«I medici cubani vanno all’estero volontariamente, non sono certo costretti. Nonostante restituiscano il 70% del salario ricevuto nei Paesi che li ospitano al sistema sanitario cubano, ricevono comunque salari più alti di quelli che ottengono a casa (e in aggiunta anche il salario che percepirebbero rimanendo a Cuba) e in più viene loro fornito l’alloggio. Non lavorano certo da schiavi.

Non dimentichiamo che l’educazione è gratuita a Cuba proprio grazie a quanto viene prelevato dai salari percepiti all’estero.

Questo è in realtà un tema politico, perché l’export di servizi medici è la maggiore risorsa di denaro dall’estero per lo stato cubano. Gli Stati Uniti in realtà cercano di sostenere l’argomento dello sfruttamento dei medici per danneggiare l’isola. Per esempio, in passato c’era il programma Medical Parole Program attraverso il quale i medici cubani potevano abbandonare i programmi di aiuto per chiedere asilo politico nelle loro ambasciate.

Ma solo il 2% degli aventi diritto ne ha fatto uso, anche perché non è così conveniente visto che gli Usa non riconoscono i titoli universitari cubani. Fu cancellato da Obama poco prima di lasciare la presidenza; in seguito gli Usa hanno fatto pressioni perché la medicina cubana non sia accettata nel mondo».

Quanto sono indebolite dall’embargo statunitense le prestazioni mediche cubane, e perché?

«Cuba ha finora prodotto il 70% del proprio fabbisogno medico, stando a dati precedenti la pandemia; anche per via delle sanzioni statunitensi l’isola è stata costretta a sviluppare una propria produzione sanitaria. Ciononostante la stretta di Trump sull’embargo (più di 200 nuove sanzioni e azioni contro Cuba, tra cui la pressione sui Paesi alleati per non accettare la medicina cubana) ha messo l’isola nella condizione di avere difficoltà a reperire materie prime per la produzione domestica, come i reagenti e l’attrezzatura medica.

Al momento Cuba potrà comunque produrre 100 milioni di dosi di Soberana 2, ma ci sono difficoltà ad ottenere le necessarie siringhe. Qui nel Regno Unito è stata messa su una campagna di raccolta fondi a questo scopo, ma la compagnia di fundraising coinvolta, Crowdfunder Uk, l’ha chiusa per via delle sanzioni, perché usano un sistema di pagamento statunitense! La stessa cosa è successa a un secondo tentativo con un’altra compagnia. Hanno molta paura di essere multati per via delle sanzioni».

Come si sta muovendo il governo cubano per affrontare i problemi economici dovuti alla pandemia?

«Cuba aveva problemi economici da prima della pandemia, per esempio nel rifornimento del petrolio, sempre per via dell’embargo. Con l’arrivo del virus e delle misure di emergenza, il Pil è crollato dell’11%; un effetto ovviamente devastante.

Questo è coinciso con un periodo di grandi ristrutturazioni economiche: l’unificazione del peso e le liberalizzazioni. Ciononostante, proprio nel periodo della pandemia i salari pubblici sono stati aumentati di quattro volte. Ricordiamoci poi che il 96% dei cubani possiede la propria casa, quindi non sono a rischio di sfratto come in un Paese capitalista.

Il problema è semmai la scarsità di beni disponibili al momento. Ciononostante Cuba non sta subendo gli stessi problemi socioeconomici che hanno altri Paesi latinoamericani».

Ringraziamo la dott.ssa Yaffe per il suo contributo.

Ricordiamo qui che è proprio di ieri la notizia che è in corso di sviluppo un nuovo vaccino contro il coronavirus in una joint venture Cina-Cuba.

Qui la petizione per chiedere al governo italiano di prendere in considerazione i vaccini cubani anti-Covid19.

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07/03/2021

Il vaccino cubano Soberana 02 in “fase 3”

di Fabrizio Chiodo

Pubblicato nel registro primario OMS Cuba il clinical trial di fase-3 con Soberana02 (44.000 volontari), iniziato!

