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24/09/2022

Se il 99% viene istruito a non pensare

Il 15 settembre Google ha festeggiato le nozze d’argento. Una storia di grande successo, dovuto in parte anche a YouTube. Dopo il 2016 YouTube è diventato molto più centrale nel business di Google (Mark Bergen – theverge.com).

Ciò che distingue YouTube dagli altri social, dice Bergen, è la sua economia basata su una platea sterminata di “creativi”. Anche Facebook è legata ai creativi. Ma la differenza con Facebook è che i creativi di YouTube dipendono economicamente dalla piattaforma.

Nel 2009 il CFO di Google disse che YouTube era la peggiore attività del pianeta, e che dovevano svenderlo. Tredici anni dopo, dice Bergen, è diventato fondamentale per Google, ogni investitore parla di YouTube come asset centrale per Alphabet. Nel 2021 ha fatturato 28,84 miliardi di dollari (quasi un terzo dell’intera Alphabet – $ 102,80).

Secondo i dati emersi da una ricerca del Pew Research Center, condotta su un pubblico Usa e uscita ad Agosto, il 95% degli adolescenti usa YouTube (contro il 32% di Facebook. Quote inferiori registrano Twitter, Twitch, WhatsApp, Reddit e Tumblr). Il 19% usa YouTube costantemente (contro il 2% di Facebook). Gli adolescenti neri (45%) e ispanici (47%) dicono di stare su TikTok, YouTube e Instagram quasi costantemente rispetto agli adolescenti bianchi (pewresearch.org).

Tuberfilter.com compila una lista settimanale dei canali YouTube più visti. Non sono i teen-agers il pubblico più numeroso. I canali più visti sono rivolti ai ragazzini, ai bambini, ai poppanti. In cima alla lista dei canali più visti nella settimana scorsa c’è Cocomelon–Filastrocche, con 591.728.422 visualizzazioni settimanali e 138.391.645.564 visualizzazioni totali. Al secondo posto c’è LeoNata Family (435.991.214 settimanali; All-Time Views: 14.906.165.899; All-Time Subs: 10.500.000).

I dati non cambiano se si guardano le classifiche mondiali. I bambini sono i primi spettatori di YouTube.

Ma cosa guardano i bambini su YouTube? C’è davvero un «Problema dei bambini» (kids issue), come dice Mark Bergen?

Si tratta dello scandalo Elsa-gate, dice Bergen. Alla fine del 2017, dice, sono successe molte cose. Video con adulti che si travestivano da supereroi. Alcuni di questi video erano innocui, ironici, etc. Altri rimandavano al sesso, erano perturbanti, scherzosi, tesi intenzionalmente a superare i limiti (Some of it was very sexual, disturbing, pranking, and intentionally pushing the limits).

Nel 2017, James Bridle, un attivista inglese, scrisse un saggio (medium.com) in cui parlava di Youtube e della sua “produzione da incubo industrializzata“, di studi di animazione che sfornavano contenuti YouTube per bambini. Alcuni non erano stati progettati dagli umani. Erano i robot che realizzavano video. Ma ciò, dice, non dovrebbe nascondere che ci sono bambini veri, collegati a smartphone e tablet, che li guardano più e più volte, digitando nel browser o, semplicemente, schiacciano la barra laterale per visualizzare un altro video.

I bambini piccoli, dice Bridle, sono ipnotizzati da questi video, che si tratti di personaggi e canzoni familiari, o semplicemente di colori vivaci e suoni rilassanti. Il canale Toy Freaks, per esempio, è specializzato in situazioni grossolane, così come in attività che molti spettatori sentono al limite dell’abuso e dello sfruttamento, compresi i video di bambini che vomitano e soffrono.

Un passo oltre ci sono i knock-off. In un video ufficiale Peppa va dal dentista, viene opportunamente rassicurata da un dottore gentile. Nella versione taroccata Peppa viene torturata, prima di trasformarsi in Iron Man ed eseguire la danza Learn Colors. I video inquietanti di Peppa Pig, dice Bridle, video che tendono alla violenza e alla paura estreme, con Peppa che mangia suo padre o beve candeggina, sono, a quanto pare, molto diffusi. Costituiscono un’intera sottocultura di YouTube. Molti, continua Bridle, sono ovvie parodie, o addirittura satire, nello stile piuttosto comune del tipo oltraggioso e deliberatamente offensivo di Internet.

In Italia le cose non vanno meglio. Spopolano «Me contro Te»: 6,33 Mln di iscritti e 6.327 video pubblicati e 1080 canali. «RICCHI vs POVERI (Primo giorno di SCUOLA!!)» pubblicato il 16 set 2022, dopo due giorni ha totalizzato 306.361 visualizzazioni. «SOFÌ CADE E SI FA MALE AL PIEDE MENTRE GIOCA IN PISCINA COL SUP!!», 26 ago 2022, 626.281 visualizzazioni. Sono video che riproducono i cliché più beceri.

