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23/09/2022

Transizione energetica - le Nozze coi fichi secchi

di Guido Salerno Aletta

L'abbandono delle fonti energetiche fossili a favore di quelle rinnovabili, come l'idroelettrico, il solare e l'eolico, con l'obiettivo della neutralità delle emissioni di CO2 nel 2050 è un obiettivo enormemente sfidante.

La motivazione è nota: si tratta di contrastare l'aumento della temperatura atmosferica che determina variazioni climatiche irreversibili, tanto violente da mettere a rischio la stessa sopravvivenza del genere umano.

In ogni processo di trasformazione, il dato cruciale è rappresentato dai meccanismi economici e sociali che conducono passo dopo passo al risultato finale.

Abbiamo vissuto un paradigma vincente, di trasformazione sistemica: quello della New Economy, basata su Internet da una parte e sui sistemi di telecomunicazione mobile dall'altra, che in trent'anni ha cambiato in modo irreversibile il modo di lavorare, di informarsi, di vivere. La digitalizzazione delle informazioni e la trasmissione di audio e video, mettendo insieme le capacità crescenti di trasporto delle reti, e di elaborazione e memoria degli apparati informatici, ha creato un mondo inimmaginabile prima, basato su una innovazione tecnologica continua che aveva due pilastri: la fibra ottica per le reti, ed i microchip e le memorie di massa par gli apparati.

Il processo di digitalizzazione si è sviluppato attraverso fasi successive.

Dalla telefonia mobile analogica, che in Italia si chiamava TACS, si è passati al digitale con il GSM, poi all'UMTS e poi via via ci stiamo avvicinando al 5G, la quinta generazione. Le reti radiomobili sono state adeguate nel corso degli anni e gli utenti hanno comprato e cambiato gli apparati terminali, passando dai primi telefonini ai super performanti smartphone. Ognuno di noi ne avrà comprati forse anche una decina, uno ogni due-tre anni. Il sistema si è sostenuto su investimenti continui, sia da parte degli operatori delle reti siadegli utenti negli apparati terminali, incentivati da prezzi stabili o calanti e da migliorie continue in termini di prestazioni: oggi, uno smartphone è un personal computer dotato di uno schermo di tipo oggettivamente televisivo. Tutto questo è stato reso possibile dalle crescenti capacità di trasmissione sia sulle reti in fibra ottica sia via radio e dalle capacità e velocità crescenti dei microchip.

Tutti hanno trovato convenienza immediata ad adottare queste nuove tecnologie: il sistema si è dimostrato sostenibile nel tempo, facendo miglioramenti continui. Le reti e gli apparati utente, come i personal computer, hanno avuto un processo di rinnovo continuo, iterativo: migliori prestazioni, migliori prezzi. La capacità di trasporto dati sulle reti in fibra ottica ha reso infimo il prezzo pagato dagli utenti, che possono ricevere e trasmettere contenuti quasi senza limiti.

Se si passa al settore energetico, ci si accorge che la situazione è completamente diversa.

Gli apparati domestici continuano ad essere enormemente energivori nonostante tutti gli sforzi fatti per migliorarne la "classe di consumo energetico". Solo con le lampadine a led c'è stato un salto di ordini di grandezza, visto che a parità di lumen il consumo in Watt è stato ridotto ad un decimo rispetto a quelle ad incandescenza. Praticamente, non c'è un vero incentivo a rinnovare il parco degli elettrodomestici per ridurre in modo consistente i consumi di elettricità: i motori elettrici delle lavatrici e le resistenze dei phon e degli scaldabagni continuano ad assorbire molti KW. Nessun progresso tecnologico è paragonabile a quello dei microchip.

Dal punto di vista degli impianti di produzione delle energie rinnovabili, eolico e fotovoltaico, le tecnologie sono sostanzialmente invarianti: non solo i progressi in termini di rendimento sono lentissimi, ma i tempi di ammortamento finanziario sono stati calcolati in due decenni nonostante il progressivo decadimento fisico dei pannelli. Il sistema è costoso e non c'è alcun incentivo al rimpiazzo anticipato: la tecnologia non va avanti come è successo nel settore delle telecomunicazioni.

C'è un altro aspetto: le energie rinnovabili sono tendenzialmente intermittenti, dipendendo dal sole e dal vento: ci sono picchi di esubero e momenti in cui non immettono corrente. I sistemi di ricarica idroelettrica e le batterie sono ancora troppo limitati ed enormemente costosi.

La tecnologia di generazione e di conservazione è ancora immatura ed i progressi sono talmente lenti da scoraggiare il rimpiazzo degli apparati.

Bisognava investire sulla ricerca di base e sulla tecnologia applicata agli apparecchi domestici e sistemi di potenza dei complessi industriali, sui motori e sulle resistenze elettriche, dove siamo invece ancora fermi ad un secolo fa. Qualche piccolissimo passo lo si è fatto con i forni a microonde e con le piastre ad induzione: poco e niente.

Su Internet ci furono investimenti colossali, sistemici, per decenni, da parte degli USA: da Arpanet in poi, fino ai programmi militari come lo Scudo spaziale. Dal protocollo IP al GPS, tutto è frutto di ricerca e sviluppo tecnologico continuo.

Invece nel settore delle energie rinnovabili non è stato fatto niente: tutto lo sforzo politico si riassume nell'utilizzo della leva di prezzo: si disincentivano con le aste per i diritti di emissione di CO2 le fonti più inquinanti, si aumenta il prezzo dei combustibili tradizionali con le Carbon Tax.

Senza innovazione tecnologica, senza vantaggi continui ad innovare sia per i produttori sia per i consumatori, la transizione energetica rischia di essere insostenibile.

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