– Soberana02, candidato vaccinale a subunità, unico disegno di vaccino antivirale nella storia come vaccino-coniugato. Qui la pubblicazione in pre-print (inviata già alle riviste internazionali per revisione).

– SoberanaPlus appare come quinto candidato vaccinale a Cuba. Simile a Soberana01, molto interessante come mono-dose in convalescenti e come dose di richiamo “potenziatrice” nel caso di varianti etc. Dati pubblici sui convalescenti depositati su medRxiv.

– Il grafico mostra dati preliminari in corso (mostrati alla popolazione Cubana in TV ieri sera) con SoberanaPlus come dose di “rinforzo”.

– Questi candidati vaccinali, come altri a subunità, faranno la storia in questa pandemia. Altissima sicurezza, prezzo basso, produzione altamente scalabile, semplicità di trasferimento della licenza e di know-how. Poi se il brevetto è Pubblico come a Cuba, si agevolano le cose.

– Ancora grande impatto mediatico, soprattutto sulla CNN.

– Tra qualche settimana dovrebbero iniziare il clinical trial in fascia pediatrica. Altro vantaggio dei vaccini a subunità, soprattutto se, come ha fatto Cuba per disegnare vaccini contro SARS-CoV-2, esplori una tecnologia che usi da anni in bambini e lattanti.

– Come scritto su Lancet (2019) ricordando Rosa Luxemburg (ieri 150esimo anniversario della sua nascita): La salute ha un potere sociale particolare. La salute è un obiettivo che è “una rivendicazione condivisa, una bandiera comune che ci unisce nella lotta”. “La salute è un potente appello alla mobilitazione”.

Cuba, povera e sotto embargo (bloqueo!), dimostra che è possibile disegnare, sviluppare e produrre vaccini pubblici.

La battaglia, a mio avviso, non va fatta contro BigPharma o contro i brevetti (certo sono battaglie fondamentali, ma forse con risultati utili solo a breve termine).

La battaglia va fatta a grande scala: questo modello economico, soprattutto nel mondo biofarmaceutico con prodotti di emergenza come i vaccini, va messo in discussione.

Vaccini e brevetti Pubblici (di Stato) sono una valida alternativa: Cuba l’aveva dimostrato in passato, Cuba lo sta dimostrando, Cuba lo dimostrerà ancora...

Seguimos...

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04/03/2021

Cuba - I vaccini Soberana 02 e Abdala iniziano la fase 3 dei test

I candidati vaccinali contro il COVID-19, Soberana 02 e Abdala, inizieranno i test clinici di fase III a marzo, dopo che entrambi gli immunogeni hanno dimostrato la loro sicurezza senza eventi avversi significativi durante i primi studi su volontari.

In un incontro con la stampa iniziato questo giovedì presso il Centro de Ingenieria Genetica e Biotecnologia (CIGB) a L’Avana, il presidente del Grupo Empresarial BioCubaFarma, Eduardo Martínez, ha riferito che migliaia di dosi sono state applicate durante le fasi I e II, ed è stata dimostrata una potente risposta immunitaria.

“Ora stiamo aspettando che l’autorità di regolamentazione del CECMED (Centro para el Control Estatal de Medicamentos, Equipos y Dispositivos Médicos) valuti le informazioni che sono state fornite e siamo fiduciosi che avremo l’approvazione per passare alla fase tre”, ha affermato.

Da parte sua, l’ingegner Jorge Luis Vega, direttore di produzione del CIGB, ha sottolineato che è stata dimostrata la sicurezza di entrambi gli immunogeni, aggiungendo che “in seguito si verifica l’immunogenicità, cioè la risposta di un numero controllato di individui, e successivamente l’efficacia che si dimostra sul campo con più persone ”.

La direttrice generale del CIGB, Marta Ayala Ávila, ha sottolineato che, man mano che si passa da una fase all’altra, aumenta il numero di individui che partecipano agli studi clinici e, quindi, ci sono un numero maggiore di persone immunizzate.

