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19/09/2022

Draghi a rapporto a Washington

Sarà sfuggito a tanti, ma il premier uscente Mario Draghi si fermerà negli Stati Uniti per ben quattro giorni, una durata sicuramente inusitata per qualsiasi leader ma soprattutto per uno che in teoria è già con un piede fuori dalla porta di Palazzo Chigi.

Formalmente il premier italiano Mario Draghi è atteso negli Usa per l’assemblea generale dell’Onu. Quando parlerà in Italia sará già notte. Ma sarà l’occasione per ribadire in quel contesto internazionale che la “sua Italia” – non la nostra né quella della maggioranza della popolazione – sta con l’Occidente e la Nato e che il suo sostegno a Kiev è stata la scelta “giusta”.

Quello di Draghi negli Stati Uniti appare decisamente un viaggio emblematico e inquietante. Coincide con la diffusione del rapporto dell’intelligence statunitense sulla penetrazione della Russia in Europa (ma non in Italia) attraverso finanziamenti a leader e partiti. Draghi venerdì nella sua ruvida conferenza stampa ha denunciato i “pupazzi prezzolati” in mano ai russi. Fonti di Palazzo Chigi non escludono in questi lunghi quattro giorni negli Usa che Draghi possa addirittura incontrare il presidente Usa Biden. Una novità decisamente straordinaria per un premier uscente.

Lo scorso 14 settembre aveva avuto un colloquio con il Segretario di Stato Usa Blinken che era stato però reso noto prima da un tweet dello staff di Blinken che da Palazzo Chigi.

Alla vigilia delle elezioni un così lungo soggiorno di Draghi negli Stati Uniti non promette nulla di buono e nulla di nuovo se non la conferma della totale subordinazione della classe dirigente italiana agli Usa. Una ipoteca della quale liberarci prima e come possibile.

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