#ninnaematti (Ninna e Matti) ha 1.332 video e 49 canali. «NINNA È SCOMPARSA AL SUPERMERCATO MENTRE FACEVAMO LA SPESA!», 667.603 visualizzazioni, pubblicato il 2 set 2022, è girato al supermercato Esselunga. Ed è una lunga pubblicità di prodotti a marchio Esselunga, Buondì, Big Babol, Nestle, etc (oltre, ovviamente, alla pubblicità ufficiale inserita da YouTube).

Anche #Carmagheddon – 550.000 iscritti – inserisce direttamente nel video spezzoni di spot commerciali. In «10 MODI PER BUCARE UNA RUOTA.», 246.763 visualizzazioni, 26 lug 2022, viene spiegato come bucare una ruota con bottiglie rotte, chiodi e altri oggetti pericolosi. È tutto un gioco, è tutto uno scherzo, ironia e satira. Poi appare per davvero un venditore di CarVertical che fa pubblicità al suo business.

C’è questo #zerbi, 371 video e 23 canali. Tra parentesi, non ho scelto questi video, ho viaggiato col browser in modalità incognito, mi sono stati proposti dall’algoritmo di Youtube. Con «Spio mia Sorella alle 3.00 di Notte e…», #zerbi ha totalizzato 431.254 visualizzazioni. Il video «CHI DIMAGRISCE di PIÚ in 24 ORE VINCE 500€!», 361.456 visualizzazioni, è zeppo di sponsor (Gucci, Robe di K, Adidas, etc). In «Chi Guadagna più Soldi in 24 Ore Vince!», 304.278 visualizzazioni, per vincere si può rubare, mendicare, etc., tutte cose che i bambini dovono sapere di poter fare per fare soldi. Quando un nero dice «io non sono capace», interviene il papà di Zerbi che dice «Col cacchio!» (col cacchio (traduco) che un nero non sa rubare!).

In «Chi Si Fa Piú MALE Vince 1000€!», 218.273 visualizzazioni, ci si diverte torturandosi con la ceretta. Il padre arriva a mettersi del ghiaccio sui genitali. Ci si versa caffè bollente sulle braccia, etc. Non importa se a guardare sono bambini di 4-5-6 anni. Bisogna massimizzare le visualizzazioni, per guadagnare bisogna far cliccare.

In «La Ruota delle Torture!» (di Cap e Kazu), 170.682 visualizzazioni, si spruzzano spray in viso dagli effetti fastidiosi anche a livello respiratorio, si mangiano panini schifosi, etc.

In «Provo a Camminare sull’ACQUA», #CapeKazu, 1.529.164 visualizzazioni, si scherza, e scherzando ci si spruzza spray idrorepellente sotto i piedi per camminare sull’acqua di una piscina, si cerca di camminare su lastre di plexiglas trasparente. Non si tiene conto che a guardare sono bambini piccolissimi, che possono replicare queste stronzate. Non c’è nessuno a controllare. Nemmeno i genitori, che presi con le faccende della vita usano YouTube come Baby sitter low-cost. Lo uso anch’io, non voglio giudicare o mettere in croce i genitori.

I nostri figli sono esposti a video come «Distruggo la Macchina del mio amico e…» 3.016.026 visualizzazioni, dove si impara a spaccare specchietti, vetri etc; video come «Ho speso 500€ alla SALA GIOCHI, guardate cosa ho vinto…», 1.779.843 visualizzazioni; #PirlasV, 1,26 Mln di iscritti, il suo video «È POSSIBILE DISTRUGGERE un AUTO a PALLONATE??» totalizza 675.999 visualizzazioni.

Il sistema non è truccato, è marcio. Ci siamo emancipati della televisione per sprofondare nell’incubo dei telefoni, del clickbait, dei bot, delle views, della pubblicità pre-roll e mid-video, etc.

Noi (che guardiamo youtube) siamo il 99%. Siamo bambini di genitori poveri, di genitori che fanno gli straordinari, che arrivano a casa stanchi e devono ancora lavare i piatti del giorno prima. Siamo bambini che entrano a scuola alle 7:30 ed escono alle 18:00. Niente compiti a casa, niente chiacchiere con mamma e papà. Siamo bambini che escono dal portone della scuola e entrano nella porta della palestra, catturati da improvvisati istruttori sportivi, istruttori demotivati, depressi, pagati un tanto all’ora, anche a cottimo. Siamo il 99%, incollati al telefonino.

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