“La fase I è iniziata all’ospedale Saturnino Lora di Santiago de Cuba con 132 volontari. Sono stati eseguiti due schemi di immunizzazione: uno breve, in cui l’individuo viene immunizzato nei giorni 0, 14 e 28, e nei giorni 42 e 56 è possibile misurare la risposta immunitaria. Nell’altro schema, l’immunizzazione avviene nei giorni 0, 28 e 56 e la risposta viene valutata a 70 giorni”, ha spiegato.

Durante la fase II, iniziata il 1° febbraio presso lo stesso centro sanitario di Santiago, sono state immunizzate un totale di 660 persone.

“Nel caso di Abdala, tutti gli individui hanno indotto anticorpi specifici contro la proteina con cui sono stati immunizzati, che sono stati in grado di neutralizzare l’effetto del virus sulle cellule”, ha specificato e ha aggiunto che gli scienziati cubani hanno cercato di sviluppare un vaccino preventivo in meno di otto mesi quando l’indagine richiede tra i 10 e i 15 anni.

Durante una visita a uno degli impianti CIGB dove l’antigene è attualmente prodotto – attraverso cellule di lievito – del candidato vaccino Abdala, Jorge Luis Vega ha riassunto il processo di produzione dell’immunogeno:

“Il primo passo è la propagazione cellulare, dove la cellula del lievito viene scongelata, quindi subisce un processo di propagazione di piccoli volumi per poi entrare nella fase di inoculazione nel reattore su scala industriale e, successivamente, passare attraverso un processo di purificazione in modo che il prodotto abbia le caratteristiche di qualità. Da qui nasce il principio attivo per l’industria del finissaggio – Laboratorios Aica – per realizzare il processo di formulazione e riempimento delle fiale”.

Vega ha affermato che “al termine della fase III delle sperimentazioni cliniche, viene effettuato un processo di valutazione in cui viene approvata la registrazione sanitaria del prodotto. Al termine viene emesso un verdetto se il prodotto è idoneo ad essere commercializzato a Cuba e, eventualmente, all’estero”.

Soberana 02 verrà applicato a 44.000 persone nella fase successiva

In un secondo momento della visita, questa volta attraverso il Centro di Immunologia Molecolare (CIM) del polo scientifico cubano, il direttore dell’istituzione, Eduardo Ojito Magaz, ha riferito che nella fase III delle sperimentazioni cliniche di Soberana 02, 44.000 persone saranno immunizzate, e per questo sono state già prodotte le dosi necessarie per lo studio.

Al CIM viene fabbricata la proteina che è la materia prima per la produzione dei candidati vaccinali Soberana 01 e Soberana 02. “Qui si produce l’antigene; al Instituto Finlay de Vacunas (IFV) viene generato il principio attivo, quindi le fiale vengono formulate e riempite al BioCen”, ha affermato il dott. Vicente Vérez, direttore generale dell’IFV.

Allo stesso tempo, Vérez ha sottolineato che, oltre alla sperimentazione clinica di fase III, verrà condotto un altro studio di intervento che “probabilmente raggiungerà più di un milione di individui”. Entrambi – ha chiarito – vengono effettuati per verificare l’efficacia rispetto alla malattia.

In questo senso, Ojito Magaz ha dichiarato:

“In questo momento stiamo iniziando a produrre i primi due milioni di dosi per l’esercizio di intervento in province come L’Avana, Cienfuegos, Santiago de Cuba per aprile o maggio”.

Il direttore del CIM ha sottolineato che l’istituto può produrre circa due milioni di fiale al mese per la vaccinazione.

“In un anno, le nostre capacità produttive dovrebbero darci circa 20 e 25 milioni di dosi”, ha sottolineato e ha aggiunto che se l’altro reattore che ha il CIM sarà incorporato nella produzione, raggiungerebbero i 10 milioni di dosi di vaccini al mese.

E Soberana 01 e Mambisa?

Riferendosi al candidato vaccinale Mambisa, la direttrice del Centro de Ingeniería Genética y Biotecnología (CIGB), Marta Ayala, ha commentato:

“Abbiamo progettato uno studio di fase I / II presso il Centro Nacional de Toxicología, dove vengono vaccinati gli 88 volontari e in cui gli eventi avversi sono stati lievi e di bassa intensità. Al momento stiamo valutando la risposta immunitaria degli individui”.

Da parte sua, il dottor Vicente Vérez ha sottolineato che nel caso di Soberana 01 “la sua fase I di sperimentazioni cliniche e un altro studio su pazienti convalescenti si sono conclusi molto bene, per cui dovremmo passare presto alla fase II e III”.

Allo stesso modo, il direttore del Instituto Finlay de Vacunas ha descritto come “impressionante” il basso numero di eventi avversi nei pazienti convalescenti, dopo aver applicato una singola dose di questo immunogeno.

“Ad esempio, con il vaccino Pfizer, il 75% dei vaccinati ha effetti avversi e i nostri risultati dicono che solo il 20% ha dei risultati negativi e sono lievi. Questo è un risultato molto rilevante ”.

D’altra parte, Vérez ha sottolineato che dopo la vaccinazione, le attuali misure di protezione dovranno continuare ad essere applicate fino a quando la circolazione del virus non sarà eliminata. “Finora nessun vaccino ha risultati conclusivi di efficacia rispetto all’infezione”.

“La scommessa cubana è di avere vaccini molto efficaci. Inoltre, sono vaccini molto sicuri e non hanno la limitazione del numero di dosi che possono essere applicate. Si può vaccinare nuovamente dopo sei mesi, se necessario, e questo è dato dal livello di sicurezza che hanno. È un grande vantaggio”, ha concluso.

Fonte

26/02/2021

Risultati della sperimentazione clinica del vaccino Soberana 02

Barbara Gallavotti è una brava biologa e divulgatrice scientifica, tanto da diventare autrice – fra gli altri – di SuperQuark, storica trasmissione televisiva inventata e diretta per anni da Piero Angela. Detto senza riserve, la parte migliore della televisione, un autentico “casco di ossigeno” in mezzo ai miasmi...

La sua competenza è al di sopra di ogni sospetto, e dunque la scivolata in cui è incorsa durante la puntata del 23 febbraio, in DiMartedì, non può essere imputata all’approssimazione. Come i nostri lettori sapranno, Gallavotti ha contestato a Marta Collot la definizione di “vaccino” per Soberana, in corso di sviluppo a Cuba, affermando che “era in fase 1” e dunque era solo “una speranza di vaccino”.

Potremmo rispondere che in Italia, invece, non “abbiamo neanche la speranza” di un vaccino, ma una risposta del genere può andar bene in un dibattito televisivo, non ragionando scientificamente.


Sui social, il giorno dopo, Barbara Gallavotti ha ammesso di essere incappata in una “svista”, perché Soberana ha completato anche la “fase 2” dell’iter di verifica clinica e sta iniziando la terza e definitiva. Ma che “comunque non cambia la sostanza, quello cubano è ancora una speranza di vaccino“, pur augurandosi – e ci mancherebbe – che “diventi una certezza“.

Per una persona con le sue conoscenze ciò significa che, a meno di sorprese imprevedibili (sempre possibili, nel procedere concreto dell’attività scientifica), “ci siamo quasi”. Qualcosa di molto più materiale di una “speranza”, insomma, anche se non ancora una “certezza” confermata dalla doverosa peer review.

Questo per dire che tra “speranza” e “certezza” la strada è lunga, ma nel valutare un progetto di ricerca si deve vedere se ci si trova più vicini ai “primi passi” oppure agli ultimi. E Soberana 02 è sicuramente più vicino alla meta.

Abbiamo già spiegato a nostro modo la “svista” di Gallavotti, addebitandola a “prudenza geostrategica”. Insomma, di Cuba e di altri paesi variamente socialisti non si deve parlar bene in nessun caso, sulle principali tv italiane. Lo sanno tutti i protagonisti abituali dei talk show, lo sanno meglio di tutti i conduttori, in contatto diretto con la proprietà (La7 fa parte del gruppo Cairo-Corriere della Sera). Da questo non si può derogare. Neanche uno scienziato di valore se lo può permettere.

E per fortuna che siamo un paese dove vige, in teoria, la “libertà di espressione”... Sul vaccino di Cuba, da parte nostra, pubblichiamo qui un articolo recentissimo apparso sul quotidiano argentino Pagina 12, che dà conto degli ultimi sviluppi.

*****

A pochi giorni dall’inizio dell’ultima fase della sperimentazione clinica di Soberana 02, che ha tutte le carte in regola per essere il primo vaccino completamente sviluppato in America Latina, la comunità scientifica cubana ha confermato di aspettarsi una produzione di 100 milioni di dosi per quest’anno.

“Si tratta di condividere con il mondo quello che siamo, la risposta che Cuba può dare al problema della pandemia“, ha riflettuto Rolando Pérez Rodríguez, dottore in Scienze Biologiche e Direttore Scienza e Innovazione dell’azienda BioCubaFarma, in dialogo con Página 12.

“Saremo in grado di vaccinare l’intera popolazione entro la fine dell’anno ma avremo anche la capacità produttiva per offrirla ad altri paesi che lo richiedono“, ha detto lo specialista. Alla fine di marzo, un altro dei vaccini cubani, Abdala, sviluppato dal Center for Genetic Engineering and Biotechnology (CIGB), si unirà alla terza fase della sperimentazione clinica.

BioCubaFarma, fondata nel 2012, è una società statale che riunisce 32 aziende del settore biotecnologico e dell’industria farmaceutica cubana. Con 20mila lavoratori, esporta più di 300 prodotti in 50 paesi e ha al suo attivo circa 700 cartelle cliniche. Da quando il coronavirus ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, le sue risorse si sono concentrate sulla gestione della pandemia.

Da un lato, lo sviluppo di vaccini – quattro dei quali in fase avanzata – e dall’altro la produzione di farmaci per affrontare le infezioni e gli sforzi per aumentare la capacità diagnostica, che hanno portato al raggiungimento di una delle più basse mortalità nel mondo – con solo 300 morti in totale fino a questo lunedì – nonostante l’aumento dei contagi nelle ultime settimane, quando da 12mila casi, Cuba ne aveva più di 45mila.

Perché sviluppare il tuo vaccino?

Diversi motivi convergono. A Cuba, uno dei punti di forza dell’industria biotecnologica è proprio lo sviluppo dei vaccini. Inoltre, dal momento in cui si sono iniziati potenziali accordi nel resto del mondo, a prezzi altissimi, per acquistare vaccini che ancora non esistevano, ci siamo resi conto che non lo avremmo raggiunto.

Per noi il blocco economico degli Stati Uniti, soprattutto in questo ultimo periodo – durante il governo di Donald Trump – complica l’accesso a determinati prodotti e non sempre riusciamo a raggiungere il fornitore più adatto, questo si aggiunge al fatto che stiamo vivendo un carenza globale di alcune forniture, come le siringhe.

Nonostante questa difficoltà, abbiamo fatto progressi. L’idea del vaccino è quella di poter dimostrare che proprio come Cuba ha bisogno del resto del mondo, può anche contribuire molto.

Finora, tra le decine di indagini per sviluppare un antigene contro il coronavirus, sono in sviluppo quattro vaccini cubani. Due sono responsabili del Finlay Vaccine Institute (IFV), Sovereign 02, con 150mila dosi pronte per l’inizio della terza fase di sperimentazione clinica, e Sovereign 01, ancora nella prima fase di sperimentazione umana. Gli altri due sono responsabili del CIGB: il Mambisa, diverso per la sua caratteristica di spray nasale, e l’Abdala, che inizia l’ultima fase di prove su larga scala sugli esseri umani alla fine di marzo.

I quattro vaccini candidati utilizzano la proteina RBD come antigene, che lega il corpo virale con la cellula umana. Sia per Abdala che per Sovereign 02 gli specialisti prevedono l’applicazione di tre dosi, con un programma di immunizzazione di 0-28-56 giorni, anche se per il primo valutano ancora un programma più breve, di 0-14-28 giorni.

Come sta il Soberana 02?

La cosa più importante è che sia una piattaforma sicura. Finora non ha mostrato effetti negativi. È un vaccino a subunità coniugata, basato sulla proteina RBD, che è una subunità di dominio della proteina S, con il termine “spike” (Spike), in inglese. RBD, legandosi al recettore, consente al virus di entrare nella cellula umana. Il vaccino inibisce questo legame, generando anticorpi neutralizzanti. Abbiamo scelto questo tipo di vaccino basato su proteine ​​ricombinanti perché abbiamo esperienza con la stessa tecnologia in ricerche precedenti, contro altri virus, e le capacità non solo di indagare, ma di portare la produzione su scala industriale.

Quando inizierà ad essere somministrato in modo massiccio?

Per prima cosa dobbiamo passare attraverso la fase 3, che, poiché c’è più incidenza del virus nel paese, sebbene questa sia una cattiva notizia per la società, facilita lo studio clinico. Per questa fase produciamo 150 mila dosi.

Parallelamente, aumenteremo le prove di efficacia con prove in aree che sappiamo avere una maggiore complessità epidemiologica a causa della densità di popolazione. E nel frattempo stiamo facendo progressi nella protezione, immunizzando migliaia di persone.

Per il mese di giugno ci saranno i risultati, per la registrazione e l’uso massiccio del vaccino, e dal secondo semestre potremo immunizzare l’intera popolazione, fornendo anche le dosi ai Paesi che lo richiedono. La capacità produttiva che abbiamo per questo tipo di vaccino è davvero grande, che utilizza solo un quinto di un anticorpo.

Per questa fase della sperimentazione clinica, l’IFV – sotto l’orbita di BioCubaFarma – ha firmato un accordo con l’Istituto Pasteur dell’Iran, per inviare un contingente di dose di Sovereign 02 come parte delle sperimentazioni sui vaccini. L’Iran è uno dei paesi del Medio Oriente più colpiti dal coronavirus. La campagna di vaccinazione con il vaccino russo Sputnik V è iniziata all’inizio di questo mese.

Il Soberana 02 arriverà in Argentina?

Non vedo perché no. È ancora prematuro parlare di distribuzione, perché occorre vedere come viene registrato il vaccino e quali paesi accettano l’autorizzazione dell’ente locale. Sono molte le parti interessate nella regione, ma non sono ancora stati raggiunti accordi particolari.

Cuba ha una lunga tradizione nel campo delle biotecnologie: è stato il primo paese a eradicare la poliomielite, ha sviluppato il primo vaccino contro la meningite alla fine degli anni ’80 ed è riuscita a produrre il proprio vaccino contro l’epatite B nel 1990. Cos’era? La chiave dello sviluppo del vaccino?

L’esperienza in altre indagini ci ha permesso di avanzare con una certa velocità, ma è stato anche il prodotto del coordinamento tra le aziende e il Polo Scientifico, lavoriamo sempre in modo integrato, in una filiera produttiva che valorizza e accelera i progetti.

Nel caso dei due vaccini all’orizzonte – Soberana 02 e Abdala – i responsabili della produzione su larga scala sono il Centro Nazionale per le Biopreparazioni (Biocen) e il Laboratorio Aica, ma sempre in coordinamento con le altre istituzioni che sono state parte dell’indagine.

Oltre ai quattro vaccini in fase avanzata, ce ne sono altri in corso?

Sì, siamo favorevoli a non interrompere le indagini. Esistono già nuovi ceppi del virus che potrebbero essere resistenti ai vaccini, se continuiamo a indagare, possiamo prevenire il problema. Ci sono altri sviluppi su cui continuiamo a lavorare a livello preclinico, vaccini che potrebbero essere ricombinati per combattere i ceppi più resistenti.

Stiamo anche iniziando la seconda fase delle sperimentazioni del Sovereign 02 nella popolazione pediatrica, che a Cuba è considerata dalla scuola materna ai 19 anni, ma ora dobbiamo concentrarci sulla cosa più urgente, che è quella di avanzare rapidamente con la produzione in per iniziare la vaccinazione massiccia.

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